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Lapierre Dominique - Un arcobaleno nella notte |
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Titolo | Un arcobaleno nella notte |
| Autore | Lapierre Dominique | Prezzo Remainder - 55%
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€ 7,88
(Prezzo di copertina € 17,50 Risparmio € 9,62)
|  | | Dati | 2008, 345 p., ill., brossura |
| Editore | Il Saggiatore
(collana Narrativa) |
| | Disponibile anche in eBook a € 3,99 |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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Sei aprile 1652. Un manipolo di coloni olandesi sbarca sull'estremità più meridionale del continente africano. Questi uomini hanno una missione delicata e precisa: coltivare pianticelle di insalata per rifornire di vitamine gli equipaggi delle navi della Compagnia olandese delle Indie orientali in transito, decimati dallo scorbuto. Nessuna grande ambizione di conquista coloniale, ma passerà poco tempo prima che gruppi di avventurieri voltino le spalle al mare per addentrarsi nelle foreste infestate di animali feroci e mosche tse tse, alla conquista della "Terra promessa". La macchina inesorabile della Storia si è ormai avviata, e il primo capitolo di un'epopea di infamia e redenzione è stato scritto. Convinti dalla fede calvinista di essere il nuovo popolo eletto, i coloni presto rinnegheranno la madrepatria, affronteranno le tribù nere, i cercatori d'oro e di diamanti, e le temibili tuniche rosse della regina Vittoria, fino a macchiarsi di una delle più grandi tragedie del Novecento: l'instaurazione dell'apartheid. Una piccola comunità di quattro milioni di bianchi sottometterà con la forza una popolazione sei volte maggiore di neri, dando vita a un regime razzista che causerà centinaia di migliaia di vittime. A questo orrore riusciranno a porre fine la volontà e il coraggio di veri e propri eroi come Chris Barnard, Helen Lieberman e soprattutto, dopo ventisette anni passati in carcere, un gigante del nostro tempo, Nelson Mandela. Quando, nel 1652, tre caravelle battenti bandiera olandese sbarcarono davanti alla Table Mountain, nell'estremo sud dell'Africa, nessuno avrebbe potuto immaginare che lì si stesse per scrivere il primo capitolo della storia, travagliatissima, del Sudafrica di oggi. Un paese che nasce da un mosaico di persone e di etnie, salvato da "personaggi più grandi della storia" come Nelson Mandela, ma anche il chirurgo Christian Barnard e la "madre Teresa sudafricana" Helen Lieberman. è il Sudafrica che lo scrittore francese Dominique Lapierre, autore di Stanotte la libertà e La città della gioia, racconta in questo suo nuovo lavoro, ricostruendo l'epopea del paese africano, dall'arrivo dei coloni olandesi nel '600 fino ai giorni nostri. Capo di quella prima spedizione era un chirurgo trentaquattrenne, Jan van Riebeeck, al servizio della potentissima Compagnia olandese delle Indie orientali. Con una cinquantina di famiglie, avrebbe dovuto piantare le sementi e coltivare insalata destinata a prevenire lo scorbuto sulle navi olandesi, lanciate nella corsa delle spezie. Alle loro spalle c'era una nazione con la prima marina militare al mondo che, spinta dalla predicazione calvinista, si considerava il "popolo che Dio ha scelto" per diffondere i valori cristiani nel mondo. Con la Bibbia in una mano e il moschetto pieno di polvere da sparo nell'altra (secondo l'insegnamento di Oliver Cromwell), quei contadini nomadi boeri ben presto divennero stanziali: allevando il bestiame, si trasformarono in "una nuova tribù bianca", gli afrikaner, e fecero proprio quel paese all'altro capo del mondo, rompendo i rapporti con la madrepatria. Cominciarono gli scontri con le tribù nere mobilitate contro il "popolo dei carri" e i nuovi coloni. A questi ultimi, a fine '700, si aggiunsero gli inglesi, sbarcati anch'essi per sfruttare quella terra ricca di oro e diamanti, e per creare nuovi schiavi. Lapierre ci restituisce così tre secoli di storia sudafricana col suo stile avvincente e scorrevole, e attraverso le testimonianze di grandi e piccoli personaggi emerge un quadro storico variegato nel quale zulù, boeri, soldati della regina Vittoria si affrontano a viso aperto. Si arriva fino alla dittatura dei bianchi, quando nel 1948 il nazionalista Daniel F. Malan prese il potere e fondò il regime dell'apartheid. Si susseguirono deportazioni, ribellioni dei neri, che lasciarono sulle strade centinaia di morti. Un incubo che Lapierre narra con profondo rigore e umanità e che terminò solo nel 1990, con la liberazione del capo della resistenza nera Nelson Mandela, dopo 27 anni di carcere, e la sua successiva elezione alla presidenza del paese nel 1994.
