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Bedeschi Giulio - Centomila gavette di ghiaccio. Ediz. integrale |
7 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Pattina (21-12-2011) Ho letto questo libro dietro consiglio di una persona che ha perso il padre, alpino della Julia, proprio nel tragico evento in Russia di cui parla il libro.
Ebbene...non trovo parole per spiegare le emozioni che queste pagine mi hanno trasmesso. Grazie a Bedeschi per il suo capolavoro che mi ha permesso di conoscere il valore di questi soldati e dei loro muli, un legame davvero commovente. Questo libro mi ha dato la spinta per capire e conoscere di piu' questo importante periodo storico, tanto che ho letto altri libri di questo autore che, secondo il mio modesto parere, scrive in modo sublime. Consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emanuela (05-07-2011) Per motivi "professionali" ho dovuto rileggere questo libro. Dico dovuto, perchè ricordavo l'enorme sofferenza della prima lettura...sofferenza che si è puntualmente ripetuta.E' vero, Bedeschi non è stato pubblicato per anni per i suoi trascorsi politici, ma questo libro va al di là di ogni appartenenza o di ogni polemica. Questo libro è passione, è amore, è commossa rievocazione di tanta sofferenza, è sofferenza pura, di uomini e animali (gli indimenticabili muli, piccoli eroi dimenticati). Un libro che tutti devono leggere, giovani e meno giovani, per sapere e per capire. E vi assicuro che tutto quello che viene raccontato è verità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciano Stolfi luciano.stolfi@basilicatanet.it (10-04-2010) Libro commovente. L'unico motivo per cui ha dovuto aspettare più di dieci anni per essere pubblicato, mi sembra sia stato il passato repubblichino dell'autore. Ma in questo libro non si fa politica. Non c'è nemmeno la ricerca delle responsabilità per una ritirita eroica e coraggiosa dalle steppe russe. In questo libro si sonda l'animo umano posto a contatto del limite tra la vita e la morte. Il lento ed inesorabile patire dei soldati in ritirata, tra la neve, il freddo, la fame, le piaghe ed innumerevoli altre avversità è descritto con un linguaggio scarno, asciutto e diretto, alcune volte un pò retorico, ma sempre efficace. E quando gli alpini superstiti arrivano in Italia, il loro primo contatto è con un ferroviere che intima loro di non farsi vedere dalla popolazione perchè "fanno schifo". E' un pò quello che accadde ai reduci dai campi di concentramento, che non riuscivano a trovare delle persone pronte a stare ad ascoltare quello che avevano da dire sulla propria penosa vicenda. Ed è un pò quello che accadde al protagonista di "Napoli milionaria" che, reduce dalla guerra, non trovava nessuno disposto ad ascoltarlo. In complesso ed in definitiva, un gran bel libro (anche se spesso indugia su particolari raccapriccianti dei feriti e dei moribondi: ma così era fatta la guerra). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luchino (31-03-2010) E' impossibile ad un libro come questo non dare il massimo dei voti. Si può dire: da leggere e basta. Non ringrazieremo mai abbastanza coloro che hanno vissuto e combattuto in Russia nelle condizioni più estreme, dimenticati da tutto e da tutti. Grazie anche a Bedeschi che con quest'opera ha raccontato la ritirata di Russia meglio di molti libri di storia. Ma questa è soprattutto la storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabrizio (25-11-2009) Molto bello, descrive i drammatici momenti di guerra che magari alcuni dei nostri nonni hanno vissuto...è storia, ma non cosi tanto lontana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
zombie49 (30-08-2008) Libro cult sulla guerra di Grecia Albania e la ritirata di Russia attraverso gli occhi di un sottotenente medico della Julia, quale Bedeschi stesso era. Dopo quasi 50 anni, sebbene un po’ appesantito da un linguaggio piuttosto retorico, rimane sempre un capolavoro della letteratura di guerra sul 2° conflitto mondiale. Coinvolge e rende partecipe il lettore della vita semplice degli alpini, le sofferenze, la morte, il freddo, la fame, il valore, il sacrificio, il cameratismo, le battaglie contro le schiaccianti forze nemiche, l’epica marcia nella neve della steppa nel gennaio del ’43 x uscire dalla sacca in cui venne a trovarsi l’ARMIR, da cui 10000 tornarono e 100000 no, la metà dei soldati italiani morti in tutta la 2° guerra mondiale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabriele (17-03-2008) Un grandissimo libro che ci fa immergere completamente nella vita degli alpini al tempo della seconda guerra mondiale nei drammatici momenti in russia, laddove i nostri alpini ci fecero onore seppur a costo di gravissime perdite; persino i russi ci riconobbero l'onore della tenacia e forza dei nostri alpini. Da sempre sottovalutato e lasciato in disparte come scrittore Bedeschi, per la sua appartenenza ad una certa classe politica di destra. Un libro che mi ha toccato profondamente e che a parer mio surclassa di gran lunga il più demagogico seppur bello "Addio alle armi" di Hemingway. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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