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Grosso Alessio - Apocalisse bianca |
Media Voto: 3 / 5Luca Infante (23-03-2006) Gran Libro. Magari la scrittura non è all'altezza di uno scrittore (infatti è un Meteorologo prima di tutto) ma nel complesso il libro apre la strada ad un genere valido. Si vede la Gran competenza dell'autore in tema di clima e nel contempo riesce a creare un romanzo (dal punto di vista cinematografico è il genere "Catastrofico") avvincente. Riesce a far vedere un disastro naturale sotto un aspetto fino ad ora poco trattato (solo da pochi film e forse nessun libro). E' l'inizio di un a triologia valida. Devo ancora iniziare a leggere il secondo ma se la scrittura è migliorata, come peraltro penso, e il racconto si basa sulle stesse basi il voto non potrà che essere un 5 pieno.
Sicuramente consigliato a tutti coloro che amano il genere catastrofico. In generale lettura valida per tutti anche perchè scorrevole (vi interesserà sapere come finisce). Infine per capire come stiamo trattando il nostro pianeta Ben vengano film e libri estremi in proposito, possono aprirci gli occhi; e capire quanto incidiamo noi e quanto la natura stessa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gino (03-03-2006) L'idea sarebbe anche buona, ma la scrittura è piatta, i personaggi assolutamente poco credibili, e la riflessione sull'uso dei mezzi di comunicazione di massa nelle situazioni di emergenza - che pure sarebbe stata interessante, e che la trama sollecitava - è totalmente assente. Peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Jaco Pastorius francesco.mandaglio@jumpy.it (16-05-2005) Mi aspettavo di più! Il libro è scritto bene ma manca di patos.. Gli eventi che si susseguono nel libro sono tutti piuttosto prevedibili e i personaggi sono poco curati e inverosimili.. O completamente buoni o completamente cattivi.. Più che una fusione di temi, come dice la dicitura in copertina "meteothriller", sembra che l'autore voglia far coesistere in un'unica storia 2 temi a lui cari, con il risultato che la parte Thriller del romanzo è poco curata, manca di ritmo ed è piuttosto semplicistica. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Emanuele (04-05-2005) Grosso scopre il genere che non c'è e indovina il libro che non esiste!
C'è chi la chiama "paraletteratura", e lui la interpreta con il ritmo serrato del migliore thriller hollywoodiano. Si tende a far fatica nel seguire lo svolgersi degli eventi, non è facile trovare l'opportuna dimistichezza con i luoghi più remoti dell'Islanda o con i nomi più stravaganti dell'universo nordico; fatto sta che si respira sempre e comunque grande concitazione. E' un libro che si legge tutto d'un fiato, magari in una giornata nevosa o scandita dai rintocchi di un rovinoso temporale. Un prodotto letterario non immune da pecche, ma rivoluzionario e clamorosamente coraggioso. Sicuramente da leggere. E' il primo passo di Grosso verso la Trilogia. Consigliatissimo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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