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Peace David - Il maledetto United | Nel 1974 l'eccentrico Brian Clough, ex calciatore noto per i suoi tanti successi, accetta di sostituire il leggendario Don Revie e allenare una delle più difficili squadre del campionato di calcio inglese: il Leeds United. Giocatori altezzosi, competitivi, in cima alla classifica, ma aggressivi e scorretti. Disposti a tutto pur di vincere. Clough sa che non sarà semplice far funzionare le cose, eppure non rifiuta l'incarico: spinto da un orgoglio infinito accetta, nella convinzione di poter trasformare il Leeds in una squadra che vince senza imbrogliare. Inizia così la cronaca avvincente e disperata dei quarantaquattro giorni del più carismatico e controverso allenatore del Leeds United. Brian Clough è un uomo ambizioso, incontenibile e, nonostante gli enormi difetti, sostenuto da un fortissimo senso morale. La sua è una lotta quotidiana contro una squadra che odia (peraltro ricambiato), contro fantasmi che non smettono di perseguitarlo nelle notti insonni fra alcol e sigarette.
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.4 / 5Patroclo (02-05-2011) eh si, sono di parte, adoro il calcio e sono affascinato in particolare dalla figura degli allenatori, il romanzo l'ho finito in mezza giornata e l'ho trovato molto convincente dal punto di vista puramente tecnico/calcistico, nella costruzione (o forse la riproduzione?) di un personaggio forte e di una classica amicizia virile, nella descrizione degli ambienti proletari dell'Inghilterra dell'epoca. un pó meno convincente la lingua, secondo me fin troppo modellata sugli esempi di Ellroy e di Amis, seppur funzionale al racconto. dó quasi per scontato che se non amassi il calcio la stella sarebbe stata una in meno, Peace é comunque da seguire, poi fuori dal noir manca la dimensione "malata" che mi aveva un tantino disturbato in 1974 Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Henry (20-05-2010) Sinceramente ho fatto fatica ad arrivare in fondo.Non mi ha entusiasmato, mi è sembrato lento e piuttosto ripetitivo,ho preferiti Nick Hornby nel suo "febbre a 90 ".
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
claudio (03-10-2009) Non ho letto molti libri di carattere sportivo, ma credo che questo sia senz'altro uno dei migliori del suo genere. Molto, molto bello. Poi il continuo andare da un periodo all'altro ti scombussola all'inizio, ma poi ti fa rivivere due epoche diverse contemporaneamente.
Epoche completamente diverse dal calcio di adesso, di cui si ha molta nostalgia, forse dovuta molto anche all'età. Ti fa rivivere un calcio che non ci sarà più, e che vorresti invece rivivere.
Poi la figura di Clough, questo personaggio che dopo il fallimento al Leeds andrà a vincere due Coppe dei Campioni con iol Nottingham; questo personaggio che non so come potesse allenare con tutte quelle sigarette e quei liquori trangugiati.
Si legge avidamente. Da consigliare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
NeroPioggia (09-06-2009) Ottimo libro dell'ottimo David Peace. Resto convinto che il giovane scrittore britannico abbia fatto il "botto" con il Red Riding Quartet, e che difficilmente riuscirà a scrivere altri volumi di pari grandezza.
Però restano la tematiche tipiche di Peace, e lui è abile nel trasportarle in qualsiasi contesto. Il trovarsi in un ambiente ostile, soprattutto lavorativo, è un'esperienza terribile e terribilmente condivisa, quindi è facile immedesimarsi nel protagonista Brian Clough. L'altro punto a favore è che nei libri di Peace non ci sono mai "buoni e cattivi", ma semplicemente con le loro debolezze e i loro tratti fortemente distintivi. Il lettore non tifa per Clough, lo odia e lo ama insieme, poi odia tutti gli altri personaggi che sono uno sfondo nero e impenetrabile alle vicende del protagonista.
Il fatto poi che il libro parli di sport lo rende ancora più interessante per chi vuole capire qualcosa di più di un mondo di cui si parla tantissimo, soprattutto qui in Italia, ma che resta pieno di segreti relativamente ai suoi meccanismi. Quanto sarebbe bello un libro del genere su Moggi?
Dal punto di vista narrativo, lo stile è a mio parere ineccepibile, pieno di suspance, periodi ripetuti a martello in tutto il libro che fanno uscire l'ansia dalla pagina.
Io l'ho letto in inglese, spero e sono convinto che i traduttori abbiano mantenuto lo stesso stile di Peace. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
michele michele.ripamonti@fastwebnet.it (01-06-2009) letto tutto d'un fiato . semplicemente fantastico.eccezionale la descrizione dell'ambiente sportivo inglese ... che voglia di calcio antico ! Grande Peace.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
dado (15-05-2009) libro fantastico sembra di essere dentro lo spogliatoio. imperdibile per chi ami il calcio, quello vero.
da noi semisconosciuto ma brain clough è un mito vero...
Peace poi riesce a ricostruire l'affresco di un'epoca raccontando storie vere ma senza annoiare mai. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea Bacci bacci.andre@libero.it (15-05-2009) Forse il più bel libro di letteratura sportiva no, ma comunque un'opera di grande classe che si legge d'un fiato. Bravo Peace. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea viddicu@hotmail.com (11-05-2009) Più che romanzo direi che è una radiocronaca delle partite. Divertente e appassionante in alcuni tratti, ripetitivo e noioso in altri soprattutto quando elenca nomi e gol dei giocatori. Niente di che, libro sopravvalutato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Emiliano (20-04-2009) Confermo. Uno splendido ritratto. Del calcio, di un uomo, di un'epoca, di una nazione. Scritto e reso splendidamente. Spero solo che il film arrivi anche in Italia. Grande Peace! E anche grande Cloughie... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rabbiaestile (08-04-2009) ..semplicemente il + bel libro di letteratura calcistica mai scritto..la vicenda sconosciuta ai più da noi scorre come una piena e ti riporta a quel calcio di ,ahimè, una volta..voto massimo anche all'efficace traduzione.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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