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Bassini Remo - Dicono di Clelia

Dicono di Clelia TitoloDicono di Clelia
AutoreBassini Remo
Prezzo € 14,00
Prezzi in altre valute
Dati2006, 184 p.
EditoreMursia (Gruppo Editoriale)  (collana Romanzi Mursia)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 2 giorni lavorativi

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Descrizione
Un quarantenne in crisi matrimoniale si imbatte in uno spogliarello televisivo dove gli sembra di riconoscere Clelia, una compagna di università della quale ha perso le tracce da anni. È l'inizio di un intreccio amoroso ed esistenziale che coinvolge una serie di personaggi che sembrano, per uno strano caso del destino, ruotare tutti attorno a Clelia, personaggio fragile e fatale.

I vostri commenti
15 recensioni presenti.  Media Voto: 4.26 / 5

Francesca (18-12-2008)
Forse stilisticamente non all'altezza dei successivi “Lo scommettitore” (Fernandel, 2006) e “La donna che parlava con i morti” (Newton compton, 2007), questo romanzo mi ha però appassionata in maniera ancor più viscerale per la bellissima storia narrata e per l'indiscutibile capacità dell'autore di creare un magistrale intreccio di vicende e personaggi, i quali, sotto alcuni aspetti, potrebbero sembrare dei cliché, ma Bassini sa riscattarli e renderli vivi, complessi, pieni di chiaroscuri, per nulla monolitici. In una parola: credibili e intensi. Ho amato molto soprattutto Clelia, la sua fragilità e il suo modo di amare incauto e totalizzante, così poco opportuno in un mondo dove invece è necessario proteggersi per poter sopravvivere.
Voto: 5 / 5

Sere (21-06-2007)
La sua scrittura pacata, gentile e mai urlata rivela la natura di una persona che si fa domande, si interroga e ben si guarda dall'esprimere giudizi per seguire correnti di pensiero maggioritarie: Clelia è una donna che ha fatto delle scelte difficili, discutibili se vogliamo. La sua storia viene raccontata dalla prospettiva di diversi personaggi, tutti rispettabili o comunque in una posizione più agiata rispetto alla povera ragazza sfortunata. Eppure tutti i narratori hanno avuto, o lo desiderano, un amore segreto, clandestino, ma non trovano il coraggio di andare fino in fondo. Staccarsi dalla vita grigia ma sinonimo di pseudoserenità non è impresa facile. Ironia della sorte, l'unica che ce l'ha avuto questo coraggio, assumendosene tutte le tragiche conseguenze, è proprio Clelia.
Voto: 5 / 5

federico marinis attonito@splinder.com (25-04-2007)
L'ho letto nell'arco di un giorno. Tante storie, ma il vero personaggio è il maresciallo dei carabinieri, fantastico, ironico, anarchico. No, non è un giallo, ma pagina dopo pagina ti senti costretto a proseguire, perché è un libro di misteri e di colpi di scena. Clelia è il mistero un po' svelato, il resto, invece, si rivela, in crescendo e con una bella scrittura, lineare, chiara.
Voto: 5 / 5

