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Peace David - Millenovecento83

Millenovecento83 TitoloMillenovecento83
AutorePeace David
Prezzo
Sconto 15%
€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
Dati2005, 483 p., brossura
TraduttorePensante M.
EditoreTropea  (collana Le gaggie)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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Descrizione
L'ultima tappa di un viaggio allucinato e morboso nel disagio sociale dell'Inghilterra thatcheriana, tra prostitute vittime dello Squartatore, sbirri infami, pioggia senza fine e drinking culture. Nell'intreccio ansiogeno di 1983 il tema della corruzione e della perversione si amplifica: le vite di John, avvocato corrotto, BJ, ragazzo che vive di marchette, e Maurice, losco ufficiale di polizia la cui carriera è tempestata di episodi squallidi e brutali, convergono in un finale che ha il sapore di una vendetta feroce. Tra poliziotti e vittime, tra avvocati e criminali non c'è molta differenza: vivono tutti un incubo infernale fatto di paura, sofferenza e terrore.

I vostri commenti
7 recensioni presenti.  Media Voto: 4.28 / 5

gianca (06-10-2009)
Ecco, io vorrei fare una recensione a tutto il red riding quartet, perché, come ha già scritto qualcuno nel suo commento, è come se si trattasse di un solo libro, anziché di quattro. Ne consiglio quindi vivamente la lettura in ordine cronologico e in tempi ravvicinati, altrimenti si rischia di dimenticare particolari importanti richiamati da libro successivo. Io sono arrivato a compilare un quadro sinottico dei vari personaggi, indicando il volume e le pagine dove appaiono o dove compiono qualcosa di significativo ai fini della storia. Sono un grande appassionato di noir, in particolare americano, che ho sempre letto in quantità industriali, ma niente si avvicina alla quadrilogia di David Peace, che pure non ha avuto una grande fortuna editoriale, anzi vedo che 1974 e 1977 sono già esauriti.Se la dovessi riassumere in una parola, direi: IL MALE, si tratta di una rappresentazione di che cosa è il male, e non vi è distinzione tra buoni e cattivi, anzi come si suol dire, il più buono ha la rogna, immaginate i cattivi, allora, che siano poliziotti corrotti o maniaci, o lo squartatore dello Yorkshire. Peace ha immaginato attorno alla vicenda reale di quest' ultimo, una serie di storie che hanno per protagonisti un cronista di nera fallito (1974), due poliziotti (1977 e 1980) e un avvocato (1983) chiaramente tutti sulle tracce dello squartatore. Il salto di qualità non lo fanno fare i colpi di scena - numerosissimi - o i dialoghi - i più belli che io abbia mai letto - ma lo spessore dei protagonisti (per esempio, letto 1980, la figura di Peter Hunter ti rimane lì davanti agli occhi impressa, indelebile) e questa abilità geniale di Peace di ricreare quella cappa di angoscia, di oppressione, di terrore durata 9 anni su Leeds e l' intera ragione. Mi rammarica solo vedere che l' ultimo commento risale a due anni e mezzo fa, mentre libri sopravvalutati come Millennium hanno più di mille recensioni.....
Voto: 5 / 5
juri (16-02-2007)
occhei, è fatta: dopo uno, dopo due, dopo tre, dopo quattro volumi sono arrivato in fondo. o al fondo. al fondo, sì, mi piace di più. l'opera è completa, per chi l'ha scritta e per chi la legge, e non è detto sia la stessa cosa. non lo so cosa Peace avesse in mente e non ho la pretesa, come altri fanno, di volerlo spiegare nè a me nè a nessuno. lo sa lui, forse, e tanto basta. squartatore sì, squartatore no, è stato lui, è stata lei, son stati loro. chi se ne frega. sforzarsi di trovare il filo logico, per come la vedo io, è come sperare che il lato scuro della luna sia uguale a quello illuminato, è come sollevare lo specchio per vedere dietro, ed è peccato mortale. contano solo le suggestioni, e in questo Peace non lascia scampo, prendere o lasciare. io ho preso e ora lascio. fine. come ho detto, l'opera è compiuta, per lui e per me. giù il cappello. bene, ora posso risvegliarmi e rimettere il naso fuori di casa...
Voto: 5 / 5
Marcello Olivieri (29-04-2006)
Capolavoro assoluto noir, senza discussioni. Se qualcuno non lo ha apprezzato, peggio per lui! Non si può giungere a nessun altra conclusione dopo essersi immersi nella scrittura di Peace, straordinario nel suo saper declinare la prosa ossessiva e sincopata di Ellroy in funzione di una sensibilità sociale e visiva (le immagini baconiane di 1977, per esempio) tutta europea. Per i fan: andate sul sito di Marco Tropea Editore. A maggio è annunciato GB84, il thriller ambientato durante lo sciopero dei minatori inglesi che la critica britannica considera il miglior lavoro di Peace. Buona lettura.
Voto: 5 / 5
Fabio (06-12-2005)
