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Deaglio Enrico - Patria 1978-2008 | Ma davvero è successo tutto questo? In un libro di novecento pagine, una cavalcata in quel vero romanzo che è stata l'Italia degli ultimi trent'anni. È come guardare un film sulla nostra vita, in cui gli avvenimenti sono raccontati mentre succedono. Si comincia con Aldo Moro nella prigione del popolo, nell'anno che ha cambiato tutto. E poi, l'ascesa della mafia, il rapporto stretto tra crimine e potere, la guerra e i segreti di Cosa Nostra, i morti e i soldi che li hanno accompagnati. I grandi condottieri dell'industria tra sogni e corruzione, la fine ingloriosa della Prima repubblica, l'ascesa della televisione e del suo magnate, il Nord conquistato dalla Lega, il nuovo potere del Vaticano, la rivalutazione del fascismo, la crisi e la deriva. La nostra storia in cinquecento storie: anno per anno, i protagonisti, i fatti, le parole, le vittime e i vincitori, le resistenze, la musica e le idee che hanno costruito il nostro paese. Un libro per ricordare quanto è successo e per scoprire che - molto spesso - le cose non erano andate proprio così.
| La recensione de L'Indice |
 La struttura del libro è quella di una cronaca medievale, con il cronista che, distaccato e imperturbabile, annotava gli eventi giorno per giorno, anno per anno. Più o meno la negazione di quello che noi intendiamo per storia. Quelle date si accumulavano tutte uguali, in un tempo senza spessore, semplice, lineare, privo di impennate e di rilevanze. All'apparenza il libro di Enrico Deaglio sembra riproporre esattamente quell'antico modello, rileggendo il trentennio a cui si riferisce il titolo attraverso un calendario fitto di eventi, personaggi, aneddoti, notizie, musiche, canzoni, libri, film; anche qui anno per anno, mese per mese, giorno per giorno, a partire dal sequestro di Aldo Moro per arrivare al 19 settembre 2008 (strage di immigrati a Castelvolturno, sei uccisi da un commando di killer). Provate a leggerlo, però. Di colpo quelle date si animano, il libro quasi dimentica il calendario per proporre trame, racconti, narrazioni e, alla fine, lasciare trasparire un quadro interpretativo che restituisce a quel trentennio tutto intero lo spessore dell'analisi storiografica. Un piccolo miracolo, se volete. Un miracolo che si spiega abbastanza facilmente. Innanzitutto alle spalle di quella cronologia c'è una vera e propria ricerca che ha spaziato in universi documentari eterogenei (con uno spoglio dei giornali che li ha come vivisezionati, pagina per pagina, rubrica per rubrica) e padroneggia in modo molto efficace la bibliografia esistente (ed è qui che si sente in particolare il lavoro di Andrea Gentile). Ma soprattutto c'è l'insaziabile curiosità di Deaglio, il suo desiderio di scoprire, di conoscere, di sapere, di frugare nelle pieghe più riposte delle nostre vicende, di non accontentarsi di luoghi comuni e stereotipi consolidati; è come se si chinasse su quel trentennio con uno sguardo consapevole e attento, allineando quelle date come le tessere di un mosaico. Deaglio è andato a scavare nel passato più recente lasciandosi guidare dagli interrogativi che scaturiscono direttamente dal presente. Come siamo diventati così? Era inevitabile? Siamo già stati così? Siamo condannati a restare così? Si aggira nei meandri di quel passato sorretto da un robusto senno del poi; il meccanismo che governa la selezione delle date da citare, ma anche l'impianto narrativo del libro si fondano infatti sull'intento di sottolineare fatti e notizie che nel passato nessuno giudicò rilevanti e che acquistano senso e significato soltanto alla luce di quello che è successo dopo. Un esempio per tutti: nel 1979 la Guardia di Finanza compie accertamenti presso la Edilnord, l'azienda che ha costruito Milano 2 ed è di proprietà di Silvio Berlusconi, che, interrogato, si definisce solo un consulente. L'inchiesta finisce e il rapporto che la conclude viene firmato dal capitano Massimo Maria Berruti; quindici anni dopo lo stesso Berruti diventerà deputato al parlamento per Forza Italia e avvocato di Berlusconi. O ancora, nel 1981 il libro registra il primo incontro tra Silvio Berlusconi e lo "stalliere" Vittorio Mangano, il mafioso assunto ad Arcore: subito