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D'Angelo Andrea - La rocca dei silenzi | La Rocca dei Silenzi è un antico baluardo, situato all'interno di un vasto territorio montuoso. Disabitata soltanto in apparenza, difende il silenzio di cui si ammanta sterminando senza pietà chiunque tenti di penetrarvi. Ma l'arcimago Thal Dom Djèw è già sfuggito una volta a quella furia oscura, demoniaca, e per questo viene convocato dai maghi della Torre di Dòthrom e coinvolto in un'impresa che mira a liberare la Rocca dal male che la ammorba. Ma perché quei maghi vogliono tentare un'impresa così folle, che rischia di portare soltanto morte e distruzione? Chi anima davvero le forze maligne che vivono in quel bastione?
Recensioni 1 - 20 di 30 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5Federico (11-09-2008) Brutto.
Citando una recensione che ho letto la parte d'azione nella Rocca "sembra pari pari il resoconto di un videogioco, un RPG tridimensionale stile Dungeons & Dragons, coi guerrieri sistemati in testa al gruppo a menare e far da scudo e i maghi dietro a tirar magie".
Sconsigliato a chi cerca un fantasy originale. O un buon romanzo. O perfino un romanzo soltanto mediocre. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
by Ax (27-03-2008) Fantasy scuro e a tinte forti: nell’atmosfera, nei colori, nel linguaggio, nell’evoluzione dei personaggi e nel tema portante.
Il tema è riflessivo – bene oramai raro – e non lo svelo… ma: l’atmosfera è intrigante, rafforzata da un’ambientazione scarna ma efficace e dal mistero che aleggia; gli scorci di eventi creano il giusto interesse per le sorti dei protagonisti.
Ho preferito la seconda metà del romanzo, non tanto per l’azione e la trama che si svelano compiutamente, ma per una minore presenza nei pensieri degli attori che recitano. La prima parte mi ha sottratto il gusto dell’intuitività, dell’approccio attivo alla storia, spiegando attraverso i ragionamenti piuttosto che lasciare intendere dalle azioni; i personaggi mi sono parsi invasivi nei confronti del lettore, anche se non intralciano lo sviluppo di questa cruda storia. Cruda come il mondo che li (e ci) circonda. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Myradric myradric@yahoo.it (29-07-2006) Devo dire che questo libro mi ha coinvolto molto.
D'Angelo è molto bravo a descrivere gli stati d'animo dei personaggi. Penso che questo autore sia un buon rappresentante del Fantasy italiano. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (25-02-2006) Si tratta di una sorta di commistione tra horror e fantasy, dagli esiti davvero poco esaltanti. L'autore si destreggia in maniera goffa e sconclusionata tra complotti e sottotrame, ma l'unico risultato che sortisce è una noia senza fine, accentuata anche dalla mancanza di logica che caratterizza taluni passaggi, volutamente forzati ed inutili. Inspiegabili, sinceramente, tutto questo successo e i commenti lusinghieri... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luca lyuk83@libero.it (01-02-2006) Libro bellissimo, scritto alla perfezione..tanto di cappello ..ma il finale ragazzi!!! non esiste il finale! peccato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Anya (10-12-2005) Nonostante le numerose recensioni negative lette ho trovato quest'ultimo lavoro di D'Angelo molto avvincente, da leggere tutto d'un fiato.Come del resto ho trovato affascinante la trilogia delle Sette gemme dell'equilibrio. Intendiamoci i gusti sono gusti, ma trovo un pò retorico l'accanimento. Per quanto mi riguarda sono entusiasta che finalmente ci sia uno scrittore italiano di fantasy all'altezza (o quasi) dei grandi nomi internazionali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bernardo (04-12-2005) Un romanzo diverso, con un linguaggio rude e maschio come potremmo sentire in una nostra osteria o nelle anguste pareti di casa. Andrea d'Angelo mi è sembrato però un po' pudico nelle scene di sesso. Bella la storia forse un po' troppo incomprensibile nei suoi arcani sviluppi.
Ma c'e' un però: Simone e Giunco non hanno tutti i torti nel denunciare una certa campagna pubblicitaria tambureggiante. Recensione su writers-magazine, recensione su Thriller Magazine, intervista su fantasymagazine...Insomma lasciamo che sia la qualità a parlare, no? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Enrico (11-11-2005) Ho iniziato a leggere questo libro con molti pregiudizi. Dopo l'esperienza non proprio esaltante delle "Sette Gemme" pensavo fosse il caso di chiudere con d'Angelo. Il romanzo mi ha invece piacevolmente sorpreso. E' ben scritto e la trama appare ben condotta per quanto mi sia spesso perso negli intricati meccanismi complottistici della storia.
