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Lethem Jonathan - Non mi ami ancora |
Lucinda Hoekke, giovane bassista di una rock band emergente di Los Angeles, per sbarcare il lunario lavora come telefonista in un'installazione d'arte concettuale che raccoglie reclami e lamentele di ogni genere. Il più assiduo tra i suoi interlocutori è Cari, misterioso inventore di slogan che la conquista con le sue riflessioni esistenziali: dopo innumerevoli conversazioni telefoniche i due decidono di incontrarsi e si innamorano perdutamente. Nel frattempo il gruppo attraversa un periodo di profonda crisi artistica, riflesso del disagio esistenziale che caratterizza i suoi membri. Matthew, giovane e sensuale cantante, è guardiano di uno zoo dal quale ha rapito un giovane canguro per curarlo dalla depressione. Denise, la batterista, è commessa in un sexy shop. Bedwin, timidissimo e geniale autore dei testi delle canzoni, ha il blocco dello scrittore: nella speranza di resuscitarne la verve creativa, Lucinda gli "suggerisce" alcune intuizioni del suo amante. Quando Bedwin le trasforma in un brano musicale, la band finalmente sfonda e viene invitata a una trasmissione della principale radio alternativa della città.
Media Voto: 3.25 / 5kurtolo (06-03-2008) Non ho letto altri libri di Lethem, ma questo mi è piaciuto molto, forse perchè sono bassista, non avevo letto altri libri che parlassero di vivere in un gruppo e in alcuni passi ho rivisto le dinamiche che si vivono quotidianamente in sala prove! Un punto in meno del max perchè alcuni passaggi sono un po' crudi Voto: 4 / 5 |
laura (01-02-2008) Niente male.Non mi ispirava , invece ho fatto bene a leggerlo.
Ero influenzata dalle delusioni di Eggers e Moody, con i loro ultimi libri non entusiasmanti.
E invece Lethem, dopo il capolavoro de 'La fortezza della solitudine', pur senza arrivare a quei livelli, si è dimostrato all'altezza. Voto: 4 / 5 |
latinese (27-11-2007) Non sono d'accordo. Fino a un certo punto avevo quella sensazione di "mioddio, un altro romanzo su un gruppo rock, che marroni!" ma poi mi sono reso conto che la band di scombinati raccontata da Lethem è solo un pretesto per parlare dell'arte, dell'arte in generale, di come nasce, di come si produce, di come muore, di come si rigenera... che poi è un tema che lui ci girava attorno da qualche tempo, e adesso finalmente l'ha preso di petto, e anche con grande classe. Poi, certo, non vengo a dire che è meglio della Fortezza, quello è un capolavoro assoluto. Ma anche questo non è affatto da buttare via. Voto: 4 / 5 |
Libetta libetta@hotmail.com (04-11-2007) Come in ritardo di una quindicina d'anni su di una Los Angeles e certi personaggi che sentiamo già straconosciuti, il libro sulla band con il soporifero elenco di canzoni così come la velata polemica sul concettuale (che sembra addirittura fatta da un ignorante in materia mentre Lethem è nato e cresciuto in mezzo alla pittura), per non parlare del sotto plot zoologico pseudo eccentrico datato, quest'ultimo particolarmente cheap. Neanche un po' all'altezza dei suoi tre libri migliori, La fortezza, Brooklyn e le bellissime Memorie. Voto: 1 / 5 |
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