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Beckett Simon - La voce dei morti | "A prima vista avrebbe potuto essere qualsiasi cosa - una pietra, una radice imputridita - fino a quando non ci si avvicinava. Era una mano in decomposizione, con le ossa visibili attraverso brandelli di carne, quella che spuntava dalla terra bagnata." Tutti erano sicuri si trattasse di una delle vittime adolescenti di Jerome Monk, il serial killer delle brughiere del Dartmoor, e che ci lossero solo altre due vittime da ritrovare, le gemelle Bennett. Le ricerche non avevano tuttavia dato frutti, e con Monk al sicuro dietro le sbarre, si erano presto arenate. Per l'antropologo forense David Hunter, e per tutta la squadra che aveva lavorato al caso, la vita era andata avanti. E il sonno eterno delle gemelle era continuato indisturbato. Adesso, a otto anni dal ritrovamento di quel cadavere seppellito nella brughiera, si apre però uno scenario da incubo. Monk è fuggito di prigione e per qualche oscuro motivo sembra dare la caccia a chiunque abbia partecipato a quelle infruttuose ricerche. Hunter, tornato nelle brughiere del Dartmoor in risposta a una disperata richiesta di aiuto, si rende conto lentamente che nulla è come sembra. Mentre la spirale di violenza innescata da Monk si stringe intorno a lui, appare sempre più evidente che il passato non è affatto morto e sepolto.
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.53 / 5Robin (10-04-2012) E' un bel giallo, scritto bene e scorrevole. Peccato manchi il lavoro vero e proprio del patologo e tutte quelle vicende cruente che hanno fatto di questo scrittore un maestro del genere. Un po' tiepido. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
g1us3pp3 (04-03-2012) Questo non è il Simon Beckett che conosco:
libro decisamente al di sotto dei precedenti, al punto da farmi dubitare dell'autore.
Raccontato tutto "al passato" da parte del protagonista, con una prima parte veramente pesante e noiosa, prende "vita" solo nella breve parte finale in cui tutti gli avvenimenti si legano anche se un po' forzatamente e quasi al limite della fantascienza. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
marco (30-12-2011) Questo quarto libro della serie con David Hunter "ritorna" ad un'ambientazione piu' familiare all'autore dopo l'isola del secondo e la parentesi americana del terzo e lo si intuisce subito all'inizio dalle descrizioni della brughiera e dei paesini limitrofi.
E' molto simile a "La chimica della morte" non per la trama o per i personaggi ma per lo svolgimento dei fatti che nelle prime trecento pagine sono semplicemente descritti linearmente in successione senza particolari colpi di scena o cambi di ritmo preparando il lettore al finale in questo caso ottimo forse il migliore della serie.
Beckett si conferma un autore attento ai dettagli della trama svelandone solo il minimo indispensabile durante la prima parte dello svolgimento e questa sua caratteristica risulta a tratti un po' noiosa e ripetitiva ma molto efficace nella seconda parte della storia.
L'unica pecca di Beckett ma anche ad esempio di Linwood Barclay e' la presenza di troppi personaggi stereotipati dei quali si intuiscono anticipatamente le azioni e le reazioni.
Consigliato agli amanti della serie e dello stile Beckett. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paola (26-11-2011) Libro noioso fin dalla prima pagina. Protagonista mieloso ed insipido. Ritmo lento e personaggi stereotipati. I thriller sono un altra cosa... Consigliato a chi vuol farsi una bella dormita. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
bussez (17-11-2011) Libro sicuramnte dal buon ritmo narrativo che si lascia leggere velocemte senza perdersi in digressioni o parentesi interiori troppo elaborate.
Se da una parte questo e' un bene e lo rende avvincente in un rapido susseguirsi di episodi, dall'altra non ti fa immergere completamente nel personaggio e nel flusso di sensazioni che ne scaturisce. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marco_77 (11-10-2011) Seguo la scia degli altri commenti.....buon libro, anche se leggermente al di sotto dei precedenti, con il solito dottor Hunter protagonista....finale claustrofobico. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
francesco (17-07-2011) E'il miglior scrittore di gialli al momento anche se ho trovato questo suo ultimo leggermente al di sotto delgi altri.
Raccomandato comunque Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Adele (09-07-2011) David Hunter non delude nemmeno questa vola.
Bel romanzo che si legge d' un fiato. Solo qualche critica per la traduzione... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Enrico (17-06-2011) Così come già fatto con "La chimica della morte" Simon Beckett conquista pagina dopo pagina!!! Bellissimo davvero Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ARA (16-06-2011) come al solito, la traduzione lascia a desiderare, non e' sicuramente a livello dei precedenti....ma si lascia leggere,
giusto per non dimenticarsi di Hunter.....aspetto il prossimo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bruno54 (10-06-2011) Come sempre non delude le aspettative, anche se il protagonista di libro in libro assom iglia sempre piùad Indiana Jones. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco fcausa79@yahoo.it (07-06-2011) Simon Beckett continua a confermarsi un grandissimo scrittore, e la saga del dottor David Hunter una delle migliori attualmente in circolazione. Consigliatissimo anche questo quarto capitolo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (20-05-2011) Il primo libro della serie mi era piaciuto moltissimo poi, però, i due successivi capitoli - seppur belli - non avevano suscitato il medesimo gradimento. Con "La voce dei morti" Beckett ha superato se stesso; l'unico difetto del romanzo, come già detto da altri, è che si fa leggere fin troppo velocemente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nicola (30-04-2011) Bello! Tutti le pubblicazioni di Simon Beckett (Jacob compreso) sono avvincenti e purtroppo finiscono in fretta.
Spero che i libri della serie di David Hunter non finiscano mai!
N.G. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giusi (28-04-2011) Voto tre, perché ad un certo punto il "cattivo" mi sembrava un mix tra Quasimodo, il Fantasma dell'Opera e l'Indiano di Huckleberry Finn. Senza contare che la spiegazione di uno degli omicidi rimane vaga. Abbastanza avvincente, comunque, la trama. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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