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Genna Giuseppe - L' anno luce | Lo soprannominano il Mente, perché dispone di un'intelligenza folgorante e non ha la minima renitenza a utilizzare la menzogna per abbattere ogni ostacolo. Lavora in un'azienda di telecomunicazioni che compratori inglesi cercano conquistare, per controllare le comunicazioni telefoniche di un'intera nazione: la nostra. Una sera, al rientro a casa, scopre la moglie stesa sul letto, in una sorta di coma psichico. Ma quale shock ha sconvolto la donna? Amanti, capitani d'industria, medici, affaristi ambigui, servizi segreti, giornalisti ruotano in una spirale di complotti familiari e politici, di gossip e perversioni facendo del romanzo una tragedia classica ambientata ai nostri giorni.
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.4 / 5Giampaolo (08-09-2006) Contenuto non all'altezza della copertina e... del Genna di tempi migliori. Sto cercando di rivendere la mia copia. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luca info@radiosonic.it (13-02-2006) Il libro è un Cialis che ti folgora le connessioni cerebrali.
Non è facile arrivare in fondo, ma forse è proprio questa la missione dell'autore che a differenza di altri suoi libri, vuole portare l'autore in un turbine di emozioni e visioni allucinate.
Difficile apprezzarlo dalle prime pagine, ma impossibile abbandonarlo nelle ultime.
Laika è stata lanciata nell'abbisso e con lei il lettore oramai stravolto.
Incantevole!
Tuttavia spero Genna possa tornare in parallelo a sfornare capolavori come Nel Nome di Ishmael!! inarrivabile! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
John john.major@libero.it (09-02-2006) Molto bello, si legge bene ed i contenuti sono interessanti.
A chi e' rimasto affascinato dalle pagine che descrivono il capitolo Gigi Rizzi-Brigitte Bardot consiglio il libro "originale" di Gigi Rizzi: "Io, BB e l'Altro '68" - Ed. Carte Scoperte - 2004. L'autore Genna ha utilizzato molte parole, metafore, frasi se non addirittura alcuni paragrafi del sopracitato libro di Gigi.
Scrivetemi e-mail per scambiare impressioni.
Ciao Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sergio colombo (02-01-2006) Si indagano le nascoste macchinazioni ed i caratteri vengono scavati con scrittura febbricitante. Vi è uno sforzo di innovare la scrittura e di esprimere qualcosa di ulteriore, al di là del fatto, che da nascosto viene svelato, ed oltre l'apparenza. Non male, ti prende e, pur con qualche rallentamento, tiene bene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Iannozzi Giuseppe (09-12-2005) Un libro, psichedelico, come è nello stile di Giuseppe Genna. Ma questa volta si ha netta l'impressione che il Genna sia un po' tanto stanco, di idee soprattutto: L'anno luce delude le aspettative del lettore. In sintesi, Giuseppe Genna sa dare il meglio di sé stesso quando entra nel genere, quando scrive thriller: il suo tentativo di andare oltre il "genere" l'ha portato a consumarsi come una candela romana. Non siamo di fronte né a un romanzo dai toni omerici né a uno che si possa definire neoborghese: piuttosto siamo davanti a un tentativo (a vuoto) di evadere dal romanzo di genere, che, nel bene e nel male, ha fatto la fortuna dell'autore con titoli come "Nel nome di Ishmael", "Non toccare la pelle del drago", "Grande madre rossa". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mirko mirkonicotra@libero.it (30-11-2005) E' evidente che "L'anno luce" è un libro che non può piacere a chi si aspetta compattezza e rispetto delle regole di un genere come il thriller, ammesso che in "Ishmael" o nell'ultimo thriller "Grande madre rossa" Genna rispettasse le regole del genere. Tutte le premesse de "L'anno luce" erano presenti nelle deviazioni che Genna installava dentro i suoi thriller, come la scena della perforazione dei ghiacci o del locale "China Down" di Montecarlo. In quest'ultimo romanzo, queste deviazioni si appoggiano a una trama che sembra rispettare le regole di un genere rosa con venature nere, ma le fantastiche deviazioni che di scena in scena si avvicendano hanno l'effetto di rendere secondaria la trama a favore della fantasmagoria. Per me è sorprendente, un atto di libertà creativa di Giuseppe Genna, e mi sento di seguirlo su questa strada, da semplice lettore a cui mancano un po' gli aggiornamenti dei Miserabili. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianca (24-11-2005) Nulla a che vedere con i suoi libri migliori ("Nel nome di Ishmail" e "Non toccare la pelle del drago") la scrittura dà molto spazio alle disquisizioni penalizzando la storia e il buon svolgimento del romanzo. L'autore entra continuamente nel romanzo lasciando le sue impressioni su questo o su quest'altro argomento. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Davide Ranzini (08-11-2005) Il cambio di genere è stata una sorpresa, perché sono un affiliato della setta di Lopez, che seguo da "Catrame" e mi sono visto fino a ora tarda in tv in "Suor Jo" (anche se Lopez fisicamente lo immaginavo diverso). Questo "Anno luce" è un trip che riporta ai tempi di "Assalto a un tempo devastato e vile", per la crudezza della visione che Genna ha del presente. Non è vero che non si salva nessuno, però, perché una seconda possibilità è data a tutti. Interessante la struttura in due parti, a me ha sorpreso la seconda, quasi che Genna volesse cannibalizzare e digerire tutto quello che era stato preparato nella prima parte. Anche a me le enormi parentesi su Gigi Rizzi e su Laika sono sembrate stupende. Avanti così! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lazzaro (02-11-2005) Genna supera tutti i narratori italiani di una spanna. Linguaggio, inventiva, architettura narrativa, immaginazione. E' Houellebecq, ma molto più crudo e furibondo. Passa dalla stupefacente allucinazione all'intelligenza più radicale, dalla tragedia più teatrale alla cinematografia più asettica con la facilità che è propria solo degli scrittori di razza. Una dozzina di pagine (straordinaria la scena di Maura al cimitero) sono da antologia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea Manenti (30-10-2005) Genna esce dal thriller e per il momento (almeno io spero sia per il momento) si dedica a un genere nuovo, nel senso che secondo me questo genere non ha corrispettivi. Il libro si divide nettamente in due parti. La prima presenta un dramma che è borghese (storia di coppia che scoppia, ma in un maniera che sfiora il paranormale) e managerial-politico, nel senso che proprio come nei suoi thriller Genna affronta la questione dei poteri forti e la mette alla berlina, rivelando quanto non è passato sotto i riflettori per esempio del caso Parmalat e Enron, ma anche delle varie acquisizioni della Telecom, con tutti i retroscena politici e da servizi segreti che si muovono dietro affari colossali. Nella seconda parte il libro accelera, anche perché i personaggi sembrano avere svoltato e intraprendono percorsi esistenziali che disegnano la tragedia di un esodo (come infatti si intitola l'ultima parte del libro). La scrittura è bella, a volte un po' ardua. Genna spesso apre parantesi e fa apposta a tardare a chiuderle, con risultati alterni, anche se secondo me le pagine dedicate a Gigi Rizzi che a Saint-Tropez seduce Brigitte Bardot vale l'acquisto del libro.
Dopo "Assalto a un tempo devastato e vile", il miglior libro di Genna (con l'avvertenza che io sono un fan!) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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