claudio arzani (arzy) claudioarzani@jumpy.it (21-03-2007)
Una gita all’Elba nel lontano 1974, un anno dopo il diploma e poche settimane prima di partire per la naja. Una lunga importante storia d’amore con Giuliana fallita alle spalle, un’altra con Antonella svanita nel nulla in pochi mesi e lì, all’Elba, l’incontro con Giovanna. Io ventanni, lei diciassette e un morosino lasciato a casa, lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Parole, parole, parole, passeggiate mano nella mano e mille sorrisi e luminosi occhi splendenti. Poi il ritorno a casa, in pullman, lei seduta sulle mie gambe. Quando finalmente, dopo ore, le nostre labbra stavano per incontrarsi, un’amica l’ammonì, “puttana!”, urlò ergendosi a custode della serenità del ragazzino in trepida attesa del ritorno e l’incantesimo svanì. Non era quello il momento giusto per il nostro incontro e, poi, non fu più momento. Resta però un dolce ricordo, forse una punta di rammarico. Per quel che poteva essere e non è stato. O magari semplicemente rammarico per quegli anni ormai lontani. Per i sogni, le speranze di quei giorni con un futuro ancora tutto da costruire, ancora carico di illusioni. Proviamo allora ad immaginare oggi, trenta e più anni dopo, una crisi matrimoniale con Dalila. Provo ad immaginarmi, solo, in un disordinato mini appartamento senza moglie, senza figli, a riflettere sul senso della vita e, distrattamente, a far “zapping” alla Tv passata la mezzanotte. Distrattamente osservare le immagini di ritorno dal video, immagini di uno streap, uno spettacolo ormai abusato, tanto ordinario da risultare quasi banale. Fin quando, improvvisamente, strabuzzando gli occhi per l’incredulità, immaginiamo mi capiti di riconoscere proprio lei, Giovanna. Proprio come il protagonista del romanzo di Remo si imbatte in uno spogliarello televisivo dove gli sembra di riconoscere Clelia, una compagna di università della quale ha perso le tracce da anni. Un romanzo che, a quel punto, non ho potuto far altro che letteralmente divorare.
Voto: 4 / 5

Renzo Montagnoli rmontagnoli@alice.it (30-08-2006)
“Dicono di Clelia” è un po’ atipico, nel senso che c’è la giusta tensione del giallo, ma non lo è, e ci sono pure accenni a un moderato erotismo, senza che per questo lo si possa far rientrare in questo genere. Questa ambivalenza, ben dosata, senza che prevalga l’una o l’altra, è probabilmente uno dei tanti motivi di riuscita di questo romanzo, non dimenticando forse quello più importante, con quel procedere di diverse storie parallele, apparentemente non collegate, ma che finiscono con il ricondurre a questa Clelia, l’unica fra i tanti “io narranti” che non appaia in prima persona. Chi è Clelia? Un sogno? No, esiste veramente, beninteso nel romanzo, ma ha tutta una sua fragilità, un bisogno costante di essere protetta che finisce con l’attirare irresistibilmente sia uomini che donne. In questo senso le pagine scorrono caricandosi di una sacralità dell’immagine che dona il giusto risalto a un personaggio che non parla, ma “di cui si dice”. E’ ammirevole, al riguardo, la costruzione perfetta dell’intreccio, senza la minima sbavatura, e che porta alla conclusione della lettura con un desiderio più che legittimo: e dopo che sarà di Clelia? In buona sostanza, entrando noi in ogni storia, finiamo con l’essere inconsapevolmente coinvolti nel desiderio di tendere una mano a una figura femminile che non vediamo, ma di cui gli altri personaggi ci hanno dato una descrizione mirabile. Io ho provato più volte a farmi un’idea di questa donna, ma ogni volta ha assunto un volto diverso, come se il senso della narrazione fosse quello di rappresentare la femminilità nella sua essenza più evidente, ma ormai sempre più rara: la debolezza propria di chi si accosta alla vita consapevole delle difficoltà della stessa e pertanto ricercando, fra tanti pugni, una mano tesa. Lo stile di Bassini è inconfondibile: asciutto, senza tanti fronzoli, ma sicuramente efficace. I personaggi, poi, sono descritti con la consueta cura e con tratti brevi e decisi, lasciando all’evolversi delle vicende il compito di tratteggiarli psicologicamente
Voto: 5 / 5

franco franc7@freemail.it (25-05-2006)
Come Piero Chiara, ma più triste. Finalmente un romanzo con una trama vera. Sulla copertina dico che è bella: a me ricorda il grande Piero Chiara.
Voto: 5 / 5

rosella ros1960ella@katamail.com (17-05-2006)
Sembra quasi che ogni personaggio sia tratteggiato da uno scrittore diverso. Unica nota stonata: la figlia che sorprende il padre con un'altra donna scompare dalla scena, ed è un peccato, perché è una figura dolce e delicata come Clelia. La copertina piace solo dopo aver letto il libro: è giusto che il volto di Clelia non ci sia.
Voto: 4 / 5

