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Stuckart Diane A. S. - La mossa dell'alfiere | Milano, 1483. Il duca Ludovico Sforza, detto il Moro, e il suo ospite, l'ambasciatore di Francia, hanno entrambi messo gli occhi su un dipinto che Leonardo da Vinci, da poco nominato ingegnere di corte, ha portato con sé da Firenze. Per stabilire chi di loro si aggiudicherà quel capolavoro, i due nobili si sfidano a una partita a scacchi viventi. Durante il gioco, però, accade l'irreparabile: il conte di Ferrara, che impersonava l'alfiere bianco, viene trovato morto nel cortile del castello. L'omicidio getta l'ombra del sospetto sulla corte e il Moro, temendo che si tratti di una congiura ordita da uno dei suoi consiglieri, chiede l'aiuto di Leonardo, l'unico uomo la cui integrità non potrebbe mai essere messa in dubbio. Il maestro accetta d'indagare sull'assassinio, ma, per poter raccogliere tutti gli indizi, ha bisogno di osservare il personale del castello senza dare nell'occhio, cosa che, data la sua fama, gli è impossibile. Perciò si affida all'abilità e alla scaltrezza del suo nuovo apprendista, Dino, e lo incarica di essere i suoi occhi e le sue orecchie. Compito non facile per il giovane, che dovrà sia aiutare Leonardo a smascherare il colpevole sia riuscire a tenere celato il proprio segreto. Un segreto che, se scoperto, potrebbe mettere a repentaglio non solo la vita di Dino, ma anche quella del maestro...
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.3 / 5Fabio fabio.tadini@yahoo.it (13-05-2011) Il fatto che si susseguano commenti positivi e negativi a questo libro non stupisce; la realtà è che molto dipende dalle aspettative. Se cercate un thriller mozzafiato non ci siamo assolutamente, così come se cercate un dettagliato resoconto storico della vita a Milano nel XV secolo; viceversa si tratta di un romanzo che utilizza personaggi storici noti e meno noti per raccontare una vicenda che è un po' storia (notevole la descrizione del ruolo della donna rinascimentale nonchè quella dell'attività di apprendista, e dei bizzarri usi e costumi delle corti dell'epoca) ed un po'giallo. Certamente l'indagine in sé è blanda, il personaggio di Dino/Delfina un po' caricaturale e poco credibile, quello di Leonardo abbozzato (anche se in alcune parti rende molto bene come doveva apparire "strambo" ai suoi contemporanei...) e la vicenda è assai semplice pur avendo l'autrice cercato di confondere all'ultimo il lettore con una sorta di doppio finale, ma credo che stroncarlo non sia giusto, quantomeno per essere ambientato nella mia città... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Il Lonfo (14-06-2010) Terrificante! Un libro banale, scontato, scritto in maniera infantile (o almeno la traduzione così lo fa sembrare).
Non basta inserire Leonardo nella trama per fare un bel libro ..... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Steve (28-04-2010) Un buon romanzo che si legge velocemente.
Mi è piaciuta la nuova veste di un Leonardo da Vinci investigatore e la descrizione della Milano di quel tempo, scontata la vera identità di Dino e alcuni passaggi sono un po' "tirati".
Tutto sommato un libro piacevole. Consigliato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paola cellario@tin.it (16-03-2010) bellissimo libro in cui si mescolano storia e romanzo giallo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
NADIA3 (08-03-2010) Libretto buono per una lettura non oltre i 14 anni vista la banalità e la piattezza della scrittura.La trama è insulsa e i" colpi di scena"sono telefonati due pagine prima. L'unica cosa interessante,forse,è la ricostruzione della vita di quei tempi anche se non si capisce se sia veramente dovuta ad una ricerca storica o ad un sentito dire.Comunque si finisce in fretta e questo è sicuramente un pregio! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sara (17-12-2009) Una trama assolutamente priva di qualsiasi originalità, direi un collage di luoghi comuni, che usa il nome di Leonardo solo per attirare l'attenzione. Quale sia il segreto di Dino si indovina già dalle prime pagine e il personaggio di Leonardo è una sbiadita via di mezzo fra Sherlock Holmes e il Guglielmo da Baskerville del nome della Rosa.
Un libro decisamente banale che ha come unico spunto di interesse la ricostruzione del periodo storico, anche se non so quanto possa essere veritiera dal punto di vista dei rapporti sociali e di quella che poteva essere la "coscienza di se'" di chi apparteneva alle classi più povere.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Maurizio geo307pgt@yahoo.it (29-09-2009) concordo con Chiara171 che lo definisce un leggero giallo storico. personalmente considero un pò prematuro nel libro il momento in cui viene svelata la vera identità di Dino ma questo non intacca la piacevolezza della lettura di questo libro. non conoscevo questa autrice ma spero in un suo nuovo romanzo a breve.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara171 (25-09-2009) Leggero giallo storico con una vivace descrizione della Milano quattrocentesca, dei suoi usi, costumi e rapporti sociali. Le figure di Leonardo investigatore e soprattutto del suo apprendista Dino sono vivide e piene e l'intreccio ben costruito, anche se qualche volta esagerato. Lieve e ben fatto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bracardirum brunosettimj@msn.com (31-08-2009) Si tratta di un criminal diciamo medievale dotato di una trama interessante anche sotto il profilo parastorico e di buona ma non esasperata suspense, e cioè senza quei furbastri e dozzinali break narrativi, tanto cari alle produzioni di massa, che costringono i lettori meno superficiali ad incessanti quanto affannose retrospezioni commemorative delle singole stazioni. Ambientato ai tempi assassini - più "onestamente" assassini - delle diplomazie interne ed internazionali di ogni corte che "si" rispettasse dell'epoca, il racconto ci conduce nel grandioso Castello milanese di Ludovico Sforza detto Il Moro, ma più dettagliatamente nella bottega d'arte del maestro e ingegnere di corte Leonardo da Vinci, personaggio non certo di primissimo rango ai suoi tempi, anche se di inestimabile ai nostri. [Un argomento, visto che ci siamo, questo sul rango degli artisti nelle società delle varie epoche, portato spesso tout court a dimostrazione di una pretesa quanto trionfante affermazione dei valori artistici nelle odierne società cosiddette civili, e quindi ulteriore sintomo di indiscutibile quanto generico progresso culturale; anziché essere considerato come onesta, ed ulteriore, confessione di impotenza di fronte alla inarrestabile massificazione consumistica dei criteri di riconoscimento dei "veri" artisti, e dello stesso progresso "in sé" (d'altronde razionalmente privo di riconoscibilità, anzi di significato, come tutti gli "in sé" e tutti gli "assoluti", che sono termini "in-sensabili" e quindi "insensati" per definizione)] Tornando al romanzo, aggiungo che l'io narrante è credibilmente ed efficacemente rappresentato da uno dei discepoli sgomitanti a paga e rango zero nella bottega del Maestro, anche se presto si scopre che è una donna, dal bel nome Delfina della Fazia, che però non sono riuscito a scoprire se storico o immaginario. Ma donna lo è anche l'autrice e così va a finire che, almeno in questa decostruzione epocale, Leonardo non si vede molto e chi ci fa la migliore figura è proprio una ragazza e va bene così. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
julie93 (29-08-2009) Meraviglioso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! L'ho letto in due giorni e non vedo l'ora che esca il seguito. Un Leonardo da Vinci ben costruito e tutti i personaggi sono accattivanti così come il narratore Dino. Brava Diane Stuckart!!!!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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