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Forte Franco - La stretta del Pitone |
Il Pitone si aggira fra le località di villeggiatura della penisola. Il suo sguardo è gelido come il ghiaccio, le sue braccia stritolano come la morsa di un serpente. Il passato lo tormenta, e a ogni esecuzione uccide ricreando l'identica immagine che si è fissata nella sua memoria, nella disperata illusione di poter rivivere l'incontro con la donna intrigante che ha intorbidito la sua infanzia. Un capello bianco, un sacchetto di plastica, un messaggio in pittogrammi cinesi, un paio di sandali di cuoio. Pochi sono gli indizi che il commissario Durante, costretto su una sedia a rotelle, ma sostenuto da un'abile e intrigante donna poliziotto, avrà a disposizione per fermare la lunga serie di omicidi che sta sconvolgendo l'intero Paese.
18 recensioni presenti. Media Voto: 3.38 / 5Regina Motta (03-02-2009) A me questo pare un ottimo romanzo, ben scritto e ben costruito. Nei commenti negativi postati qui non ho letto critiche motivate e sensate, ma solo invettive inserite con l'evidente e unico scopo di dileggiare l'autore, che a quanto pare non gode delle simpatie di qualcuno. Beh, a me questi attacchi gratuiti, non motivati e palesemente disonesti, hanno incuriosito, spingendomi a comprare il libro, anziché il contrario. E devo dire che ne è valsa la pena, eccome! Voto: 5 / 5 |
Andrea L. (28-12-2007) Raga vi volete svegliare? Questo romanzo è la brutta copia di uno di Deaver. Come si fa a creare un personaggio come Durante senza pensare che qualcuno inevitalmente lo accosterà a Rhime.
In più la storia non regge, in Italia per scrivere un buon giallo bisogna prima fare i conti con Scerbanenco e il nostro Franco Forte proprio non li ha fatti! Voto: 1 / 5 |
luciana (09-01-2007) Ho letto il libro.
E' una storia molto ben costruita (non ne dubitavo) che appassiona e tiene col fiato sospeso fino alla fine. Ogni personaggio ha il suo spazio adeguato, senza forzature.
Non ci sono stereotipi e i sentimenti sono descritti in modo particolareggiato: la pazzia della madre di Milo ha una sua motivazione; le paure di Milo bambino sono quelle di qualsiasi bambino; la pazzia di Milo adulto ha una sua precisa motivazione; il personaggio di Durante cresce a poco a poco, scoprendo i suoi sentimenti quasi con pudore; la figura di Anita non è la solita bellona buttata lì per caso, ma è una ragazza che svolge il suo mestiere con competenza; Vietri è l'amico di Durante, discreto e comprensivo, proprio come dev'essere un vero amico; e infine Legri, il fotografo, mi viene da dire: il vero cattivo di turno, quello per cui i lettori non versano lacrime.
Anche i personaggi minori hanno la loro precisa caratterizzazione.
Mi è piaciuto perchè non è un thriller qualsiasi; oltre alla ricerca dell'assassino (violenza/erotismo sono elementi normali e comuni ai libri di questo genere) c'è molto sentimento, particolare difficile da riscontrare nei thriller classici dove volgarità e sesso (e non violenza/erotismo) la fanno da padroni.
Lo definirei un libro passionale.
Era da un pò che non mi capitava di leggere 400 pagine in meno di 24 ore.
Complimenti. Voto: 5 / 5 |
Enrico.Sciabecco (26-11-2006) Non me ne voglia l'autore, ma è riuscito a sprecare un'idea, in origine ottima, con una scrittura approssimativa e per nulla avvincente.
Voto: 1 / 5 |
Alex Kruge (08-10-2006) Ho voluto comprare questo libro, stimolato dai giudizi contrastanti presenti su IBS. L'ho letto perciò con molta attenzione e senza preconcetti.
L'idea non è male, ma la realizzazione è quasi da principiante, con errori, anche, di sintassi.
Sono dell'idea che forse con il tempo questo scrittore migliorerà, però scrivere non è certo facile, e soprattutto scrivere bene.
Voto: 1 / 5 |
titti titti33y@katamail.com (17-05-2006) Una buona trama, ma per un fumetto, e non per un giallo. Scontato e scritto in modo stereotipato, da debuttante. Voto: 1 / 5 |
Marco Rosati (29-04-2006) Un noir è tutta un'altra cosa; questo è un romanzetto d'appendice e nulla di più. Voto: 1 / 5 |
giulio di torino (26-04-2006) Non è per niente male, ma non è all'altezza nè di alcuni gialli Mursia usciti quest'anno , ossia IL manipolatore di Sogni (splendido) e Dicono di Clelia di Remo Bassini(che forse non è un vero giallista ma ha una scrittura che cattura),e soprattutto non è all'altezza di un Carlotto, o di un Di Fulvio, un altro autore che con proprio con Mursia ha pubblicato un grandissimo giallo: L'impagliatore. Però ripeto la trama non è male, e per quanto riguarda la scrittura il libro mi sembra che scorra bene. Voto: 3 / 5 |
Andrea Virgi avirgi@email.it (15-02-2006) Interessantissimo e ben condotto, con dialoghi veloci, avvincenti ed estremamente realistici. Mi è piaciuta la dose di humour che l'autore inserisce sempre nei dialoghi. La storia, per quanto non originalissima, scorre via molto bene, grazie alla tecnica dei capitoli contrapposti, e conduce il lettore a un finale travolgente e da leggere in apnea. Lettura assolutamente molto positiva. Voto: 5 / 5 |
monica zini paradossogotico@email.it (26-01-2006) ho comprato il libro leggendo anche queste recensioni, ma dopo averlo letto mi domando solo una cosa: Chi lo ha recensito è forse amico dello scrittore?