Finalmente David Peace chiude il cerchio. Tutto tutto non lo spiega, gli omicidi sono tanti e i colpevoli pure, tanto che a volte si fa un po' di confusione. Il bagno di sangue finale è assicurato, la pioggia cade incessante, tutti sono colpevoli ma qualcuno trova una sua forma di redenzione, la solita di sempre (e non parlo del suicidio). Non fraintendete: non è una cattiva recensione. La tetralogia dello R.R.Q. è superba, un tour de force linguistico e di punti di vista. Ah, che stile! E' esaltante, è agghiacciante, è ironico, è incisivo, spettacolare, ipnotico... Peace si è spinto tanto oltre che c'è da chiedersi cosa potrà mai fare in futuro. Certo ha cambiato il genere noir per sempre.
Voto: 5 / 5
Francesco Pazienza (29-08-2005)
L' ultimo capitolo del libro si intitola (splendidamente!):eclissi totale del cuore. La quadrilogia di David Peace è un' eclissi totale del cuore, non c' è frase migliore per definirla. Ora, c' è gente come Giuseppe che ha letto solo 1983 e giustamente (dal suo punto di vista, ahimé) non ci ha capito nulla perchè ha tralasciato gli altri tre; e allora dà come voto 1. C' è Nero Pioggia, che dà sì un giudizio entusiastico sull' intera opera, ma forse ha letto male 1980, dove si spiega come viene catturato e chi è lo Squartatore; in 1983 semmai altri punti potevano essere approfonditi, e qui sono d' accordo con lui che mi ha un po' deluso il silenzio su Peter Hunter, l' "eroe" di 1980, la più bella figura di poliziotto che io abbia mai trovato in un noir.Poi c'è Nadia, a cui rispondo che Bob Craven non è lo Squartatore.Infine c' è Max VG, che spero sia arrivato all' ultima pagina di 1983 e che così abbia intuito (ma si capiva già, dai!) che brutta fine abbia fatto Peter Hunter e chi sia il Giuda che l' ha tradito....... Il livello del Red Riding Quartet è sempre altissimo, il capolavoro assoluto rimane comunque 1980, definito da Giuseppe Genna un incubo soffocante (io prima di lui l' avevo definito un incubo ad occhi aperti, il concetto è lo stesso).Certo, in 1983 poteva essere chiarito tutto nei minimi particolari, ma Peace secondo me vuol lasciare molto spazio alle intuizioni e alle sensazioni di ogni lettore......... I dialoghi di David Peace sono di una forza impressionante: si legga pag. 37: queste vette, lo dico con estrema convinzione, non le ha toccate nemmeno il James Ellroy dell' Underworld Usa. Invidio sinceramente chi non ha ancora letto nessuno dei 4 libri e intende farlo: per me è stata quasi un' esperienza mistica.
Voto: 5 / 5
Giuseppe (01-08-2005)
Capisco lo sforzo nello scrivere un libro per cui tanto di cappello allo scrittore, ma ahimè il racconto è privo di qualsiasi struttura o organizzazione logica e narrativa che possano permmettere di rendere la storia quanto meno interessante. Da non leggere!!!
Voto: 1 / 5
NeroPioggia piotor81@yahoo.it (03-07-2005)
Un punticino in meno rispetto agli altri 3 libri del Red Riding Quartet, con un premessa: quel punticino è dovuto solo a gusti personali, il livello di questo romanzo è altissimo come quello dei suoi precedenti. Ecco cosa non mi è piaciuto, in ordine decrescente di importanza: 1)Peace non dà mai la soluzione chiara al lettore, è quest'ultimo che ci deve arrivare ragionando, è un'ottima scelta ma alla fine avrebbe potuto anche esserci un capitolo chiarificatore...a me sembra di aver capito tutto, ma il dubbio rimane ancora circa certe questioni, ed è un peccato... 2) La vicenda dello Squartatore, cuore dei due libri precedenti, vieni liquidata in qualche riga, senza spiegare come è stato preso lo squartatore nè chi fosse. In questo libro si chiariscono alcuni omicidi attribuiti erroneamente allo Squartatore e le sparizioni delle bambine di 1974, l'impressione è che l'autore abbia usato lo squartatore come riempimento per i 2 libri precedenti per poi capire che quella vicenda non avrebbe portato da nessuna parte... 3)Giudizio assolutamente personale, ma mi è spiaciuto che il mio personaggio preferito in assoluto (Peter Hunter) venga citato solo di sfuggita, senza chiarire che fine ha fatto...che tristezza!! Poi ci sono i lati positivi, i soliti di Peace...narrazione asciutta, con uno stile innovativo, gonfio di dolore cieco e senza speranza di redenzione che va a toccare il cuore, anzi lo va a pugnalare. E' il noir portato all'estremo, forse il miglior tipo di noir possibile, una novità che di certo verrà copiata in futuro. Grandissima capacità di descrivere luoghi, fatti e persone in due righe sferzanti, per lasciare il resto della narrazione all'introspezione cupa e dolorosa dei protagonisti. Libro da leggere, insomma. Per chi non ha letto nulla del R.R.Quartet (formato da 1974, 1977, 1980 e appunto 1983) suggerisco di leggere i quattro libri nel giusto ordine e uno dietro l'altro, per non far confusione.Grande Peace...
Voto: 4 / 5

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