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Sapelli Giulio - Sul riformismo | Il testo analizza la questione della riformabilità del capitalismo contemporaneo nel più ampio contesto dei cambiamenti economici sociali e politici indotti dai processi interdipendenti dell'ampliamento dei mercati su scala mondiale. Sottolinea inoltre le resistenze e le azioni non previste che tali sommovimenti determinano. La riflessione sul riformismo, religioso e non, politico e pre-politico, diviene, in queste pagine, una sorta di atlante teorico per l'azione che si mantiene, tuttavia, distante dall'agone immediato dello scontro tra valori e volizioni delle classi politiche e delle masse.
| La recensione de L'Indice |

Il libro parte da tre tesi che intendono essere la descrizione della realtà economica e sociale nella quale viviamo. Prima tesi: al capitalismo oligopolistico su larga scala si sostituisce, e in parte si affianca in modo conflittuale, un capitalismo molecolare su scala media e piccola. Ciò comporta una ridefinizione dei rapporti fra stato e società, quindi tra politica ed economia. Seconda tesi: il vecchio riformismo fondato sull'ideologia classista e statalista è ormai anacronistico. Ha sì segnato la storia del Novecento, "il secolo lungo dei riformismi", ma oggi non è in grado di cogliere il tipo di formazione economico-sociale "che sta magmaticamente evolvendo sotto i nostri occhi". Uno stato "ora reticolare e spongiforme" e un capitalismo disseminato in realtà imprenditoriali multiformi, e sfuggenti al tradizionale controllo legislativo, rendono necessario il rilancio delle strutture associative con capacità inclusive. Il sindacato come "forza di inclusione nelle differenze" è ancora decisivo. Terza tesi: se l'economia si globalizza anche la società tende a espandersi oltre i confini nazionali. Ciò richiede un impegno riformistico centrato sui doveri. Venendo meno le possibilità redistributive di uno stato nazionale centralizzato, diventa importante dotare le società civili (partendo da quelle europee) di senso civico e di strutture di sostegno e di rappresentanza flessibile. Solo trasformando l'individuo in una persona, cioè nell'"attore di un sistema di doveri", diventa possibile arginare gli effetti disgreganti del ritrarsi dello stato sociale da ampie quote dello spazio pubblico, anche per effetto della sottrazione di sovranità costituzionale a vantaggio di organismi sopranazionali talvolta visibili e legittimi, talvolta no. La speranza di Sapelli è che vi sia un'élite politica, intellettuale ed economica capace di tentare la scommessa di un riformismo all'altezza delle nuove sfide. Danilo Breschi |
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