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Hamilton Laurell K. - Nel cuore della notte | Dal giorno del suo ritorno nel regno di Faerie, alla principessa Meredith NicEssus è stato affidato un compito decisivo per la sopravvivenza della stirpe reale: concepire un erede. Ecco perché, cercando di spezzare il sortilegio che impedisce alle donne fey di procreare, ogni notte lei si concede alle sue guardie sidhe. Eppure sono in molti a tramare nell'ombra perché il tentativo fallisca, soprattutto i nobili ostili a sua zia Andais, regina dell'Aria e delle Tenebre, spaventati dalla capacità di Merry di risvegliare nei sidhe il potere magico che avevano perduto da migliaia di anni. Perciò, quando la corte Unseelie diventa il teatro di un efferato duplice omicidio, la giovane principessa capisce che gli unici di cui si può fidare sono gli umani e, sfidando l'ira di Andais, chiede aiuto alla polizia di St. Louis per smascherare i colpevoli. Nel frattempo, però, la stessa Merry deve lottare contro la propria sensualità per non cadere vittima del fascino ammaliante di Mistral, il signore delle Tempeste, dato che la loro unione potrebbe sprigionare energie che vanno oltre ogni immaginazione.
| La recensione de L'Indice |
 La creatura più nota dell'autrice, enormemente popolare negli Stati Uniti, è senz'altro la cacciatrice di vampiri Anita Blake, eroina di un fortunato ciclo di romanzi pure in corso di traduzione per Nord: e la principessa-fata Meredith, protagonista di questa diversa saga giunta alla quarta puntata, con un piede tra i mortali e un altro tra i continui intrighi della corte sidhe, ne è in qualche modo una sorella minore. Già la lunga conferenza stampa delle prime pagine del romanzo, con il confronto tra i cronisti umani e la principessa reduce da un attentato, è emblematica dello spirito di storie fortemente giocate sulle curiose differenze di usi del mondo Faerie, a partire dalla vita sessuale vivace e improbabilmente fantasiosa. Se infatti il "romanticismo sexy" (definizione da quarta di copertina che accentua di caso in caso sostantivo o aggettivo) sta trionfando nella nuova vulgata vampiresca e anzi ne rappresenta una delle più gettonate caratteristiche, proprio il ciclo di Meredith Gentry rivela l'estrema elasticità di questa maliziosa, più o meno ironica declinazione del rosa e il suo utilizzo in un più ampio panorama fantastico, noto solo in minima parte ai lettori nostrani. È insomma lecito immaginare che tramontata la stagione dei Lunghi Canini, la formula potrà riproporsi senza soluzione di continuità con protagonisti anche piuttosto diversi. Certo, l'attenzione con cui Hamilton descrive minutamente l'abbigliamento dei personaggi, sottolineando le caratteristiche sensuali di belloni muscolosi dai capelli lunghissimi, finisce con il corteggiare il kitsch: ma è interessante cogliere la parentela ideale (voluta? forse no) di questi sidhe un po' apocrifi con un orizzonte di figure non meno bizzarre, intente ad azzuffarsi in calzamaglie variopinte nei cieli a fumetti dei supereroi statunitensi. Insomma, dimenticate Tolkien. Franco Pezzini |
Sonia (31-01-2010) il peggior libro della Hamilton. Sono una sua fan, ma 400 pagine di una trama che poco ha a che vedere col soprannaturale mi hanno delusa. Non si può prendere come paravento la storia di Meredith per propinarci una brutta copia di un romanzo oseè. Da dimenticare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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