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Miller Arthur - I presidenti americani e l'arte di recitare | Il libro è il tentativo di fare un pò di luce sulla tragicommedia dei protagonisti della politica americana, scritto da uno dei massimi commediografi viventi. I politici e gli attori hanno sempre avuto molto in comune, se non altro perché puntano entrambi alla persuasione. Ma con la televisione il fenomeno ha acquisito una dimensione nuova: il potere dell'immagine di convincere non grazie alla forza e alla veridicità di un argomento, ma grazie allo stile in cui è presentato. La conseguenza è l'erosione graduale della realtà come fattore che permette ai cittadini di valutare le situazioni. I presidenti americani che si sono succeduti negli ultimi anni hanno, secondo Miller, scherzato troppo con il fuoco del teatro.
Intrevado Nicola (06-05-2009) Vi e' stato un tempo della politica, felice e neppur tanto remoto, nel quale l' attrice Melina Mercouri a capo del Ministero della Cultura in Grecia ( vi avrebbe portato persino i bronzi di Riace. Ricordi ? ); Gian Maria Volonte' a dirigere una sezione del PCI a Milano e la Gravina in politica, facevano storcere il naso ai benpensanti in abito grigio e cravatta, poiche', si pensava, palesemente a torto che, la serieta' e l' impegno che l' attivita' richiedeva ai militanti, mal si conciliasse con una professione poco, come dire, ortodossa. Persino, l' entrata di Eduardo De Filippo nel gruppo misto dei senatori a vita, ricordo, fu visto con curiosita' e mai che si riconoscesse la capacita' dei singolo svincolta dal loro ruolo di artisti.Montale, infatti, non si disturbo' neppure una volta di sedere al Senato.Solo con Regan, subentro' un modo nuovo di intendere il rapporto suddetto ma questo, forse, dettato dal fatto che, il presidente americano, non era stato un illustre interprete cinematografico e la sua notorieta' non era, quindi, sovrapponibile all' immaginario, strutturato, della politica avulsa e inconciliabile con qualsiasi forma di spettacolo.Miller, in tempi non sospetti, analizza splendidamete, la recita, la maschera, la finta onesta', dell' arte stessa di recitare, quale strumento in piu', marcia in piu', del successo politico nel quale, solo chi sa leggere al di la' delle parole, quale i sordi, e' capace di decodificare il "falso" messaggio. E' un libro stupefacente, nella misura in cui, un grande artista quale Miller, forse edotto in questo dalla Monroe, diventa strumento indispensabile per l' interpretazione ( sic!) della realta' politica di ogni tempo. Specie, quello dei nostri giorni, nel quale, un passaggio televisivo, una bella presenza, puo' essere di maggior aiuto ad un successo elettorale, di una laurea o della perfetta conoscenza della macchina amministrativa. Ma forse, gli artisti odierni, non ne hanno alcun bisogno, avendo dalla loro, niente meno che : il Deus ex - machina. Allegria. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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