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Taibo Paco Ignacio II; Marcos - Morti scomodi |
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Titolo | Morti scomodi |
| Autore | Taibo Paco Ignacio II; Marcos | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2005, 219 p., brossura | | Traduttore | Cacucci P. |
| Editore | Tropea
(collana Le gaggie) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 2 giorni lavorativi | | 
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| Il "commissario d'indagine" Elías Contreras è incaricato dal subcomandante Marcos di fare luce sulla scomparsa di una donna. Si chiama Maria, ed è la moglie del responsabile zapatista locale del proprio villaggio. Si teme che l'abbiano rapita i militari o, peggio ancora, i paramilitari. Ma davanti all'insensibilità del marito e ad altri indizi, Contreras intuisce che la donna è fuggita. L'istinto lo porta in un villaggio dove il collettivo delle donne è ancora in fase di formazione: Maria è qui e si fa chiamare April. Teme che la riportino a casa con la forza. "Io non porto via nessuno, compagna" la rassicura Contreras...
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Fabio Marchioni macchia76@tele2.it (18-02-2007) divertente e leggero come lo sanno essessere soltanto le cose profonde. Un libro-metafora che celebra, fra l'altro, un altro grande che se ne è andato da poco:Manolo Vasquez,l'indimenticato inventore di Pepe Carvaho.da ricordare il capitolo sul male e sul malvagioe la lunga carrellata di eroi minimalisti e squinternati. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Elena (12-11-2005) Un romanzo estremamente divertente e ironico nonstante parli di fatti serissimi e tragici!
Da leggere e da consigliare agli amici. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni our.jov@tiscali.it (28-09-2005) Un bel libro, senza dubbio. Per chi conosce i precedenti libri di PIT II non si puó che confermare la vena ironica e decisamente NON di destra dell'autore. Indubbiamente, avendolo io letto in spagnolo con tutto lo "slang" messicano di cui é intriso (specie la parte scritta dal Sub Marcos) qualcosa nella traduzione italiana si perde. Quello che non si perde, peró, é lo spirito di un libro anomalo, cinico, idealista fino al parossismo, peró ingenuo e candido allo stesso tempo. In un mondo senza ideali di riferimento é giá qualcosa. Peccato che Don Manolo Montalbán sia morto prima della stesura definitiva e della pubblicazione: sarebbe stata entusiasmante la sua partecipazione per un libro a SEI mani invece di quattro. Ma il suo spirito aleggia e ce lo fa sentire, nonostante tutto, vicino. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Falasconi francescofala@katamail.com (07-09-2005) “Morti scomodi” è il risultato della tecnica ping pong usata dai due autori, Paco Ignacio Taibo II e il Subcomandante Marcos; perché questo romanzo è stato scritto a quattro mani, un capitolo a testa, sempre in relazione al precedente. La scrittura semplice ed ultrascorrevole e la ripetizione all’inverosimile dell’”E allora” nei capitoli del Sup non sottraggono il fascino della storia, anzi delle storie che si incrociano e si incastrano, perché il romanzo è in realtà una critica al potere messicano, al capitalismo, al neoliberismo e all’operato delle multinazionali. Tutti attaccati con ferocia ma anche con umorismo senza rinunciare all’autocritica e ai dilemmi dello zapatismo che a volta dà l’impressione di inciampare nell’immobilismo. I Morales che i detective rincorrono sono anche i Morales dei governi imperialisti e corrotti dove Berlusconi compare un paio di volte in buona compagnia con Bush, Blair e Aznar, recenti bersagli a causa del loro appoggio, diretto o indiretto, alla guerra in Iraq. Marcos appare in maniera costante ma tutto sommato discreta nel romanzo dove mantiene un’immagine ferma ma tranquilla, pronto alla lotta come a guardarsi dentro. Il racconto vero e proprio decolla negli ultimi capitoli quando giunge la resa dei conti coi Morales: uno finirà per rotolare dalle scale di un grattacielo, l’altro condannato a lavorare nelle comunità zapatiste per dieci anni. Presenti anche i temi dell’omosessualità, del terrorismo – con una farsa grottesca relativa a Bin Laden -, delle libertà di scelta con la metafora delle porte e delle finestre, dell’autodeterminazione ed il ruolo forte delle donne che sono decisive e numericamente prevalenti nell’azione che porta alla cattura del Morales in Chiapas. Non mancano parti poetiche, i modi rudi e la male parole con contorni di gastronomia messicana annaffiata dall’onnipresente Coca Cola che Marcos però dribbla richiedendo al suo agente Elias Contreras (l’altro agente è Hector Belascoaran) una bibita al gusto di uva da reperire nel "Mostro", a Città del Messico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MgB (27-06-2005) Bellissimo!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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