però ci trasporta fino a un giorno dell'aprile 2008, quando Dell'Utri e Berlusconi lo avrebbero chiamato "eroe", ricordandone la morte, avvenuta nel 2000, appena dimesso dal carcere. Alla fine, tutte le tessere vanno al loro posto e il mosaico si completa lasciando affiorare un'immagine desolante di questo paese, attraversato da rancori e paure, schiavo di una cultura appiattitala sui luoghi comuni, diffidente verso le regole che governano una qualsiasi democrazia. Ma se siamo diventati così non lo dobbiamo né a un complotto, né a un destino immutabile. Scavando nei buchi neri di questo trentennio, quello che Deaglio ci propone non è l'ossessivo ritorno di un fondo fangoso e sinistro della nostra storia, quasi un eterno rimosso fatto di complotti, mafie, servizi segreti, misteri. No. Con il senno di poi, la marcia dei quarantamila che concluse i "35 giorni" della Fiat nel 1980 o l'esito disastroso del referendum sulla scala mobile del 1985 assumono i contorni nitidi della profezia, anticipando il dinamismo, la vitalità animalesca e vorace di soggetti sociali nati proprio nel decennio della mobilitazione politica, in quegli anni settanta vissuti sotto il segno del protagonismo degli operai e conclusi dall'amarezza di una loro definitiva sconfitta. Certamente esiste una vasta zona "invisibile" che inquina la nostra democrazia. Ma non è nel regno dell'occulto che si è giocata la partita decisiva. Tutto è avvenuto alla luce del sole, sotto i nostri occhi. Così è stato per la resistibile ascesa di Silvio Berlusconi negli anni ottanta, così è stato per gli ingredienti che hanno decretato il successo della Lega, così è stato per i contorni egoistici assunti dai comportamenti di quelli che nel Novecento si chiamavano "ceti medi". Il Novecento, appunto. Il trentennio descritto da Deaglio ci regala un lungo addio da quel secolo e l'affiorare di una realtà totalmente postonovecentesca. È nata un'altra Italia ed è nata una diversa "antropologia" degli italiani; questo libro ci aiuta a conoscerla. Giovanni De Luna |
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.53 / 5K. (29-10-2009) E' indubbiamente un bel libro, utile per ricordare o imparare a conoscere la storia del nostro paese. Pur condividendo in larga parte il pensiero di Deaglio devo ammettere che come già detto da qualche commento che ha preceduto il mio il cronista è qualche volta un po' troppo di parte. Si sorvola ad esempio sul ruolo di Fassino e D'Alema nelle intercettazioni Unipol mentre altrove si sottolinea ogni minima sbavatura di politici di fazioni opposte. Un po' troppo angelico e a mio parere per lo meno discutibile il ritratto fatto di Carlo Giuliani. Poco risalto alla banda nella Uno Bianca e per niente alla strage del Cermis (20 morti) totalmente dimenticata.
Nel complesso, comunque, è un libro che senza dubbio merita la lettura, se non altro per capire fatti attuale che posano le proprie radici nella storia degli anni passati. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Enrico Cerni (21-10-2009) E’ un pugno nello stomaco. Di quelli che ci scuotono le viscere e, per il dolore, ci fanno perdere la lucidità. E’ il colpo del knok-out, ‘Patria. 1978-2008’, di Enrico Deaglio. Una rassegna stampa ragionata, un collage di fatti accaduti, ahinoi italiani, negli ultimi 30 anni di storia del Paese. Povera Patria, cantava Battiato. Poveri noi, abitanti di un Belpaese che trent’anni fa “ha cessato di esistere durante i 55 giorni del sequestro di Aldo Moro” e che trent’anni dopo continua a scovare nella propria carne le ferite di collusioni, intrighi, scandali, aderenze mafia-politica-economia raccontati da Deaglio con la precisione del chirurgo. La penna il suo bisturi, l’analisi approfondita il suo filo per un tentativo quasi disperato di sutura.
‘Patria’ non lascia scampo. E’ il racconto incisivo di quando la Storia dei manuali, quella con la S maiuscola, ci è passata accanto ed ha lasciato un’impronta indelebile nella nostra esistenza collettiva. In qualche caso, stavamo immersi nelle nostre storie quotidiane. E di questo passaggio quasi non ci eravamo accorti. Il libro serve proprio per consentirci una rinnovata consapevolezza. Un’amara consapevolezza di popolo. Con tanto di colonna sonora e libri consigliati a corredo.
