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Peace David - Millenovecento80

Millenovecento80 TitoloMillenovecento80
AutorePeace David
Prezzo
Sconto 15%
€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
Prezzi in altre valute
Dati2004, 378 p., brossura
TraduttorePensante M.
EditoreTropea  (collana Le gaggie)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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Descrizione
Una storia livida e feroce ispirata ai delitti commessi fra gli anni Settanta e Ottanta dallo "squartatore dello Yorkshire". Nell'inverno del 1980 il serial killer uccise la sua tredicesima vittima. Nel romanzo, il vicecapo della polizia Hunter si batte con ogni mezzo per porre fine a questa catena di omicidi infernali, ma viene trascinato in un gorgo di crudeltà, corruzione e squallore. Dopo l'incendio della sua casa, le minacce alla moglie e il voltafaccia dei colleghi, la sua ricerca diventa una questione personale di vita o di morte. Un thriller rabbioso e disturbante imperniato sulla battaglia tra due uomini disperati, entrambi determinati a distruggere l'altro.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

Terza parte di una tetralogia, dopo 1974, 1977 e prima di Millenovecento84, di prossima pubblicazione, questo romanzo di David Peace intreccia realtà e finzione ricostruendo i delitti dello Squartatore dello Yorkshire. Il protagonista e narratore è Peter Hunter, vicecapo della polizia della contea di Manchester, incaricato di affiancare, insieme a un gruppo di fidati collaboratori, i poliziotti di Leeds nell'inchiesta sul serial killer di donne che da sei anni sta terrorizzando la regione, tanto da meritarsi l'evocativo soprannome di Jack lo Squartatore. A Hunter, il cacciatore, è dunque affidato il compito di individuare eventuali mancanze o negligenze nell'operato dei suoi colleghi di Leeds, e questo ruolo gli procura subito antipatia, ostilità e tentativi di boicottaggio. Nelle tre settimane in cui si svolge la vicenda, Hunter porta alla luce una rete di crimini e connivenze che coinvolge molti poliziotti e che finirà per travolgere anche i suoi amici e la sua famiglia, conducendo a un finale drammaticamente ambiguo. A fare da contrappunto alla voce narrante, tra un capitolo e l'altro troviamo le varie puntate di una lunga, allucinata e sconnessa confessione dello Squartatore, vero filo conduttore di tutto il romanzo e vera chiave per comprendere a fondo il meccanismo narrativo. Millenovecento80 è infatti un romanzo molto coinvolgente, anche per la sua abilità nel rievocare, sullo sfondo, gli avvenimenti drammatici che hanno colpito l'Inghilterra e il mondo nel dicembre del 1980, dall'assassinio di John Lennon alle bombe dell'Ira; proprio per la complessità dell'intreccio e per la particolarità della scrittura, spesso frammentaria e allusiva, è però un libro che non consente al lettore la minima distrazione.

