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Genet Jean - Diario del ladro | Il «Diario del ladro» è un autoritratto particolare. Vi leggiamo i vagabondaggi di Jean Genet attraverso l'Europa negli anni trenta, i suoi amori passeggeri e tutte le attività di un marginale, di un piccolo delinquente, dalla prostituzione alla mendicità, dal traffico d'oppio all'estorsione. La scena si apre su La Criolla, dancing bordello di Barcellona e, tra prigioni e meublé, esaurisce i suoi effetti nel baraccone di una fiera, il «Palazzo degli Specchi». Il ladro omosessuale muta identità nel corso dell'opera, sino a prendere le sembianze di un teppista che mette paura, deruba e ricatta i clienti, forte della sua giovinezza e dell'odio che prova per loro.
Media Voto: 5 / 5dan (30-04-2006) Un Genet superlativo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimo_red accaacca@tiscali.it (14-02-2005) l'uomo è fardello di se stesso e solo quando riconosce il proprio "peso" sa di essere.
Quando parla con se stesso in maniera scevra da regole civiche e attua senza tabù la propria esistenza. Quasi "l'uomo" di Emil Cioran. (vedi "la caduta nel tempo") Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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