titti titti33y@katamail.com (17-05-2006)
Delusa.Molto più bello il suo primo libro. Questo sembra una scacchiera: non bastano le mosse a sorpresa per fare un buon libro. Orribile il disegno di copertina e anche la scritta gialla sul rosso.
Voto: 2 / 5

regina M. (16-05-2006)
All'utore di questo bel libro un consiglio spassionato: o scriva un romanzo erotico, perché Dicono di Clelia è quasi un romanzo erotico (ma si ferma, un attimo prima), oppure scriva un giallo, perché Dicono di Clelia è quasi un giallo. E che non abbia fretta nelle descrizioni. Qualche pagina in più a volte non guasta. Ma il libro si divora.
Voto: 4 / 5

lina (09-05-2006)
La faccio breve, perché non sono capace a fare recensioni. All'inizio il libro mi ha turbata: certe scene, ad esempio la bimba che, invano, tenta di strozzare il micino, e certe espressioni, come la prostituta quando racconta come fa lei con quelli che hanno l'ansia da prestazione, mi sono sembrate eccessive. Invece era giusto così. Nel libro si trovano durezze ma anche dolcezze, grandi dolcezze, ben combinate. Clelia non c'è ma sovrasta tutto e tutti con la sua sensibilità.
Voto: 5 / 5

miou (22-04-2006)
Personaggi che si cercano (e non si trovano). Altri che si scontrano quasi casualmente. Rimpianti e dolore, ma anche tutte le sorprese che la vita - a volte inaspettatamente - regala. Cattura questo libro, in cui l'io narrante cambia continuamente e il ritmo è incalzante. Divertentissimo il personaggio del maresciallo, originale la trovata di avere come protagonista un personaggio - Clelia - che il lettore non sentirà mai parlare. Un libro da non perdere.
Voto: 4 / 5

clelia clelia90@katamail.com (22-04-2006)
Il libro mi è piaciuto tantissimo, ma forse perché anche io mi chiamo Clelia. E mi piacerebbe che le persone che ho conosciuto e quelle che conoscerò mi raccontassero in questo modo. Penso che sarebbe proprio un bel film, più per i giovani che per gli anziani. E' la copertina che non è tanto bella. Lo sfondo nero sarebbe stato più bello.
Voto: 4 / 5

marsala florio (19-04-2006)
Ho trovato interessante la tecnica narrativa ed il personaggio del maresciallo, ben delineato e già pronto per un autonomo ciclo poliziesco. Il resto irreale (tutta la parte della moglie del prefetto) o noia (Clelia, annessi & connessi). All'autore consiglierei di cambiare l'errato termine di cinepresa di pagina 23 in videocamera.
Voto: 3 / 5

fabrizio fabry1977@katamail.com (10-03-2006)
L'ho comprato pensando fosse un giallo. E un po' lo è. C'è l'ombra di Pirandello nei personaggi che cercano Clelia (o sbaglio?). Brutta la copertina, la storia prende perché ha tanto ritmo, è incalzante. Forse troppo. Mancano pause, c'è troppa azione. Ma è ben costruito, perché è complicato ma non lo è: perché chi legge non si perde mai, il filo conduttore della vicenda e delle vicende è sempre lì, chiaro. Poi il finale: che non ti aspetti. Però quando chiudi il libro pensi che sia giusto così. Credo che sarebbe un gran bel film.
Voto: 4 / 5

maria (19-02-2006)
Sembra un giallo ma non lo è. Cinque personaggi che si incrociano, litigano, si amano follemente, oppure si perdono, e ruotano attorno a Clelia, il centro del romanzo. Sembra un romanzo del mistero, e un po' lo è: Clelia è il mistero. In parte svelato. Una scrittura vivace con un unico neo: troppo, forse eccessivamente essenziale. E forse anche un po' troppo cruda.
Voto: 5 / 5

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