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Beauvoir Simone de - Il secondo sesso | Nel 1949 esce "Il secondo sesso" che fece, allo stesso tempo, successo e scandalo. Con veemenza da polemista di razza, de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna e i relativi attributi. In questo saggio l'autrice si esprime in un linguaggio nuovo, parla di controllo delle nascite e di aborto, sfida i cultori del bel sesso con "le ovaie e la matrice". Affronta temi il tema della sessualità, il lesbismo, la prostituzione, l'educazione religiosa e la maternità, indicando alle donne la via per l'indipendenza e l'emancipazione. Provocando il pubblico conservatore, de Beauvoir cerca riconoscimento personale e solidarietà collettiva, e li avrà: l'opera, di respiro universale, è diventata una tra le fondamentali del Novecento.
Media Voto: 4.33 / 5Alessia (23-07-2011) Un libro travolgente, emozionante, complesso, tanto bello quanto difficile da interpretare che conferma la personalità controversa e anticonformista dell'autrice e della influenza del filosofo e all'epoca anche compagno di vita sartre. Una pietra miliare del femminismo, anche se ai pari di Virginia woolf non si può considerare una femminista, ma fu di grande ispirazione e anche di grande polemica per le femministe dell'epoca. L'autrice rivendica l'importanza di adottare da parte delle donne schemi mentali di emancipazionismo per il riconoscimento e l'applicazione dei loro diritti, affinché potessero uscire definitivamente dall'anonimato sociale. Per far ciò le donne non dovevano essere Altro, ma altro con la a minuscola, ovvero trovare una dimensione sociale tale da potersi relazionare con l'altro sesso e avere stessi doveri / diritti con possibilità di collaborazione e comunicazione; per questo l'autrice pensa che l'emancipazionismo femminile si possa ottenere solo attraverso la dimensione politico-ideologica del socialismo e non tramite l'approccio radicale e liberale. Molte femministe all'epoca furono d'accordo, altre no. L'opera si divide sostanzialmente in due parti: la prima dedicata alla descrizioni di immagini, storia, miti, credenze che hanno di molto gli stereotipi e considerazioni pregiudizievoli nei confronti delle donne e ciò spiegherebbe in parte perché queste fanno maggior fatica ad uscire da questa realtà così declassata rispetto per esempio alle diverse minoranze etniche e la seconda parte racconta le diverse fasi di sviluppo della vita della donna con le esperienze che accomunano le vite diverse di molte donne. Da notare con quale asciuttezza l'autrice nell'affrontare simile argomento, anche nel mettere in discussione assunti teorici provenienti dal mondo scientifico come la fisiologia e la psicoanalisi freudiana attraverso un'analisi critico-interpretativa. Donne non si nasce, ma si diventa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe giubizza1@alice.it (18-10-2008) E' un libro poco attuale ormai, perché oggi il secondo sesso sono gli uomini non più le donne. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Manuela di Trieste (15-07-2008) Libro molto impegnativo, ma vale la pena di leggerlo perchè(purtroppo)è ancora drammaticamente attuale:molte considerazioni che la scrittrice francese fa sulla condizione femminile potrebbero essere scritte al giorno d'oggi. Interessanti soprattutto le osservazioni sul cattivo uso della pseudo-libertà che talune donne credono di aver conquistato e che si traduce semplicemente nella licenza di fare ciò che si vuole senza approdare a nulla di buono... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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