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Falanga Gianluca - Non si può dividere il cielo. Storie dal muro di Berlino |
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Titolo | Non si può dividere il cielo. Storie dal muro di Berlino |
| Autore | Falanga Gianluca | Prezzo Sconto 15%
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€ 19,12 
(Prezzo di copertina € 22,50 Risparmio € 3,38)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 256 p., brossura |
| Editore | Carocci
(collana Le sfere) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Lo si diceva già al tempo. Quando un giorno tutta questa storia sarà finita, si farà fatica a credere che sia davvero accaduta: una città divisa in due da un muro, come in un'antica leggenda orientale... Sono passati vent'anni da quella notte di novembre del 1989 quando il Muro di Berlino - triste e barbara icona della Guerra fredda che per quasi mezzo secolo aveva tenuto divisi la Germania e il mondo intero in due blocchi ostili e contrapposti - venne preso a simboliche picconate dai berlinesi in festa. E a soli due decenni di distanza, riesce già difficile immaginare come sia stato possibile, nel cuore della civile Europa, pensare, realizzare, gestire e giustificare una simile assurda costruzione. Ma altrettanto assurde sono le storie, i destini dei tanti uomini e delle tante donne che, da un lato e dall'altro, si trovarono costretti a vivere all'ombra del muro più famoso e temuto del mondo, 160 chilometri di cemento armato che si inoltravano nel cuore urbano, tagliando in due tutto quanto si trovasse sul loro corso: strade, fiumi, boschi, case, cimiteri, famiglie, amicizie, affetti... E vite umane. Ecco perché il "Muro" non può essere ricordato né efficacemente spiegato senza raccontare almeno alcune delle numerose vicende individuali: storie paradossali, spesso avventurose e ancor più spesso drammatiche, di uomini e donne che non solo si adeguarono a vivere nella città divisa, ma che il Muro seppero anche coraggiosamente denunciarlo e sfidarlo.
| La recensione de L'Indice |
 Il muro lungo 160 chilometri, che ha diviso Berlino per quasi trent'anni, non è stato solo un simbolo ma anche l'ingombrante elemento di una sconvolta topografia: per evocare il quotidiano dolore e i lancinanti lutti che provocò, è essenziale allineare storie a partire dalla sua angosciante erezione (13 agosto 1961). Falanga, che vive a Berlino e ha esperienza di scrittura poetica, ha le carte in regola per trattare il tema da due versanti: che cosa ha rappresentato l'artificioso confine e come ora se ne può tramandare la memoria. Il libro scarta l'indagine sociologica né ambisce a inquadrare l'invenzione nella guerra fredda. Si sceglie l'ottica di un cronista che osserva con pena: "Anche alla fantasia più sfrenata di un autore di romanzi di fantascienza riuscirebbe difficile immaginare come ad un certo punto una grossa metropoli europea (
) possa venire tagliata in due metà, brutalmente, come con un colpo di accetta". La politica pretesa realistica, basata sulla plastica esibizione dei rapporti di forza, prevalse sulla fantascienza. Non per tutti i berlinesi il Muro ebbe identici effetti. Gli abitanti della metà occidentale non lo sentirono quale mezzo d'isolamento. I "murati vivi" furono gli altri, che, tuttavia, ricercarono mille espedienti per adeguarsi al mostro. Che diventa gradualmente anche attrazione turistica: "Per molti è come fare un viaggio nel tempo, ritornare in un clima di guerra". Tragedia e commedia si mischiano. Sangue e graffiti si alternano fino alla nottata del 9 novembre 1989. A commemorazione si sono letti pezzi dove l'allegoria del Muro è stata impiegata per sostenere che per un muro abbattuto altri ne sono sorti. Vero. Bisognerà, però, guardarsi dal rimuovere una specifica tragedia segnata da quel Muro avvolgendola in una generica indeterminatezza semantica tuttofare. Roberto Barzanti |
M.T. (16-11-2009) Una descrizione esauriente della costruzione e distruzione del Muro di Berlino, a tratti noiosa, senza pathos e senza una immagine eccetto quella di copertina. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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