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Taibo Paco Ignacio II - Ritornano le ombre | Rinchiuso in un manicomio alla periferia della capitale, un uomo condannato per l'assassinio della moglie, ripercorre con sistematico disordine la storia del Messico degli anni Quaranta. Ne esce un ritratto sgangherato e meravigliosamente assurdo che dimostra che la realtà ha poco a che fare con la ragione. Così ritroviamo i quattro personaggi protagonisti di "Ombre nell'ombra" vent'anni dopo, in uno scenario addirittura delirante: è il 1941, il Messico sta per dichiarare guerra alla Germania, e Hitler si inietta caffeina messicana e assume peyote per resistere alla pressione del fronte orientale; nella selva del Chiapas un gruppo di tedeschi in uniforme marcia intorno a un vecchio grammofono, mentre un cinese li insegue per ucciderli.
| La recensione de L'Indice |
 Cosa fanno dei giovani nazisti nel cuore della foresta messicana? Chi li autorizza a commettere violenze ed espropriazioni ai danni degli indios del Chiapas? Sa il ministro degli Interni Mateo Alemán che la sua seducente amante è una spia del governo tedesco? Con quale scopo sommergibili del Terzo Reich si aggirano nei profondi mari caraibici? Quali rapporti esistono fra le sette esoteriche messicane e Hitler? Questi e altri sono gli interrogativi a cui si propongono di rispondere i quattro eroi di Ritornano le ombre: fantasmi invecchiati ammaccati dagli anni e dall'inattività dei protagonisti di Ombre nell'ombra (Tropea 1996) di cui Paco Ignacio Taibo II offre ora un seguito. Eppure le loro incredibili e rocambolesche avventure sullo sfondo di un Messico alle soglie della guerra nei primi anni quaranta li porteranno a trovare delle soluzioni agli strani enigmi e alle sorprese che il destino non cessa di riservare loro. Nel vertiginoso susseguirsi di capitoli ed eventi partendo da personaggi e dati reali scoperti fra archivi e segreti di stato si disegna uno stralcio inedito della storia messicana e mondiale nascosta e collaterale a quella ufficiale. E sebbene spesso la realtà sconfini dichiaratamente nella finzione il romanzo nella sua continua mescolanza di generi – dal noir al poliziesco dallo storico all'avventuroso – offre un simbolo e una denuncia della politica messicana di sempre oltreché una trasfigurazione della sua storia più recente. E al contempo svela nell'ultima pagina dove l'autore dopo essersi smarrito nel caos delle avventure e delle peripezie tira abilmente le fila della narrazione che il vero protagonista è proprio lui. Uno scrittore sorridente e divertito che si beffa con ironia dei canoni del genere poliziesco e forse ancor più di sé stesso. Barbara Destefanis
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Media Voto: 5 / 5Francesco francesco@morante.it (20-09-2003) Un grande scrittore, che riesce a plasmare la materia narrativa con grande sicurezza ed originalità, conducendo il lettore in un gioco di specchi di grande impatto. La storia si dipana in maniera a volte contorta e richiede un minimo di impegno nella lettura, sforzo che viene però ampiamente ripagato da un caleidoscopio di immagini e storie che soddisfano ampiamente anche il lettore più smaliziato. Paco Ignacio Taibo II è uno scrittore che sicuramente può essere inserito nel novero dei grandi narratori latino-americani del Novecento. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide Bottero d.bottero@tin.it (19-05-2003) Un bel romanzo, che diventa intricante se gia' si e' letto "ombre nell'ombra".
Il Messico al tempo della seconda guerra mondiale, con le connessioni tra capitale, potere politico, egemonia militare e pazzia nazista... Entra nel romanzo Hemingway come co-protagonista descritto come un po' patetico e social confuso...
I quattro amici sono tenaci piu' che mai... anche se il ruolo attivo e' lasciato al sindacalista anarchico di origine cinese.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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