Ascolta l'intervista all'autore del libro su RadioAlt.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788842815242
Un arcobaleno nella notte
Sei aprile 1652. Un manipolo di coloni olandesi sbarca sull'estremità più meridionale del continente africano. Questi uomini hanno una missione delicata e precisa: coltivare pianticelle di insalata per rifornire di vitamine gli equipaggi delle navi della Compagnia olandese delle Indie orientali in transito, decimati dallo scorbuto. Nessuna grande ambizione di conquista coloniale, ma passerà poco tempo prima che gruppi di avventurieri voltino le spalle al mare per addentrarsi nelle foreste infestate di animali feroci e mosche tse tse, alla conquista della "Terra promessa". La macchina inesorabile della Storia si è ormai avviata, e il primo capitolo di un'epopea di infamia e redenzione è stato scritto. Convinti dalla fede calvinista di essere il nuovo popolo eletto, i coloni presto rinnegheranno la madrepatria, affronteranno le tribù nere, i cercatori d'oro e di diamanti, e le temibili tuniche rosse della regina Vittoria, fino a macchiarsi di una delle più grandi tragedie del Novecento: l'instaurazione dell'apartheid. Una piccola comunità di quattro milioni di bianchi sottometterà con la forza una popolazione sei volte maggiore di neri, dando vita a un regime razzista che causerà centinaia di migliaia di vittime. A questo orrore riusciranno a porre fine la volontà e il coraggio di veri e propri eroi come Chris Barnard, Helen Lieberman e soprattutto, dopo ventisette anni passati in carcere, un gigante del nostro tempo, Nelson Mandela.
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17 recensioni presenti. Media Voto: 4.76 / 5Laura L. (09-02-2010) Buon modo per fare divulgazione: semplice, chiaro, avvincente senza l'ambizione di essere esaustivo. Un ottimo punto di partenza per affrontare l'argomento e per avventurarsi nell'approfondimento(ricca bibliografia d'ordinanza alla fine). Lettura adattissima ai giovanissimi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
francesca (20-01-2010) Con Lapierre non si sbaglia mai, un libro bellissimo...mentro lo leggi proverai vergogna per il genere umano a cui appartieni ma alla fine vedrai la luce in fondo al tunnel e ritroverai la speranza! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nino61 abdl@inwind.it (11-01-2010) Ho visto Dominique Lapierre in una intervista con Licia Colò e sono rimasto colpito dalla energia positiva e dai valori umani che rappresantava in maniera solare e convinta.
Ho trovato il libro interessantissimo. Lo stesso libro mi ha fatto innamorare della storia del Sudafrica e dei suoi protagonisti. Si ha modo di approfondire le conoscenze sull'aphartaid e di soffrire alla constatazione di quanto l'uomo può essere ciecamente brutale se mosso da ideali folli, e di gioire vedendo che in mezzo alle condizioni più disumane brillavano figure meravigliose come Nelson Mandela e la dott.ssa Helen Liebermann.
Quanti esseri umani avrebbero invitato come Mandela i propri aguzzini al prorpio insediamento alla presidenza dela Sudafrica, dopo 27 anni di tormenti indicibili e miglia di fratelli morti solo perchè rivendicavano i più elementari diritti alla vita?
Quanti avrebbero rischiato la vita come la Liebermann?
L'umanità è piena di esempi meravigliosi, e penso proprio che le due figure sudafricane siedano tra le più belle.
Grazie Dominique.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michela (29-09-2009) Splendido..impari e ti emozioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
bourbon1950 (17-05-2009) Signori stiamo parlando di Dominique La Pierre, scrittore che ha dato se stesso per riportare su i suoi libri la vera realtà che a volte può essere strumentalizzata
Anche se non ci sono molte recensioni su IBIS ed il libro è di diversi anni fa, leggete GERUSALEMME GERUSALEMME, sempre di Dominique La Pierre, un capolavoro
Fermo restando Un arcobaleno nella notte che dire:
La verità come il sottoscritto l'ho appresa da lui, pure sul grande raggiro che la moglie ha fatto verso Mendela (suo marito) e verso se stessa, è questo che mi ha lasciato sconcertato
Grazie Dominique
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
K. (20-04-2009) La grafica della copertina lo fa apparire un libro di tutt'altro genere, pare quasi una robetta da letteratura dozzinale allegata a settimanali di bassa lega, ma se non ci si fa trarre in inganno e si acquista il libro ci si ritrova tra le mani uno splendido documento.
Dico "documento" e non "romanzo" perché più che altro è di questo che si tratta. L'autore ripercorre egregiamente la martoriata storia del Sudafrica dalla sua fondazione ai (quasi) giorni nostri. La lettura non è mai pesante ma sempre coinvolgente e trasporta il lettore per mano attraverso pagine anche poco conosciute, ma non per questo meno terribili. Da leggere, se non altro per capire a quale punto possa arrivare la crudeltà umana. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabiana (01-04-2009) Estremamente coinvolgente...come sempre sa essere Lapierre! Si apprende molto della storia recente, per conoscere realtà di cui forse si è solo sentito parlare.
Sempre toccanti le vicende umane, che l'autore sa far risplendere anche nei momenti più bui instaurati da una politica scellerata.
Grazie a Lapierre che continua a regalarci grande emozioni! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco De Amicis (20-03-2009) Ottimo, mi ha fatto conoscere aspetti del SudAfrica decisamente nuovi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio g (05-03-2009) Ecco un libro assolutamente da leggere perché riporta alla luce una tragedia che, sebbene molti di noi l’abbiano vissuta nella contemporaneità, è stata sempre considerata lontana, forse anacronistica.