Elisabetta Severina

I vostri commenti
10 recensioni presenti.  Media Voto: 4.3 / 5

NeroPioggia piotor81@yahoo.it (20-12-2005)
Riletto anche il miglior libro del seminale red riding quartet. Rivissute le esperienze del migliore personaggio della quadrilogia di Peace, il vicecapo Peter Hunter, santo stronzo come è stato chiamato dai colleghi, in realtà l'uomo più pulito di tutti quelli trovati dal 1974 al 1980. Anche lui ha delle ombre nel suo passato, ma per la prima volta si trova un uomo innamorato di sua moglie. Non è poco nel mondo di Peace. Libro estremamente difficile, gli indizi sono ancora più striminziti che in passato, qualche difetto nel plot, Peace va contro qualche regola classica dei gialli (non svelo come nè perchè...nel caso in cui qualcuno non abbia ancora letto il libro), ma il mio autore preferito nel complesso non sbaglia il colpo. Lascia ancora molto da chiarire. Lascia ancora molti spunti per farci capire quanto sia degenerato il nostro mondo. Grandi le descrizioni di Leeds e dei luoghi dei fatti, grandi le caratterizzazioni dei presonaggi. Un libro da leggere se non vi piacciono le fiabe o le storie happy ending.
Voto: 5 / 5
Bruno Delmastro emile_ex@libero.it (14-10-2005)
Un gran bel noir, da sconsigliare solo a chi proprio non digerisce il genere o non ha letto i due libri precedenti. Attendo con ansia il capitolo conclusivo della tetralogia...
Voto: 4 / 5
Max VG mvalzgris@class.it (25-07-2005)
Ho finito da poco 1980 e sono già a tre quarti di 1983. Che dire? Due capolavori: lo Yorkshire di Peace è un Cuore di Tenebra senza paragoni. Una metastasi morale senza cura e senza redenzione. Raramente un libro mi ha sconvolto tanto. Comunque, vengo al punto. E che punto: il finale di 1980 non l'ho capito. Chi lo sa, distrazione, poco intuito, stanchezza. Fatto sta che non ho capito come si sbroglia la matassa, soprattutto che fine fa Peter Hunter. Ecco perché sarei veramente grato se qualcuno volesse mandarmli una mail illuminandomi. Speravo che 1983 facesse luce, ma, a pagina 300, è ancora buio pesto. grazie in anticipo a chi vorrà aiutarmi. Max
Voto: 5 / 5
NADIA Nadia_Rossetti@regione.lombardia.it (11-07-2005)
ho letto il libro senza sapere dell'esistenza degli altri 2 infatti ho fatto molto fatica a capire e non credo di esserci riuscita tant'è che lo sto rileggendo molto attentamente. qualcuno può spiegarmi il significato del numero 6 e la frase manchiamo ilgradino. ma lo squartatore er bob craven?
Voto: 3 / 5
Greta gretel68@virgilio.it (09-07-2005)
Lo Squartatore dello Yorkshire è giunto alla sua tredicesima vittima. Peter Hunter, vicecapo della polizia della contea di Manchester, viene mandato ad indagare su chi ha indagato finora. Si troverà davanti un'indagine da incubo. Quella ossessionante per il serial killer e quella sofferta contro i suoi stessi colleghi. Secondo me questo libro è il migliore dei tre. Li ho letti tutti in sequenza e con la mente fresca per collegare i vari nomi e i vari aspetti dell'indagine, i vari passaggi e le ossessioni dei poliziotti, la vita normale (per chi ancora di loro ne ha) mischiata con la caccia al mostro. La corruzione, la paranoia, la vigliaccheria. Torno a ripetere che Peace scrive in un modo unico: tutto il brutto è ingigantito, non lascia scelta, non lascia speranza, esagera molto, ti fa venire i crampi allo stomaco. Ma Questo ultimo libro è più (passatemi il termine) "dolce". O forse potrei dire che è più chiaro. Riprende i temi letti in 1974 e 1977 e spiega, sempre a modo suo naturalmente certi passaggi troncati o fatti solo intendere. Sicuramente dovremo aspettare 1983 per poter chiudere definitivamente il cerchio. Sicuramente non mi sfuggirà, avrei letto subito anche quello.
Voto: 4 / 5
Fabio (04-07-2005)
Ottimo noir dove finzione e avvenimenti reali si mescolano per raccontare l'inghilterra come finora il giallo non aveva ancora fatto. Abbandonati i poliziotti tontoloni, comiche spalle di acuti investigatori, abandonate quelle ambientazioni fuori dal tempo e congelate nello spazio di una Agatha Christie o i tentativi, peraltro riusciti, di autori come P.D.JAMES e RUTH RENDELL di dare un taglio moderno al più classico dei generi, pur rimandendo spesso ancorate a uno stile ottocentesco, con David Peace il giallo inglese entra nell'era moderna.
Voto: 4 / 5
Francesco Pazienza (23-12-2004)
Non è che se uno adesso scrive una tetralogia deve aver per forza copiato da Ellroy; i libri di David Peace sono originalissimi, altro che plagio..... E pensare che 1983 si annuncia come il più duro dei quattro! Ribadisco che occorre leggere prima 1974 e 1977, altrimenti non si capisce nulla. (In fondo solo "Il grande nulla" e "L.A. Confidential" erano strettamente legati,Dalia nera e White jazz erano cose a se stanti).
Voto: 5 / 5
ugo (19-12-2004)
assolutamente straordinario
Voto: 5 / 5
Fabio (09-12-2004)
Dopo un vero e proprio tour de force (ho letto i 3 romanzi in una settimana) dal quale sono uscito esausto, posso dire che la prima impressione è stata: un plagio della tetralogia di L.A. di Ellroy - per le tematiche e anche per lo stile. Ellroy, a mio parere, è più raffinato quando descrive violenza, sesso e turpiloquio; ha saputo dosare con maggior maestria lo humor nero e la ferocia delle sue immagini. Personalmente, ma è una impressione a caldo, non riesco a capire fin dove si sia spinto Peace tanto da venir osannato come colui che ha portato al limite estremo il genere noir.
Voto: 3 / 5
Francesco Pazienza (06-12-2004)
Un incubo ad occhi aperti, ecco che cos' è questo 1980, il terzo tassello che verrà completato da 1983 (di prossima pubblicazione presso Tropea, speriamo presto, prestissimo, ma ne dubito!); si esce da questa lettura come storditi; qui vengono chiariti molti punti oscuri di 1974 e 1977, e 1983 renderà il quadro molto più limpido. Onestamente non credevo che il noir potesse toccare queste vette. Lo Squartatore dello Yorshire è stato preso, ma quanti scheletri ha nell' armadio la polizia? Peter Hunter, il protagonista, è un mito; per ora è il personaggio più riuscito di Peace. Un consiglio: leggetelo dopo 1974 e 1977, possibilmente tutti e tre di seguito: si tratta di un' esperienza indimenticabile!
Voto: 5 / 5

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