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Thilliez Franck - La stanza dei morti | Cosa ci fa un uomo con una borsa piena di soldi sul ciglio di una strada isolata, di notte, nei pressi di Dunkerque? Vigo e Sylvain, due giovani disoccupati, non possono saperlo; sanno però di averlo investito e ucciso. Cosa fare? Denunciare l'incidente alla polizia o prendere il denaro e fuggire? Dopotutto non c'è nessun testimone, si dicono. E allora nascondono il cadavere e fuggono col bottino. Eppure qualcuno, dal ciglio di quella strada, li ha osservati. Perché quei soldi erano il riscatto per il rapimento di una ragazzina, un riscatto che non sarà più pagato. E allora il rapitore, mosso da una spietata determinazione, colpisce ancora, s'impadronisce di un'altra vittima innocente e, nel frattempo, si mette sulle tracce dei due "ladri".
| La recensione de L'Indice |
 Definito dal risvolto di copertina, con la consueta enfasi, "la risposta europea al Silenzio degli innocenti", effettivamente questo noirben costruito riprende dal modello statunitense alcuni ingredienti fondamentali: una giovane detective della polizia, affascinata dal male, eppure decisa a contrastarlo con tutte le sue forze; un "mostro" dotato di un macabro senso dell'umorismo; la canonica discesa nella tana sotterranea del serial killer, tra sinistri animali impagliati, odori nauseabondi e orribili giocattoli in pelle umana. Questo più che usurato repertorio di effettacci, che in Italia ha fatto la fortuna del primo romanzo di Faletti, è però sfruttato da Thilliez nel contesto di un ambiente reale ricostruito con estrema cura: la periferia industriale di Dunkerque, antica zona mineraria ancora disseminata di discariche di carbone, giacimenti abbandonati e argani per l'estrazione fuori uso. È su questo sfondo desolato che, una notte, due giovani tecnici informatici disoccupati si vendicano ricoprendo di scritte ingiuriose i muri della fabbrica da cui sono stati licenziati. Sulla via del ritorno, un incidente cambia per sempre il corso delle loro vite: il caso getta sotto le ruote della loro auto uno sconosciuto, e la sua valigia contenente ben due milioni di euro. Il Caso, diceva Balzac, "è il più grande romanziere del mondo": distribuisce ricchezze, intreccia destini, gioca con le più improbabili coincidenze. Quando, però, sul denaro che il Caso elargisce, si allunga l'ombra di un serial killer specializzato nel torturare bambine gravemente ammalate, non c'è da aspettarsi nulla di buono: sui personaggi di Thilliez, la fatalità si richiude come una trappola ben congegnata, del cui perfetto funzionamento il lettore amante del genere, inorridito e deliziato, non potrà che compiacersi. Mariolina Bertini |
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5Luca (09-05-2012) Sarebbe un 3/5 (abbastanza regalato) ma siccome l'ho trovato molto lontano da "il silenzio degli innocenti" (uno dei miei thriller preferiti) mi sento di dare un 2/5. E' complessivamente scorrevole, da un'ambientazione - se vogliamo - piuttosto inusuale e caratteristica, ma la trama, fin dalle prime pagine, è a livelli veramente pessimi, quasi comici o assurdi. Peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Francesco (12-03-2012) Un libro originale, con partenza di base molto molto buona ma che a lungo andare diventa noioso e un po bruttini...La coppia omicidia..mha!
Finale molto brutto si salva giusto per uno di quei due dell'inizio. Comunque brutto esordio, meno male che gli altri due romanzi sono molto meglio Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giacomo (27-02-2012) Buon thriller, molto scorrevole. Ambientazione diversa dal solito. Sicuramente come già detto, non è una novità, ma credo che non meriti assolutamente 1/5. Peccato per il finale dal quale mi aspettavo di più, ma tutto sommato io lo consiglierei. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
aenigmistae (16-05-2010) Libro che si lascia leggere tutto d'un fiato, ma caratterizzato da una trama inconsistente con un finale assolutamente ridicolo e colpi di scena telefonati.
