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Abbott Edwin A. - Flatlandia |
zombie49 (07-12-2010) Divertimento intellettuale di un erudito insegnante di fine 800, autore di saggi letterari e teologici. Abbott immagina un paese a due dimensioni abitato da figure geometriche viventi e pensanti come esseri umani, regolato da rigide leggi gerarchiche, classista come la società inglese del tempo. Le donne sono semplici segmenti privi di intelletto e istruzione, che agiscono solo x istinto, ma pericolose perché con la loro punta acuminata possono trafiggere qualsiasi malcapitato, e sono quindi discriminate. La posizione sociale degli individui è determinata dal numero e dalla regolarità degli angoli, x cui il paese è governato dai Circoli, poligoni perfetti dagli infiniti lati, rappresentanti dei politici e del clero. La classe più infima è costituita dai Triangoli Isosceli, criminali da eliminare, e soldati, che possono uccidere con il loro angolo acuto. Anche Flatlandia ha conosciuto un tentativo di rivoluzione popolare, guidata dal paladino del colore Cromatiste, repressa con astuzia dai Circoli. Ma un giorno il Quadrato narrante ha una rivelazione su un mondo a tre dimensioni, svelatogli da una Sfera, e cerca invano di convertire i suoi compatrioti ad altre dimensioni, x cui viene perseguitato e imprigionato. Chiaramente il libro è un racconto satirico ricco di umorismo sulla miopia conservatrice e classista, incapace di vedere oltre le proprie conoscenze e convinzioni. La quarta dimensione, ipotizzata dal Quadrato ma negata dalla Sfera, non è a mio avviso il tempo, il fattore fondamentale della fisica di Einstein, teoria sconosciuta alla fine del XIX secolo, ma, secondo il reverendo Abbott, il pensiero, capace di vedere dentro agli individui. Opera divertente e di piacevole lettura, anche se forse troppo didattica in alcuni passaggi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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