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Schwarzenbach Annemarie - Dalla parte dell'ombra | Scrittrice e fotografa di talento, Annemarie Schwarzenbach ha tutti i crismi del personaggio di culto. "Dalla parte dell'ombra" č una raccolta di reportage, articoli politici, bellissime fotografie scattate durante i viaggi in tutto il mondo tra il 1933 e il 1942. Sono gli anni che conducono alla Seconda guerra mondiale e Annemarie sente che la Svizzera e la famiglia le stanno troppo strette e inizia una serie di viaggi abbracciando Est e Ovest: la Russia, la Persia, gli Stati Uniti, il Marocco, il Congo belga, l'Europa del Nord. Fra tutte spicca l'incredibile impresa in Afghanistan: Annemarie e l'amica Ella Maillart sono le prime donne a percorrere da sole, a bordo di una Ford, la rotta del nord che da Herat porta a Kabul.
| La recensione de L'Indice |

Dalla parte dell'ombra - raccolta di articoli, reportage, resoconti di viaggio redatti tra il 1933 e il 1942 dalla scrittrice svizzera Annemarie Schwarzenbach (1908-1942) durante le numerose peregrinazioni attraverso Europa, Asia, Stati Uniti e Africa - permette di ripercorrere l'attività giornalistica e fotografica di una donna indipendente e trasgressiva, e di cogliere al contempo i frammenti di un'anima tormentata, fragile, alla continua ricerca di una propria identità. Con costante attenzione all'Europa negli anni del nazismo, l'autrice delinea una giovane Unione Sovietica, semiliberale e per certi versi esemplare, racconta l'emarginazione sociale negli Stati Uniti della depressione e vi testimonia la nascita dei movimenti sindacali. Coglie con sensibilità fotografica le forme e i colori dell'Asia Minore, un mondo nomade, ancora assorto e immobile, seppur intaccato dalla nascente realtà urbana di stile europeo, tratteggia i paesaggi del Marocco e la natura selvaggia e misteriosa della giungla africana. Nel continuo intreccio tra Oriente e Occidente la giornalista descrive i diversi ambienti e racconta la gente, facendo così proprio un ambito all'epoca tradizionalmente maschile, quello dell'analisi sociale, politica ed economica. Alcune sue pagine hanno il sapore della peripezia: sono, per esempio, quelle dedicate alla Vienna all'indomani dellĘAnschluß, nella quale la scrittrice si muove come intermediaria tra i socialisti rivoluzionari profughi e i compagni rimasti in patria. O ancora quelle dedicate alla traversata, a bordo della sua Ford, del deserto afghano con la sola compagnia dell'amica Ella Maillart. E proprio alla luce della storia attuale le pagine dedicate al "viaggio a Kabul" catturano il lettore. Emerge l'immagine di un paese lontano dai conflitti europei - tanto da offrire all'autrice "il mese della pace" -, di un mondo dall'ospitalità sacra ma contrassegnato da presenze quasi esclusivamente maschili, all'interno del quale le donne, masse informi nascoste sotto il chador, scivolano via silenziose. Dalla fuga dall'Europa e dalla politica l'autrice viene però richiamata dalla tragedia della guerra che le sembra richiedere un impegno diretto: teatro della sua attività giornalistica è il Congo, dove tenta senza successo di collaborare con le forze armate della Francia Libera. Al di là di una realtà affrontata con metodo giornalistico - documentato dalle numerose fotografie - si insinua il contesto intimo e intuitivo, il respiro proprio di un'intelligenza femminile. Il viaggio non è infatti per l'autrice solo oggettivo percorso documentaristico ma anche visione stilizzata dell'esistenza, metafora della vita con i suoi improvvisi cambiamenti e devastanti sconvolgimenti. La partenza è distacco doloroso ma improrogabile, in quanto segna la fuga dalla società altoborghese a cui appartiene, nel tentativo disperato di rintracciare un proprio destino. Dalla parte dell'ombra diventa allora l'incessante ricerca e il continuo confronto con il diverso, con l'altro lato dell'esistenza, quello oscuro e incerto ma proprio per questo inseguito nella scrittura e nell'esistenza. Daniela Nelva |
gianluca sidner@libero.it (31-12-2001) La vita, i viaggi, le emozioni, i pensieri di una donna straordinaria. Spinta dalla voglia di scoprire, di vedere, di toccare, di respirare il mondo, Annemarie Schwarzenbach ci regala eccezionali reportage di viaggio, ma soprattutto le riflessioni di una persona perennemente in fuga dagli orrori e dalla banalitą del nostro Novecento. Da non perdere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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