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Màdera Romano - L' animale visionario |
| La recensione de L'Indice |

recensioni di Cerasi, E. L'Indice del 1999, n. 11
Che la particolarità dell'uomo sia di dover prendere posizione su se stesso è una delle tesi di Gehlen che Romano Madera certamente condivide. "Secondo le decisioni implicite in tale interpretazione, si rendono visibili o invece si occultano determinati compiti" (Arnold Gehlen , L'uomo, Feltrinelli, 1990).Ma da dove partire, però? Sempre dando retta a Gehlen - alla cui diffusione in Italia Romano Madera ha certamente contribuito -, finora l'uomo ha interpretato se stesso o partendo da Dio (posizione metafisica) o partendo dall'animale (evoluzionismo classico). Si tratta ora di provare a interpretare l'uomo partendo dall'uomo stesso.Madera, da buon junghiano, riprende e modifica: partire da sé, dalla propria variabile individuale. E "sé", in questo caso, significa: dalla propria condizione di naufraghi, di uomini e di donne travolti dal grande naufragio della società moderna e di quel tratto di modernità che è stato il movimento operaio e comunista. "Ora il punto non è che il re sia nudo - nota l'autore del prologo -, è che il re non c'è: il comandante è nessuno, Nessuno è il grande timoniere, e la tempesta non cala.Il disordine arriva fino al cielo, la situazione è pessima".L'espressione "Il comandante Nessuno" deriva da Marx, che è stato uno dei grandi interlocutori di Madera, bibliograficamente già dal primo libro (Identità e feticismo, Miozzi, 1977); è il comando anonimo delle leggi del capitalismo globale, del capitalismo - come usa esprimersi l'autore - "giunto a se stesso".Marx, già nel Manifesto del Partito comunista, associava l'eventuale sconfitta del movimento socialista - la così detta "barbarie" - alla rovina di tutte le classi in lotta. "Domina un'esteriorizzazione scompensata, che lascia la maggior parte dell'umanità in un'ignoranza quasi totale delle tecniche che le consentono di sopravvivere.Un idiotismo unilateralmente consumistico si impadronisce delle masse", riassume Madera, non senza aver prima ricordato, a mo' di promemoria, che il 20% della popolazione mondiale dispone dell'83% del reddito, e che al miliardo delle persone più povere resta l'1,4% delle risorse, con una tendenza, dagli anni settanta ad oggi, al progressivo peggioramento.
Se questa è la diagnosi, ragionevolmente apocalittica, la via d'uscita, per Madera, comincia dall'individuo, dal lavoro di ognuno su di sé."Per ricominciare dopo il naufragio si deve innanzitutto revocare la scomunica del pensiero mitico-utopico che ha segnato, fin dalla nascita, il grosso del marxismo".Il pensiero mitico-utopico, cioè il simbolismo del profondo, così pesantemente trascurato dal marxismo in nome della razionalità scientifica, è invece alla base del metodo proposto dal libro, la "comprensione biografica" - un cominciare da sé (e non a caso il libro, a mo' di scala, si conclude proprio con un frammento di autobiografia) scoprendo in se stessi l'interconnessione globale con gli altri e con la natura che, oggi più di un tempo, ci caratterizza.Passare, come suggerisce Madera, dall'utopia all'eutopia significa, in questo senso, passare dal non luogo che, gehlenianamente, è la costante antropologica su cui si basa la cultura umana al "buon luogo" che fondi una prassi e una cultura della tolleranza e dell'amore.La dimensione del pensiero di Madera, come si vede, è di quelle totalizzanti.La monografia su Jung (Carl Gustav Jung.Biografia e teoria, Bruno Mondadori, 1998) era stata un'eccezione: la tendenza di Madera è senz'altro verso l'onnicomprensività dei fatti umani.È questo che lo porta a valorizzare le componenti del sacro e dell'apertura a Dio come costanti antropologiche essenziali.
Enrico Cerasi
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