Siamo anni luce da "il silenzio degli innocenti". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ikon (17-11-2009) Il voto dice che "non è nè carne nè pesce", ma nella sostanza un piacevole passatempo. Non bisogna aspettarsi molto da questo libro, malgrado il gran parlare che si fa dell'autore. Non mi attira la sua scrittura sembra un po' troppo meccanica e forzata. Infatti Thilliez è un ingegnere informatico (non vuole suonare come una critica alla categoria, alla quale tra l'altro appartengo), quindi non è propriamente di astrazione "umanistica". Se non attira la sua scrittura, di certo coinvolge la storia. La tensione si concretizza soprattutto verso la parte terminale, dove però il frettoloso colpo di scena finale risulta forse farcito di troppi macabri dettagli ed alcuni anelli non richiusi. In definitiva può piacere, non è male, ma in giro si vede di meglio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
elena (31-08-2009) libro molto scorrevole e travolgente. peccato x la fine un pò frettolosa e povera di spiegazioni Voto: 3 / 5 |  |  |  |
El_Pablo (17-07-2009) Ho acquistato questo libro perchè avevo già Foresta Nera, dalla cui trama in copertina ero stato incuriosito. Ho comunque voluto iniziare dalla prima fatica di Thilliez. Il mio parere sulla Stanza Dei Morti è negativo, e lo considererei quasi un libro inutile. Non è mia abitudine leggere i commenti su un libro prima di averlo finito per non esserne influenzato, molto spesso in negativo. Ammetto però che per questo libro è necessario leggere PRIMA i commenti altrui per non incappare in 350 pagine di un déjà-vu letterario: va bene omaggiare altri scrittori, ma qui rasentiamo il remake sbiadito de Il Silenzio Degli Innocenti. L'idea di base è buona e se ci fosse stato più impegno nei dettagli e nella psicologia dei personaggi, credo che allora sarebbe stato veramente un buon libro sulla tematica dei serial-killer. Letto in 3 giorni (scorre molto bene, anche troppo), l'ho considerato una prova dello scrittore prima di creare il riuscito Foresta Nera. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
paolo (24-05-2009) E' stato molto combattuto il voto dato a questo romanzo. Mi fu caldamente consigliato da miei amici, amanti, come me, della letteratura thriller. E, a dirla tutta, dopo aver sbirciato la trama, mi diede l'impressione di essere qualcosa di unico. Mai primo parere fu più sbagliato. Il libro assume, ad un certo punto, i contorni grotteschi della sceneggiatura di un film; l'autore ha voluto dare un'immagine, oltre che un'idea, al lettore, sia dei luoghi che delle persone, esasperando questa peculiarità, perdendosi sui particolari, senza essere capace, poi, di tenere il ritmo narrativo, improntato su questo stile di scrittura. Il mio si tratta, comunque, del parere di un lettore, non di un esperto e forse thilliez merita di più di uno striminzito 2/5. Ma, come ho detto, questo è solo il mio parere. E il mio parere è 2/5. Non striminzito, bensì generoso. E molto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alina (15-10-2008) Un thriller di buona fattura sebbene non originalissimo. Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
A-Man andreaammannati1951@libero.it (27-11-2007) Devo dire sinceramente che a me questo thriller è piaciuto moltissimo.Silegge molto bene i personaggi sono molto ben caraterizzati e T.riesce ad incollarti alle pagine con una tensione esponensiale fino al colpo di scena finale.Per chi ama il thriller quì troverà pane per i suoi denti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eugenio (15-11-2007) Discreto thriller ma, a parte l'ambientazione nel nord della Francia, somigliante ai soliti gialli con serial killer mostri di cattiveria e lieto fine nelle ultime pagine Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Raf (09-07-2007) Un buon romanzo, un po' eccessivo nei toni. Ho preferito la componente realistica e l'ambientazione nel Nord della Francia a quella grandguignolesca-gotica. Per gli altri commentatori, una nota: ho intervistato io stessa Thilliez per una rivista, "Il silenzio degli innocenti" è dichiaratamente la sua fonte di ispirazione! E cita gli stessi Chattam e Grangé tra gli autori che ama. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Valentina (05-07-2007) Il libro non è male, anche sembra quasi di avere davanti agli occhi un film americano... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Bruno bruno.piano@yahoo.it (04-07-2007) Ma perchè tutti "accostano" questo thriller a Il silenzio degli innocenti? Solo per una particolare pratica dell'assassino? E' un paragone unicamente pubblicitario, secondo me, perchè non hanno nulla in comune. Harris è Harris, stop.
