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Garofano Luciano - Delitti imperfetti. Atto I e atto II | Il duplice, efferato delitto compiuto da Erika e Omar, il caso Carretta, la cattura di Donato Bilancia, l'omicidio di Desirée Piovanelli: ecco alcune delle recenti storie criminali di vasta notorietà. Per la vicenda di Erika e Omar, l'autore ripercorre i sopralluoghi effettuati dal Ris nella villa di Novi Ligure; per la strage della famiglia Carretta le nuove tecniche d'indagine hanno permesso di trovare il riscontro oggettivo di una clamorosa confessione mediatica di Ferdinando Carretta a dieci anni di distanza dal delitto; quanto a Bilancia, colpevole di diciassette omicidi, è stato inchiodato da un mozzicone di sigaretta dopo una vicenda investigativa che supera qualsiasi intreccio poliziesco immaginario. Nonostante l'orrore e la drammaticità di alcuni episodi, per Luciano Garofano l'aspetto professionale prevale sempre sull'emotività e l'angoscia, perché i cittadini devono potersi affidare a seri professionisti al servizio dello Stato.
Media Voto: 5 / 5Cristiano (24-09-2007) Finalmente la possibilità di seguire le orme di un serial killer o di indagare su un misterioso omicidio in maniera scientifica e... reale. Non siamo in un romanzo e neppure sulle pagine di cronaca di un giornale. Garofano ci racconta le indagini portate avanti dal RIS e lo fa in maniera egregia, con la massima semplicità per farci comprendere ogni cosa e senza mai annoiare. Testo molto interessante, soprattutto per chi ha seguito in TV o sui giornali i grandi delitti degli ultimi dieci anni e adesso vuole saperne di più sullo svolgimento delle indagini che hanno portato alla cattura del colpevole. E' un libro scorrevole che si legge tutto d'un fiato, ma che permette anche di saltare qua e là leggendo prima i casi che più ci interessano o che più hanno attirato la nostra attenzione e di seguito gli altri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico (26-12-2006) Nonostante le brutture descritte, la lettura scorre veloce ed appassionante. Resto sempre più perplesso sulla brevità delle detenzioni assegnate
nonostante l'efferatezza delle azioni commesse.
Daccordo che la pena di morte è eccessiva; ma non è eccessiva anche la liberazione anticipata da appelli e contrappelli di individui che per quanto si dichiarino ravveduti resteranno comunque marchiati dall'infamia per il resto della loro vita ?
Io guardo con rispetto il famigliare di un assassino che sta scontando interamente la sua pena; piuttosto che quello di un individuo che salta fuori di prigione grazie ai voli pindarici dei vari azzeccagarbugli in circolazione.
Commisero quelli che hanno ceduto alla follia e posso immaginare perché una persona arrivi ad uccidere un proprio simile in quanto sono convinto che loro stessi non sono che vittime di altre vittime; però il cerchio deve essere prima o poi interrotto ed in modo decisivo; proprio per non alimentare il desiderio di vendetta, o peggio, far vivere i parenti dei sopravvissuti nella convinzione di veder uccidere di nuovo il loro congiunto ogni qualvolta incontrano per strada il suo assassino libero e "ravveduto". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lucia (06-12-2006) Preciso, professionale.Un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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