c'è gente che ha dato 5 a questo libro, ma stiamo scherzando? La trama è sterile e per niente originale, un continuo di dialoghi e scritto male, sono rimasta delusa Voto: 1 / 5 |
Miranda & Stefy chegambe@infinito.it (20-12-2005) Ciao ciao. Noi l'abbiamo letto, perché ce l'hanno consigliato degli amici, e diciamo che è proprio bello tosto, vale la pena leggerlo, altroché. Lo stiamo consigliando a un sacco di gente. Erotico da matti... Voto: 5 / 5 |
Andrea andelico@libero.it (24-11-2005) Un ottimo thriller. Il pitone è un feticista, un assassino albino fuori del comune. Il suo cacciatore è il commissario Durante, bloccato su una corrozzina, aiutato dalla giovane poliziotta Anita. Una narrazione nitida e fluida che ci accompagna fino al finale conivolgendo sempre più il lettore. È proprio il finale, con i suoi ritmi serrati, la parte migliore del romanzo. Una fantastica risposta tutta italiana a molti thriller americani. Quello che mi ha colpito maggiormente è come viene presentato e svelato l'assassino. La narrazione riesce quasi a farci provare una certa pietà nei suoi confronti. Non voglio svelare di più, leggetelo e lo scoprirete.
Voto: 5 / 5 |
Massimo massimocartello@yahoo.it (17-11-2005) A me questo libro è piaciuto molto. Milo Stille, il Pitone, è un personaggio incredibile, assolutamente terrorizzante. E tutto il ritmo della storia è incalzante, senza fiato, sino a un finale davvero ben congeniato. Un libro che per certi versi definirei "americano", abbastanza lontano dai soliti canoni narrativi degli autori italiani, un po' troppo noiosi per i miei gusti. Eppure intriso di Italia e di elementi esotici affascinanti, come la Cina, il feticismo dei piedi, le droghe e tante altre cose, che l'autore pare conoscere molto bene. Insomma, posso ritenermi pienamente soddisfatto della lettura di questo libro. Voto: 5 / 5 |
Luca (24-10-2005) Il romanzo mi è piaciuto davvero tanto. Ultimamente (diciamo l'ultimo anno) faccio molta fatica a trovare romanzi che mi interessino... solo "Il volto" di Dean Koontz e il romanzo di Forte mi hanno trascinato fino alla fine. Ho una coda di lettura che comprende Gemmell, Mieville, Pratchett... e non sono mai riuscito a finirli. Mi annoio presto. "Il pitone" invece mi ha preso, l'ho finito in pochi giorni. Una prosa lucida ed efficace, personaggi nitidi, una trama intrigante e situazioni da far accapponare la pelle (e lo stomaco)... le pagine di questo romanzo sono un distillato di tensione. Non fossimo in Italia, dove comici che si improvvisano scrittori di thriller hanno successo, un romanzo come questo sbancherebbe "il botteghino". Consigliato a chi ama i thriller e cerca qualcosa di nostrano. Voto: 5 / 5 |
Andrea (22-10-2005) Un libro estremamente erotico! Il Pitone è un feticista dei piedi, e tutta la potenza della sua ossessione erotica divampa letteralmente dalle pagine di questo libro. Complimenti perché è la prima volta che leggo qualcosa del genere. Voto: 5 / 5 |
Valeria (22-10-2005) Un libro molto piacevole, scritto con un ritmo che non lascia respiro. Io l’ho acquistato dopo aver letto la recensione che ne ha fatto Guido Bruschi su GQ, di cui riporto un brano: “Dopo China Killer ecco La stretta del Pitone, con un terribile serial killer albino che uccide le sue vittime stritolandole. In caccia di questa minaccia si mette suo malgrado il commissario Durante, paralizzato e costretto su una sedia a rotelle, ma coadiuvato dalla giovane poliziotta Anita Rubner, il braccio e la mente. Una coppia italiana in risposta a quella USA dei romanzi di Jeffery Deaver, composta da Lincoln Rhyme e dalla sua partner Amelia Sachs. Troppo simili, dite voi? Abbastanza, ma Forte sa come si regge un dialogo serrato e l’assassino albino è un “villain” davvero inquietante. E questo basta”. Voto: 5 / 5 |
Luca luca@docilitenebre.com (18-10-2005) Mi trovo in disaccordo con chi mi ha preceduto nei commenti. Lo stile del romanzo è buono, molto elaborato, ma semplice nella lettura. Non ho trovato nessuna difficoltà ad arrivare alla fine.
"La stretta del pitone" è un ottimo esempio di thriller ambientato in Italia, con personaggi Italiani, ambienti italiani. Il protagonista, Ivan Durante, è ben caratterizzato e anche i pensieri perversi del Pitone sono approfonditi.
Purtroppo, senza svelare la trama, mi è difficile dire di più. Mi complimento per il finale (in particolare per il modo coerente con cui è stato utilizzato Durante), anche se mi sarebbe piaciuto un leggero approfondimento sul destino dei diversi personaggi. O questo piccolo "lasciato in sospeso" verrà ripreso in un romanzo successivo? :-) Voto: 5 / 5 |
Elena (12-10-2005) ho comprato il libro attratta dal titolo e dalla copertina. la storia forse non sarebbe neanche male, ma è scritto così male che si fatica ad andare oltre le prime quindici pagine, non me ne voglia l'autore, ma proprio non ci siamo. Voto: 2 / 5 |
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