Qui abbiamo un buon thriller, buoni spunti, scritto bene, scorre bene. Peronalmente sono rimasto deluso dal finale, ma tant'è.
Comunque lo consiglio agli appassionati di thriller.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paolo paolofour@virgilio.it (28-04-2007) Senza tenere conto del tentato scopiazzamento da " Il silenzio degli innocenti", vedi quando il poliziotto con la pistola tesa in avanti cammina per le stanzae buie della casa; e altre scene che non sto quì ad elencare, ho trovato carino questo romanzo. Il finale mi ha lasciato con un pugno di mosche, per non parlare delle doppie linnee della vita spezzate in cocomitanza con la morte dei genitori della belva, banale e poco credibile. Direi che per essere un romanzo d'esordio non è male. Per chi può interesare, ho trovato piacevole un'altro romanzo d'esorido dal titolo "34" edito da "il molo". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luke77 lucamoran@libero.it (09-04-2007) La trama è bella, e il libro si legge molto velocemente. Come stile l'autore mi ricorda Chattam( che però rimane di un altro pianeta) e anche i temi trattati e le caratterizzazioni dei peronaggi si accostano molto di più al Veleno del Ragno rispetto che al Silenzio degli Innocenti.Il finale poteva essere migliore, comunque sono curioso di leggere il prossimo libro di questo scrittore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alessio (01-04-2007) Il libro l'ho finito in soli 2 giorni. Mi è piaciuto Molto! Forse è troppo accostare questo romanzo al "Silenzio degli Innocenti" che per me rimane il Top. Azzardato anche accostare questo scrittore al genio insuperabile di Chattam e Grangè......leggete la Trilogia del Male oppure Linea Nera e saprete cosa vuol dire provare Terrore. Questo libro d'esordio è cmq un buon inizio. Per gli amanti del Thriller è da consigliare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto (24-03-2007) E un buon libro. Si legge molto rapidamente. Però diciamo la verita, la scopiazzatura con "il silenzio degli innocenti" è proprio evidente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
nick (21-03-2007) Dico subito che non sono un grande estimatore dei libri genere serial killer, perchè sostanzialmente tutti hanno la stessa struttura, con l'immancabile lieto fine. Manca perciò il sale della lettura, rappresentato dalla incertezza su quanto sta per succedere e come il racconto terminerà.
Il nostro libro non si sottrae a tale impostazione: ma le ultime 50 pagine sono a dir poco da brivido ed allucinate e, a mio parere, superano "Il silenzio degli innocenti".
Meritato perciò un voto alto, considerato anche che è l'esordio dell'autore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nereo Trabacchi nereino@yahoo.it (16-03-2007) Ho acquistato questo libro dopo averne letto la recensione sul corriere della sera che lo segnalava come la risposta eruopea del Silenzio degli innocenti. Per l'amor del cielo............
Certo è comunque un buon romanzo che si lascia leggere e capire con facilità, ma invito (per l'ovvio valore che può avere) gli adetti ai lavori di esser un pò più accorti nei loro commenti. Grazie. Nereo. Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 21
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