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Lethem Jonathan - Ragazza con paesaggio | Sulla Terra lo strato di ozono è ormai un lontano ricordo e gli uomini resistono ai raggi solari solamente grazie a speciali tende portatili. La quattordicenne Pella Marsh presto si trasferirà con il padre e due fratelli sul Pianeta degli Archisti, teatro di una civiltà molto evoluta. La colonizzazione umana del nuovo pianeta è ancora recente, e l'aria che si respira è quella di una frontiera, sebbene gli alieni superstiti non siano affatto ostili. Il padre decide che né lui né i figli prenderanno i farmaci per contrastare l'azione dei virus archisti, e così Pella, che deve fare i conti con la recente perdita della madre e con l'ingresso nell'adolescenza, si ritrova a sprofondare in strani sonni...
6 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Mimmo (08-03-2007) Matteo ti rispondo volentieri, anche se non sono così fresco di lettura.A mio parere,ripeto,"Ragazza con paesaggio"è un'allegoria della conquista del west,è una critica alla colonizzazione fatta senza il rispetto della cultura e delle tradizioni dei nativi(non so a te ma "Genuflessione Sfuggente" mi sà di indiano),è un monito a chi fà del male(L'America?)ad altri popoli per propri interessi.Se poi ci mettiamo pure che è ambientato nel futuro e su un altro pianeta beh io la fantascienza ce la vedo.Tu invece cosa ci hai visto? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
matteo7 (23-02-2007) No non ci siamo proprio Lethem....l'idea sarebbe anche carina è scritto bene ma l'ambientazione del pianeta è a dir poco ridicola, i rapporti tra i personaggi pure....scusa Mimmo passi per la fantascienza(anche se per me è ben altro) ma il western dove lo hai visto? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Latinese (19-12-2006) Mi fa piacere che altri si siano espressi positivamente su questo romanzo che personalmente amo. Perché ci hanno messo tanto a pubblicarlo, chiede qualcuno? Bo', forse stavano appresso a qualche scrittore più modaiolo... e dire che in America Lethem è considerato uno dei "giovani" (in realtà è quarantenne, ma in letturatura tutto è relativo) più brillanti. Ma qui da noi chi ci capisce veramente qualcosa di letteratura americana? Comunque, il western c'è e la fantascienza pure, e gli indiani anche, e l'America ci sta a pacchi. (E il padre politicante radical fallito della protagonista a me fa sempre pensare a Clinton, mi sbaglierò...) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (12-10-2006) Ottimo quanto si dice nel risvolto di copertina, citando Tim Burton e la fantasia "non-allineata" di Lethem: è un gran libro, sottile e profondo, fantasioso e ricco di spunti. Manca l'elemento divertente, il lato bizzarramente comico (o involontariamente tale, per non dir tragicomico) a cui Lethem ci ha abituati in altri testi, dai racconti a Motherless Brooklyn e Amnesia Moon.
Anche lo stile è un po' più asciutto, forse meno creativo e frizzante, ma più utile allo scopo, in definitiva. Un libro del 1998 (pubblicato solo adesso in Italia), con qualcosa di dolente al suo interno, un libro che fa pensare e ripensare e ripensare a ciò che siamo e ciò che facciamo e ciò che faremo, di male nel mondo. Nei mondi, come uomini. Fuorviante, direi, il giudizio del NYT, che parlò a suo tempo di fusione di western e fantascienza. C'è da ripetersi, ok, ma Lethem è un cavallo di razza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimiliano Monaco (13-09-2006) Un racconto metaforico, arguto e intelligente. Un narratore ironico e fantasioso. Lo consiglio a tutti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mimmo (06-09-2006) La nostra idiozia non avrà mai fine?Faremo danni anche quando colonizzeremo altri pianeti?Lethem critica più che esplicitamente il modo in cui gli europei hanno distrutto la cultura e le tradizioni dei nativi americani,regalandoci questo romanzo che è a metà tra un western e un un libro di fantascienza.Lethem ha fantasia da vendere e scrive veramente bene.Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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