Da leggere, ben equipaggiati e decisi a non lasciarsi rapire dallo sconforto.
Enrico Cerni
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nuccio (30-08-2009) leggendo oggi, con gli occhi di Deaglio, i fatti accaduti in questi ultimi trenta anni e che ti hanno attraversato la vita hai la sensazione di vedere per la prima volta dall'alto un paesaggio a te noto e di poterne, per la prima volta, cogliere l'insieme. Si trasecola, ci si indigna, ci si emoziona, ci si avvilisce e viene una irresistibile nostalgia di un altrove nel quale riparare. Povera Italia, poveri noi. Scritto in uno stile piano e scorrevole è piacevolissimo e appassionante quasi come un thriller. Consigliatissimo a tutti coloro che, adulti e ragazzi, vogliono aprire gli occhi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luchino (25-07-2009) Come cronologia dei fatti avvenuti in questi trent'anni può anche andar bene. Il libro si sciupa parecchio perché è un libro politicizzato alla grande. E la parte è quella di un libro di sinistra che pone l'accento negativo dove vuol porlo e positivo dove vuol porlo. Vi sono argomenti e fatti che vengono considerati e approfonditi ed altri che vengono parecchio tralasciati. E questo è fatto a mio avviso ad arte.
Non si capisce perché il la caduta del Muro di Berlino è considerato come un fatterello qualsiasi, i funerali di Togliatti (che c'entrano nei trent'anni?) sviluppati come fatto con molta enfasi.
Da questo punto di vista il libro è secondo me parecchio deludente. Un po' di equilibrio non avrebbe guastato. Come cronologia di fatti ripeto può andar bene, ma per quello ci sono altri mezzi per avere una corretta cronologia (vedi internet).
Quindi se una persona è di sinistra trova in questo libro condensato tutto il pensiero di quella parte politica... L'equilibrio però non esiste assolutamente. E questo non è un fatto positivo per il suo acquisto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
gianni (27-06-2009) libro letto con interesse e per uno come me che ha 50 anni subentrano anche altri fattori ed emozioni legati alla passata età.
Il libro l'avrei intitolato più esplicitamente "Povera Patria".
Speriamo bene per il futuro, ma nè dubito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano (23-06-2009) Sicuramente un libro di parte, molto critico con il sistema politico nel suo complesso e in particolare con quello attualmente al potere, ma con il pregio di essere scorrevole, di facile lettura e a mio parere in molte sue parti condivisibile e illuminante. Il disegno impietoso che se ne trae del nostro Paese fa molto riflettere su quello che è (realmente?) la politica e il potere, credo non solo in Italia. Da leggere assolutamente e da consigliare.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
liberoebello (06-06-2009) Un bel libro per chi, come me (classe 1974) ha vissuto i primi anni con scarsa consapevolezza. Si legge con gusto e non è quasi mai pesante. Incredibile come la memoria giochi con il tempo e faccia sembrare alcuni avvenimenti molto più vicini o più lontani della realtà.
Più istruttivo di un saggio storico classico, da regalare anche a quelli più giovani. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Uguccione (26-05-2009) A me m'è garbato. Pe primo ho letto l'anno quando l'è nata la mi' bambina. L'è un be' modo per ripassare la storia, anche per me che i giornali li leggo pochino.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lisa (25-05-2009) Folgorante montaggio del trentennio italiano che ci ha condotti nell'interminabile incubo attuale. Deliziosi e struggenti gli episodi personali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giuseppe (25-05-2009) finalmente qualcuno che racconta le cose come sono andate veramente. Un volume illuminante e a tratti persino divertente. (Se ci si dimentica che è la storia del nostro paese, e non l'invenzione di un talentuoso romanziere, si riesce anche a ridere). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (25-05-2009) Finalmente. Un libro di cui si sentiva davvero la mancanza.
Trent'anni di storia italiani raccontati anni per anno, dalla storia alla cronaca... Da leggere dall'inizio alla fine, tutto d'un fiato, o da sbocconcellare qua e là.
Voto 10 e lode Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Domenico (18-05-2009) Dopo che ho letto questo libro,se devo essere sincero mancano ancora un 250 pagime,non posso che farmi questa domanda:Che male ho fatto per nascere in Italia ?
Comunque gran bel libro nonostanta la "mole" davvero notevole Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo (14-05-2009) Trent'anni di politica, storie, canzoni. Un libro molto bello, fondamentale per capire cosa è diventata l'Italia e cosa siamo diventati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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