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La svolta racconta una vita emblematica, controversa, non facile: quella di Klaus Mann, scrittore di scarso successo e figlio di un autore immortale, sullo sfondo di una Germania avviata verso la dittatura nazista. Al disagio sorto dall'inevitabile e schiacciante confronto con il padre Thomas, si aggiunge la scoperta graduale della propria omosessualità, che trova spazio nelle sue opere con una schiettezza del tutto nuova nella letteratura tedesca; ed è proprio quello dell'eros lo scoglio su cui naufraga il già contrastato rapporto fra genitore e figlio. Ma il cammino di Klaus è fatto anche di viaggi intorno al mondo, di impegno intellettuale e civile, sodalizi con importanti artisti europei, periodi di dipendenza dalla droga; all'instancabile voglia di conoscere si intrecciano momenti di avvilimento abissale: la divorante ossessione della morte porta lo scrittore ad accarezzare ripetutamente l'idea del suicidio. Con l'ascesa di Hitler al potere, la grande scelta di Klaus è quella dell'esilio in Olanda, in Svizzera, a Parigi, dove diventa amico di Gide, di Cocteau, e punto di riferimento per gli scrittori esiliati, quindi negli Stati Uniti, dove riesce a superare ogni ostacolo pur di arruolarsi nell'esercito e combattere contro il nazismo con il solo mezzo possibile, quello delle armi. Una svolta inevitabile, anche per un fervente pacifista come lui. Testimonianza esemplare e romanzo di una vita, documento storico e diario intimo, La svolta raccoglie le riflessioni di uno scrittore sul destino degli esiliati, sul difficile rapporto fra intellettuali e potere. Con questa autobiografia, Klaus Mann ha impresso il testamento di un'Europa travolta dalla crisi morale più drammatica della sua storia, e insieme la confessione di una generazione intera, in pagine che hanno il respiro ampio dei grandi classici.
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