Questo per il presente. E il passato? Chi sapeva dell’epopea dei primi olandesi che si installarono a Città del Capo per coltivare le verdure necessarie ai marinai in rotta per le Indie? E dell’arrivo dei Calvinisti, convinti che Iddio avesse donato loro quello splendido paese, dei loro scontri con gli Inglesi sfociati in una guerra sanguinosa al volgere del XIX secolo, delle battaglie con le tribù nere (i famosi Zulù!) culminate nella famigerata “apartheid”. E’ stata una sorpresa apprendere (ma c’era da dubitarlo?) che la fondamenta ideologiche dell’ “apartheid” risalivano alle dottrine naziste: i suoi fautori furono indottrinati nella Berlino di Hitler. La parte più avvincente della narrazione è comunque quella legata alla lotta dei neri dell’African National Congress contro la discriminazione razziale. La figura del suo eroe Nelson Mandela spicca fra tutte.
Dominique Lapierre è il grande affabulatore di sempre che riesce a farci leggere un libro di storia come un romanzo ma è anche un uomo sensibile che ci fa partecipi del dolore delle persone oppresse da un regime cieco e odioso.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea apieri@pharmades.it (02-02-2009) Ottimo libro!!! Mi sono lasciato piacevolmente trasportare dalla descrizione di Dominique Lapierre degli eventi che hanno caratterizzato un percorso storico che deve essere conosciuto da tutti affinché certi errori non vengano mai più commessi. Assolutamente da leggere! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Filippo f.natali@tiscali.it (09-01-2009) Leggetelo perche’ il libro ci descrive una grande lezione di umanita’ per tutto il pianeta.
Nelson mandela simbolo di liberta’, fraternita’, uguaglianza ha il sogno di costruire una nazione “arcobaleno”, multirazziale, fiera della sua diversita’, in pace con se stessa e il mondo.
Leggetelo perche’ il libro ci trasmette il desiderio di lottare per il raggiungimento dei diritti civili:<> per erigere una societa’ democratica in grado di annientare l’orrore dell’apartheid.
Leggetelo per conoscere la storia,
perche’ certi orrori non si ripetano mai piu’,
perche’ sia possibile un mondo nuovo, una vita migliore, un paese multietnico in armonia e in pace.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (07-01-2009) Bellissimo libro su una realtà,credo,sconosciuta a molti. Anch’io ho sempre sentito parlare di Nelson Mandela e dell’apartheid, ma non mi ero mai interessato più di tanto. Questo libro è una lunga via che parte dal 1600 con i padri pellegrini olandesi, invasati di Calvino e di Bibbia, alla conquista di un territorio che difenderanno nel peggiore dei modi, con metodi imparati dai nazisti, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Epica la lotta di Mandela in carcere e di altri personaggi, fra cui spicca Helen Lieberman,donna bianca che sfidò le leggi dell'apartheid, che hanno lottato a rischio della propria vita per la conquista della pace e della convivenza fra razze. Il libro non ci dice molto della situazione attuale, se non dell’enorme lotta contro l’Aids che vede il Sudafrica fra i paesi più colpiti al mondo. Si ferma al momento della transizione del potere fra i bianchi e i neri, facendoci partecipare virtualmente a quei giorni così drammatici e meravigliosi.
Da consigliare anche perché una parte del ricavato delle vendite va alla ong di Lapierre.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nelletta (07-01-2009) Definirei questo libro una sorta di "libro-documentario". Mi ha fornito una conoscenza e soprattutto tanti stimoli per saperne di più sull'apartheid. Per chi già conosce questo argomento forse può apparire noioso, soprattutto le prime 100 pagine che racchiudono 3 secoli di storia del SudAfrica. Bravo Lapierre che ancora una volta ci illustra panorami delicati, veri, ai quali, spesso, si è poco sensibili. Prossimo libro : Autobiografia di Mandela! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maura (06-12-2008) un libro bellissimo che fa luce su una realtà troppo spesso taciuta. lo consiglio a tutti. come regalo di natale sarebbe perfetto, anche perchè acquistando il libro si fa anche beneficenza Voto: 5 / 5 |  |  |  |
armando (23-11-2008) Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
davide (13-11-2008) Sono veramente colpito da questo libro! Me lo ha consigliato un mio amico e lo devo ringraziare, perchè il romanzo è preciso ed interessante nella ricognizione storica e piacevolissimo nella narrazione. All'inizio ero un pò scettico perchè la storia e la politica non mi sono mai interessate, ma mi sono dovuto ricredere perchè il testo è accessibile a tutti. E poi lancia anche un messaggio toccante, ma in maniera non banale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
daniele (13-11-2008) Un libro toccante e sincero; una finestra su una realtà che non conoscevo e che non può lasciare indifferenti. Questo Lapierre è una personalità interessantissima, ce ne fossero di più di uomini come lui! Non vedo l'ora di leggere anche gli altri libri che ha scritto, se sono belli come questo ne vale la pena. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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