Nulla di straordinario, ma una lettura onesta. Triste questa diatriba tra fan e detrattori dell'autore. Per questo credo che Doriano abbia ragione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Doriano Tosi doriano.tosi@libero.it (15-10-2005) Quando si esagera da un lato si ottiene spesso una reazione uguale e contraria. E' abbastanza palese che molti 5/5 sono falsi come Giuda e hanno generato una specie di ritorsione da chi sarebbe stato più clemente.
Il libro, del resto, non è indimenticabile. Lo stile non mi ha convinto, sopratutto quell'insistenza nel volere palesare i pensieri di Thal Dom e delle varie persone narranti: cambiamenti di prospettiva che spiazzano il lettore. Il finale , poi? L'originalità si troverebbe nel non finito? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Nicola (13-10-2005) Caro Fabio,
Sono stati citati Jordan e Martin, non ti bastano?
Per quanto mi riguarda lascio i sospetti a te: io preferisco leggere cio' che mi piace , non ho bandiere da sventolare nè risorse letterarie da scovare o da sponsorizzare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fabio (12-10-2005) Parafrasando la precedente recensione di Nicola, "sarebbe auspicabile che chi NON apprezza questo libro non squalificasse il parere altrui".
A mio giudizio, "La Rocca dei Silenzi" non è memorabile, ma resta un romanzo che, a seconda del lettore (in termini di gusti, di conoscenza e approccio al fantasy, di parametri di giudizio) può assestarsi dal discreto all’ottimo. Non è scevro da imperfezioni, confermo. Ma vanta anche buone frecce al suo arco.
Vorrei che Nicola avesse citato i nomi dei "suoi" maestri anglosassoni, perché su alcuni dei più quotati (o quantomeno su alcune delle loro opere) avrei a mia volta le mie perplessità, soprattutto rispetto alla notorietà acquisita. E sia chiaro: i fantasy che anch’io più ho amato in assoluto sono anglosassoni, ma questo è anche il risultato di un mercato assolutamente squilibrato a favore dell’importazione, per cui il numero di opere ottime e eccellenti gioca a favore dell’estero. Qualcosa sta però cambiando. A dispetto di chi non ci crede, o non vuole crederci.
Trovo i voti, soprattutto espressi in quinti, limitativi. Alla Rocca, assegnerei un 3,5. Non essendo possibile, vada per il 4. A bilanciare un 1/5 che mi sembra assegnato più per fastidio verso talune entusiasmi che anche a me paiono eccessivi, piuttosto che per critica convinta fino alla stroncatura. Parere e voto beninteso legittimi, visto che ognuno ha sacrosanto diritto alle sue idee (purché le esponga senza denigrare quelle altrui).
Qualità e difetti di questo originale fantasy sono per lo più già state evidenziate nelle varie recensioni che precedono.
La Rocca dei Silenzi è un romanzo che sono soddisfatto di avere letto. Resto curioso rispetto al prossimo impegno di D’Angelo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (11-10-2005) Un bel libro fantasy, scorrevole, a tratti un po' noioso, ma mai ripetitivo.
Unica domanda: ma il finale ?
Dimenticato ? Forse avevo un'edizione con delle pagine mancanti ? O forse è proprio quello che l'autore intende come finale a non essere tale ?
Anche questo libro non potrei consigliarlo ad alcuno, salvo voler interromperne la conoscenza !!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Nicola (08-10-2005) Sarebbe auspicabile che chi apprezza questo libro non squalificasse il parere altrui parlando di "libro difficile". Si cercano spesso cose diverse in un romanzo e per quanto puo' essere piacevole e originale trovare elementi appartenenti ad altri generi in un fantasy, c'e' chi invece cerca altro, magari le solite cose. Sarà un conservatore? Un alienato dalla vita reale? Ma veniamo al romanzo, che effettivamente si discosta molto dai soliti schemi però,scusate la franchezza, tutta la vicenda e' davvero priva di senso. Perche' il vecchio mago, che forse era a conoscenza del complotto, non lo stronca invece di imbarcarsi in una spedizione priva di senso? E' una spedizione priva di senso perche' le possibilità di riuscita sono davvero scarse: se ne rendono conto tutti. Ma in questo caso non c'è un mondo in pericolo, un mondo sull'orlo di un baratro.
Se posso essere sincero, per quanto d'Angelo sia indubbiamente in grado di scrivere in maniera ottima, non vedo in lui grosse capacità narrative. Ne prendano atto coloro che si sforzano di trovare un buon autore fantastico come il petrolio in Basilicata. Leggiamoci i maestri anglosassoni senza vergogna e sciocchi pregiudizi nazionalistici. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Michele (04-10-2005) A me è piaciuto.
