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Du Maurier Daphne - Il capro espiatorio | John è un mite professore inglese. Non ha una famiglia, non ha una donna. Tutti gli anni va in vacanza da solo, in Francia, dove si limita a osservare le vite altrui. Alla fine di una vacanza uguale a tutte le altre, in attesa di partire, seduto al bar di una stazione di provincia tra viaggiatori, uomini soli, famiglie e bambini urlanti, incontra se stesso. Il suo sosia perfetto, il conte Jean de Gué. È come vedere un solo uomo che si riflette allo specchio. Un brivido scorre lungo la schiena dei due, il desiderio di voltarsi e fuggire, poi un legame sempre più profondo, stretto in una notte d'alcol e confessioni, li incatena. Al mattino John si sveglia stordito, nudo, derubato di tutto, al suo fianco solo un fagotto con gli effetti personali del sosia. Obbligato a prenderne il posto, l'anonimo insegnante londinese si trova intrappolato nella personalità arrogante e seduttiva del nobile, ne diventa l'ombra. Non più spettatore della vita, si ritrova di colpo in una famiglia sconosciuta, tra personaggi piegati dall'identità schiacciante di Jean: una figlioletta che gioca con bambole trafitte al cuore da pennini appuntiti, un fratello sottomesso e frustrato, una madre immobile e crudele. John tenterà di liberare con il suo candido intuito la nuova famiglia dall'intrico di rancori e sofferenze. Il gioco di identità lo porterà però molto vicino a perdere la certezza dei propri pensieri, la coscienza di sé, fino a confondere definitivamente la sua realtà con quella del sosia.
| La recensione de L'Indice |
 Recuperata alla letteratura tout court, Daphne du Maurier non ha finalmente più bisogno di pistolotti critici per essere considerata una grande scrittrice. Il thriller psicologico che Il Saggiatore ripropone, dopo il memorabile Rebecca la prima moglie e la raccolta di racconti Gli uccelli, è uno dei tanti possibili esempi della carica inventiva e della sapienza narrativa dell'autrice. Qui si gioca la partita della doppia identità: anni cinquanta, provincia francese, due uomini perfettamente identici (magistrale la scena del riconoscimento in un fumoso caffè di una piccola cittadina) si scambiano le vite. Gettato in un ginepraio di problemi relazionali, di inganni, di tradimenti, di adulteri, di vendette irrisolte, di problemi finanziari, di tragiche memorie storiche cause di odi indistruttibili, un allampanato, ritroso, professore inglese di storia francese si ritrova nei panni di un odioso e ricchissimo gagà che ha condotto la famiglia allo sbando. Con rigore, attenzione, ascolto, in una sola settimana, riuscirà a rimettere in ordine i pezzi di tante vite distrutte e a dare loro un futuro e un senso. Quando l'altrorientrerà nei suoi panni ritroverà una situazione radicalmente cambiata, contro cui la sua diabolica indifferenza non avrà più efficacia. Da sottolineare il colpo di genio, vero affondo da scrittrice di genere: tra tutti i familiari dell'uomo, l'unica che riconosca l'avvenuto scambio di persona è l'amante che, infatti, s'innamorerà dell'oscuro professore perché nel fare l'amore è insolitamente dolce. Un romanzo godibilissimo, denso di notazioni di costume, intricato quanto basta per tenere viva la curiosità del lettore, che contiene una morale importante. Ovvero quanta umanità si impari anche solo osservando la vita che scorre fuori di noi, basta solo essere messi alla prova. Camilla Valletti |
Media Voto: 3.75 / 5Lucia (30-05-2010) Una Du Maurier piuttosto insolita quella de "Il capro espiatorio". Si tratta infatti di un romanzo estremamente introspettivo e pervaso da una malinconia quasi palpabile. Il ritmo è un po' lento e fino all'ultimo non ci sono colpi di scena particolari né momenti di vera suspance. Il finale è triste e quasi un ritorno all'inizio del romanzo. Mi ha lasciato interdetta, non saprei bene come meglio decifrarlo e definirlo. Mi aspettavo qualcosa tipo Rebecca o Mia cugina Rachele, invece siamo più verso Simenon. Sicuramente ben scritto ma impegnativo da un punto di vista emotivo: ti lascia un peso sullo stomaco... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
antonio (15-10-2009) rispetto alle precedenti opere questa può essere classificata come un'assoluta delusione. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giuliano (27-06-2009) ottimo,assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (22-04-2009) Solo una parola: bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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