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Turtledove Harry - Per il trono d'Inghilterra | È il 1597. Sono ormai dieci anni che la Gran Bretagna è sotto il dominio spagnolo. Mentre la regina Elisabetta è rinchiusa nella Torre di Londra, viene instaurato un regime oppressivo che ha nella Santa Inquisizione la sua arma più terribile. Ma non tutto è perduto. Alcuni patrioti stanno infatti organizzando una rivolta per scacciare definitivamente gli spagnoli dall'Inghilterra e si convincono che soltanto un poeta può risvegliare l'orgoglio dei sudditi inglesi, spronandoli così alla ribellione: William Shakespeare. Per Shakespeare, che non è affatto un eroe, scrivere un dramma antispagnolo è un rischio enorme.
Media Voto: 3.5 / 5daniele (15-11-2004) Illeggibile. Decisamente uno scivolone, forse il più brutto dei libri di Turtledove. Da un autore così bravo mi aspettavo qualche cosa di meglio. Di solito crea scenari e trame avvincenti e i suoi romanzi scorrono piacevoli e coinvolgenti. Peccato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
maurizio (23-08-2004) Lento e noioso. Turtledove ci ha abituato bene, nel creare scenari fantastici in cui mescola personaggi storici e alieni, ma l'idea alla base di questo volume non viene sfruttata al meglio (forse anche perche' la trama è troppo cerebrale). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (22-05-2004) Bellissimo. Un libro veramente piacevole, originale e scritto bene (cosa non frequentissima nel recente panorama editoriale). E così ecco qua un romanzo dove l’impossibile (ma, a dirla tutta, anche l’improbabile) assume l’aspetto del possibile. Non conoscevo gli scritti di questo autore, né tanto meno che venisse definito “Il maestro della storia alternativa”. Questo libro l’ho scelto a scatola chiusa per via del titolo intrigante, della bella copertina e perché… credevo che fosse… un romanzo storico a sfondo semi-giallo. E lo è in effetti. Ma il buffo, ed io appunto non me lo aspettavo assolutamente, è che la Storia (quella con la S maiuscola) è tutta diversa. Per cui appena l’ho iniziato ho avuto dei momenti di sbandamento nel leggere frasi tipo: “Quando l’Envincible Armada raggiunse e sbarcò sulle coste d’Inghilterra…”… Eh ? Come, come ?? Ma perché, le aveva raggiunte ?? Oppure: “Il dominio degli invasori spagnoli in terra inglese durava già da dieci anni…”.. Mi sono sentita, con il dovuto rispetto, il Totò della situazione quando esclama con costernazione “Oddio… Garibaldi è morto ? No ! che disgrazia… ma quando è successo ???”… Oh to’ – mi sono detta - devo essermi persa qualche “dettaglio” relativo alla Storia di Inghilterra e di Spagna del 1500… Comunque, dopo aver capito l’antifona, ho proprio preso gusto al libro. Tant’è che alla fine mi è dispiaciuto dovermene distaccare. Avrei voluto che continuasse perché mi ero ormai piacevolmente abituata a convivere con Shakespeare, con la sua compagnia di attori e con un quasi irresistibile Lope de Vega, partecipando con il loro giorno dopo giorno man mano descritto. Questo è infatti proprio ciò che sembra accaderti durante la lettura. La vicenda si dipana nel giro di un anno e tu vivi quell’anno insieme a loro nel giro dei pochi giorni che impieghi per leggerla. Inoltre ho trovato simpatica la caratteristica adottata dall’autore di utilizzare la grafia in carattere corsivo per stigmatizzare in modo diretto ed immediatissimo i godibilissimi (in quanto ironici o di Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Martina martinaframmartino@libero.it (03-12-2003) Nel 1588 Filippo II di Spagna inviò l’Invencible Armada contro l’Inghilterra governata dalla protestante regina Elisabetta col dichiarato proposito di vendicare la cattolica Maria Stuarda, regina di Scozia, da lei fatta decapitare.
Cosa sarebbe successo se i soldati inglesi fossero stati sconfitti? Come avrebbe deciso di comportarsi Filippo? Sua figlia Isabella, discendente diretta della casa Lancaster, sarebbe probabilmente salita al trono, riportando il regno alla religione cattolica. Come avrebbero reagito gli isolani al dominio straniero? E come avrebbero accolto quest’ennesimo cambio di fede?
Turtledove, ormai noto come il “maestro della storia alternativa”, risponde con la consueta maestria a questi interrogativi ponendo al centro della vicenda un inedito Shakespeare costretto, suo malgrado, a vestire i panni dell’eroe. A lui, infatti, viene commissionata la realizzazione di un’opera teatrale tale da infiammare l’animo degli sconfitti inglesi e da incitarli alla rivolta. Il problema è che il bardo, che non ha alcuna vocazione al martirio, sia consapevole che scrivere anche solo una riga di un simile dramma sia sufficiente per far cadere su di lui la terribile accusa di tradimento. E quando gli spagnoli iniziano a sospettare qualcosa gli affiancano, con l’incarico di sorvegliare ogni sua mossa, il loro maggiore esperto di teatro, il luogotenente Lope de Vega…
In un mondo in cui la finzione può diventare realtà e la realtà può essere trasformata da una finzione, i personaggi si muovono sul bilico di un precipizio nel quale rischiano di trascinare l’intera Inghilterra. Riuscirà la forza del teatro a cambiare il corso della storia?
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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