Ovviamente, come in tuuuuttti i romanzi fantasy, anche questo si sviluppa attorno a un gruppo di "ardimentosi" fra i quali c'è l'immancabile nano, l'infallibile arciere (elfo possibilmente), il mago, il guierriero; che se ne vanno in giro a fare male ai cattivi.
E allora ? A chi non piacciono le solite costanti meglio che non legga fatasy, a me piacciono... e li leggo (e no ho letti ve l'assicuro).
Ma questo... non so... mi ha colpito particolarmente: sarà per l'atmosfera dark (e non mi riferisco solo all'ambientazione), sarà per quel senso di ineluttabilità degli eventi, sarà per il "realismo" che trasuda dal racconto dove, come nella realtà, i cattivi non lo sono in assoluto e i buoni non sono dei santi. Ciascuno ha punti di vista diversi circa creazione di nuove forme di vita e ciascuno lotta per imporre i propri: nei fantasy con le armi, nella realtà...(vorrei poter dire di no).
E come nella realtà un lieto fine non può esistere e non può esistere un qualsiasi finale perchè il mondo prosegue il suo cammino evolutivo (qualcuno direbbe che "la vita continua"). Questo è lo stile di D'Angelo, lo si intuisce anche leggendo la trilogia delle Sette gemme: il finale è aperto; ai sopravissuti il compito di lanciare lo sguardo oltre.
Insomma, fra tutti i libri che ho letto questo lo inserirei fra le poche decine che consiglierei a tutti di leggere senza timore di fare brutta figura con gli amici (e con voi). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo (25-09-2005) Era ora, finalmente un fantasy italiano di valore! Ma definirlo "fantasy", chiuderlo in un genere, è quasi un delitto. D'Angelo ha lo spessore dei veri autori, lo stile personale di un artista e piega la creatività a un'originalità sottile, che finisce per essere dirompente: terminato il romanzo, le riflessioni che suscita perdurano a lungo nel lettore. Questa è la prova più tangibile d'aver letto un gran romanzo.
Un plauso alla Nord, che pubblica con coraggio quest'autore fantasy italiano: continuate così. Quand'è che lo esportiamo? Mi piacerebbe vedere le reazioni dei lettori anglosassoni... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (22-09-2005) Storia lontana dalla fantasy classica come atmosfera e nella conclusione (???) ma assai vicina per altri motivi. Ancora una volta un gruppo di ardimentosi (di piu', chissa' perche', sarebbe stato troppo) si avviano alla loro probabile autodistruzione spinti da chissa' quale fretta o necessità di affrontare un fortezza fonte di un oscuro male. Il tutto è immerso in una atmosfera di sospetto, di odi reciproci che il lettore non riesce a spiegarsi se non nel finale. Questo sarebbe positivo, a fronte tuttavia di continui e illogici sviluppi nella vicenda: una spedizione avversata dal mago protagonista viene decisa proprio grazie al voto fondamentale di quest'ultimo, la scoperta di un segreto trasforma avversari invincibili in docili mammolette ecc...
Si poteva fare di meglio, a mio parere Voto: 2 / 5 |  |  |  |
chiara171 chiara171@libero.it (21-09-2005) Splendido romanzo fantasy con tanti riferimenti alla nostra realtà. I personaggi e le atmosfere descritti sono misteriosi ed accattivanti e la trama è, nel genere, molto originale. A parer mio, ottimo finale, anche se abbastanza intuibile. Proprio bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele (10-09-2005) Leggendo recensioni qua e la mi ero creato forse eccessive aspettative e illusioni. Questo è un romanzo che si sforza di essere originale ma per esserlo percorre strade assai singolari. La vicenda si sviluppa attorno alla figura di un mago tormentato, un mago che per vendicare alcuni suoi compagni, scioccamente partiti in in tre per espegnare una Rocca, si trova a guidare una combriccola altrettanto disperata di persone. Il resto e' un insieme di arcani maneggi di cui si arriva spesso a ignorarne il senso e nemmeno nel finale, ad arcano svelato, se ne comprende la coerenza. Il finale "ecologico" lascia abbastanza perplessi, ma non voglio rovinarvi la sorpresa. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mary (05-09-2005) E' un romanzo originale in temi, stile, personaggi. Proprio per questo è un libro difficile, che agli amanti dei cosidetti "classici" potrebbe non piacere. Io l'ho apprezzato, D'Angelo è un autore che merita! Buona lettura! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giunco (05-09-2005) Non a caso è stato molto pompato dai forum della delos visto che ne fa parte, così come la maggior parte dei 5 che ha preso sono voti di parte abilmente cammuffati. D'Angelo scrive bene, ma le sue storie sono assai mediocri, e il paragone con veri autori quali Jordan o Martin è semplicemente ridicolo. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 30
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