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Lombardi Vallauri Edoardo - Grammatica funzionale delle avverbiali italiane | Il volume applica per la prima volta in maniera sistematica alle subordinate avverbiali italiane gli assunti teorici di cui si trova oggi in possesso la linguistica funzionale. La grammatica dei costrutti italiani viene esaminata attraverso il filtro di concetti quali presupposizione, struttura tema-rema e dato-nuovo, così come risultano attualmente definiti dalle impostazioni teoriche prevalenti, e rispetto alle quali l'autore ha messo a punto in molti lavori degli ultimi anni una sintesi efficace. Il risultato è un contributo notevole alla conoscenza della subordinazione italiana, che permette di vedere le ragioni semantico-pragmatiche, finora ignorate o male intese, di un gran numero di fatti che operano con regolarità nella grammatica delle subordinate temporali, comparative, causali, finali, consecutive, concessive, ipotetiche e condizionali italiane.
| La recensione de L'Indice |

recensioni di Tavano, A. L'Indice del 2000, n. 10
Le frasi avverbiali italiane sono l'oggetto di indagine del libro. Si definiscono avverbiali quelle frasi subordinate che potrebbero essere sostituite da un avverbio incluso nella frase principale. Questa definizione comprende tra le altre le finali, le consecutive, le temporali.Le avverbiali mostrano comportamenti molto interessanti soprattutto dal punto di vista pragmatico, comportamenti che per certi aspetti sono simili e per altri contraddittori. Pertanto, riuscire a riunirle per mezzo di una descrizione esaustiva e pochi principi esplicativi significa raggiungere un risultato di interesse per la scienza linguistica. L'approccio funzionale, applicato dall'autore, intende dare coerenza ai diversi comportamenti pragmatici, semantici e sintattici delle avverbiali.
Ciascun tipo di frase viene inizialmente valutato sulla base della struttura informativa: quale parte dell'enunciato veicola il nuovo rispetto al dato? Questa indagine a sua volta è messa a confronto con il tipo di intonazione che si accompagna agli enunciati: nel caso delle frasi complesse, si indaga se le principali o le avverbiali portino l'accento di frase, determinando così dove risiede la forza comunicativa dell'enunciato (rema) e quale parte è invece introduttiva o circostanziale (tema).Tema e rema entrano l'un l'altro in relazioni semantiche di specificazione o coesistenza: queste relazioni hanno un peso sulla sintassi della frase complessa.
I risultati dei rilievi informativi e semantici vengono messi in relazione per fornire un quadro che spieghi sia gli aspetti cognitivi della comprensione legati all'elaborazione dell'informazione (come la presupposizione), sia le particolarità delle relazioni semantiche instaurate fra le frasi.L'articolazione delle opposizioni dato/nuovo, tema/rema, presupposto/asserito, riesce a coprire il gran numero di fenomeni preso in esame.
In alcuni casi l'autore dimostra che alcuni vincoli pragmatici agiscono per determinare e influenzare aspetti sintattici, aggiungendo credibilità all'approccio teorico funzionalista, che nella funzione comunicativa degli enunciati indaga l'interazione e l'influenza reciproca dei livelli linguistici.
Alessandro Tavano
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