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Fracassi Claudio - Il romanzo dei Mille | Per le cancellerie europee erano "una banda di filibustieri". Per Cavour la loro era un'impresa "folle". Quando, nel maggio del 1860, sbarcarono a Marsala 1089 garibaldini - senza divise, con vecchi fucili quasi inservibili, poche munizioni, pochissimi soldi - la loro vittoria sull'esercito borbonico delle Due Sicilie pareva una missione impossibile. Con gli occhi stupefatti dei volontari venuti dal Nord, e attraverso i loro racconti, il libro ripercorre quelle ore e quei giorni: il finto sequestro delle navi a Genova, la tumultuosa traversata, la fredda accoglienza iniziale e il crescente entusiasmo di una popolazione sconosciuta, la fame e le pene degli accampamenti, le paure e il sangue delle lotte corpo a corpo, le barricate di Palermo. Sullo sfondo, gli intrighi della diplomazia, lo sgretolamento del regime dei Borboni, il febbrile interesse dell'opinione pubblica europea. Un'originale ricostruzione dell'impresa che fece l'Italia unita, documentata come un resoconto di viaggio.
Media Voto: 4.75 / 5sasso (07-10-2011) Vi sono libri che acquistano un'importanza particolare per il contesto storico in cui si trovano ad uscire, talvolta casualmente ed assai più spesso con una precisa ragione che definirei culturale in senso ampio. La rilevanza del "Romanzo dei Mille" è data soprattutto dalla necessità, avvertita dallo scrittore e dal lettore, di raccontare i fatti del nostro 1860, secondo un'ottica scevra da ogni retorica patriottica e dall'enfasi con la quale abbiamo spesso studiato il Risorgimento sui banchi di scuola, ma anche senza lasciarsi influenzare dal rozzo revisionismo d'impronta neoborbonica che è venuto in voga negli ultimi anni (di questa distorta tendenza è esempio l'"Indietro Savoia!" di Lorenzo Del Boca di qualche anno fa).
È questo il maggior merito del libro di Fracassi, oltre alla consueta dote, riconosciuta al giornalista/scrittore, di narrare fatti documentatissimi come se si trattasse di un romanzo (il titolo non è casuale) o di un film. E un vero romanzo fu l'avventura garibaldina nell'Italia meridionale - allora Regno delle Due Sicilie - per lo spirito con il quale fu affrontata da tanti giovani provenienti dai più diversi strati sociali e dalle più disparate parti d'Italia, per gli sviluppi che si verificarono, anche inaspettatamente, sulla strada che condusse Garibaldi e i suoi seguaci da Quarto al Volturno (per citare il fortunato diario di viaggio e di guerra di Giuseppe Cesare Abba) e, infine, per la miriade di episodi che la costellarono. E che Fracassi porta genialmente all'attenzione del lettore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
GianLuca (29-04-2011) Anche a me il libro è piaciuto molto. Non si sa se sia un libro di storia che si legge come un romanzo o un romanzo fedele alla realtà come un libro di storia. L'ho trovato molto coinvolgente e ben documentato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
M.T. (12-02-2011) Una guida appassionante e completa sulla spedizione dei Mille. A tratti anche ironica e mai pedante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
beniamino.z (14-07-2010) Ancora una volta Fracassi con questo libro riesce a coinvolgere il lettore avvicinandolo per mano a fatti del nostro Risorgimento che portarono all'Unità della nazione. Certo, tra quelli finora letti, questo è il libro più interessante. Anche se si ferma alle sole vicende avvenute in Sicilia e non fino a Taverna Catena. Sarebbe interessante, quindi, una seconda parte di questo 'Romanzo dei Mille'. Speriamo. Anche se l'autore, con altre sue opere, ha avuto modo di guardare a quei moti risorgimentali anche nel resto del territorio nazionale e soprattutto a Roma e nello Stato Pontificio.La documentaristica dove ha attinto l'autore oltre che alle fonti già conosciute sono quegli innumerevoli scritti di anonimi volontari garibaldini e non solo, che ebbero modo di seguire e documentare dal vivo tutte le vicende di quella avventura. Una conoscenza 'dal basso', quindi, che offre una descrizione dei fatti aderente, fin troppo, al vero rispetto ad una documentaristica ufficiale troppo trita e celebrativa. Una lettura da fare assolutamente per ripercorrere non solo con la memoria, ma per mano, le azioni, le battaglie, i dolori, le speranze di quella gioventù che nel 1860 ebbe ad affrontarsi su opposti versanti per sostenere una unica battaglia. Quella della libertà e dell'Unità nazionale. Anche se poi, in concreto, le cose non andarono così come aveva immaginato il suo ispiratore (Garibaldi). Visto che gli altri sedicenti Padri della Patria si tennero ipocritamente sempre a debita distanza dalle sue azioni, iniziative e dichiarazioni. Almeno fino a quando gli eventi presero una certa direzione. Allora, come al solito per gli italiani, tutti salirono sul carro del vincitore. Ma questa è un'altra storia. Oppure la storia di sempre. Anche quella di oggi. Purtroppo. Lettura da consigliare. Ottimo lavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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