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Delalande Arnaud - La trappola di Dante | Venezia, 1756. Sul palcoscenico del Teatro San Luca qualcuno ha allestito una macabra rappresentazione: un giovane e brillante attore è stato ucciso, inchiodato a una croce, e sul suo petto sono stati tracciati alcuni versi inquietanti. Forse si tratta soltanto di un'atroce vendetta, ma il Doge legge in quel delitto l'ultimo e il più allarmante segno di un potere occulto che mira a serrare il cuore stesso della Repubblica in una stretta mortale, un potere che deve essere fermato con qualsiasi mezzo, lecito o illecito. Spia, giocatore, spadaccino, violinista, donnaiolo, Pietro Viravolta sa muoversi come pochi altri nei meandri della raffinata e libertina società veneziana. Ha tuttavia commesso l'errore fatale di sedurre Anna, la sposa del suo protettore, e quell'insolenza lo ha condotto ai Piombi, prigioniero nella cella accanto a Giacomo Casanova. Pietro è disposto a tutto pur di riconquistare il suo bene più prezioso - la libertà -, persino ad accettare l'incarico di condurre un'indagine sul delitto del Teatro San Luca. Seguendo piste oscure e tortuose come le calli di Venezia, parlando con cortigiane e prelati, con gentiluomini e truffatori, Pietro comprende ben presto l'agghiacciante verità: l'assassino sta punendo le sue vittime con gli stessi tormenti infernali immaginati da Dante nella Divina Commedia.
Media Voto: 2.6 / 5Alessio carnott@alice.it (30-08-2011) Stenta a decollare!!L'originalità della vicenda, non è accompagnata da una scrittura veloce, chiara e lineare. Troppo artificioso, meccanico, la penna dell'autore manca di personalità di rapidità e catarsi tipici di un thriller. Sembra quasi di "leggere" un film, ma alla tv. Come primo esperimento il voto è sufficiente, vale la pena di leggerlo. Un consiglio all'autore:
SCRITTURA PIU' RAPIDA, ORIGINALE MA SOPRATTUTTO CHE REGALI EMOZIONI. MENO NARRATIVA E PIU' GIALLO!!!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Cristina cri.isola@yahoo.it (25-09-2009) Terribilmente noioso.
Per finirlo ho impiegato più di un mese e mezzo. La storia non regge, non appassiona e la fine è banale.
Pessimo. Per usare un eufemismo.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Deza (27-08-2009) La fiera della banalità... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Gianfranco gianfranco.baratti@tiscali.it (15-02-2008) Si tratta di un romanzo leggibile, purché non si cerchi "troppo" il rapporto con la Divina Commedia. La trama è scorrevole, e l'autore mostra una discreta capacità di creare suspence. Forse un po' didascalico in qualche descrizione veneziana. Tra i personaggi vi compaiono, di sfuggita, Carlo Goldoni e Giacomo Casanova. Una storia che coinvolge sufficientemente. Non è male. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Laurin (22-11-2007) Piacevole lettura in una cupa ambientazione storica.
Purtroppo però, la trama, sebbene contenesse molti elementi affascinanti (Venezia nel 700, durante il carnevale, Casanova, omicidi in serie ispirati alla Divina Commendia ecc) non è riuscita a coinvolgermi veramente.
Inoltre, mi ha molto infastidito il fatto che l'autore abbia spudoratamente rubacchiato dalle memorie di Giacomo Casanova per dare vita, personalità e storia al proprio protagonista!!! L'autore ha letterlamente clonato l'identità di Casanova..e alla fine del libro ha semplicemente ringraziato le Memorie del celebre veneziano....per la descrizione del carnevale, quando, a mio avviso avrebbe dovuto, ringraziarlo per ben altro....
Non solo ha mancato di originalità, ma ha anche tentato di nascondere il misfatto!!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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