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Sallustio Ferdinando - Belle parole. I grandi discorsi della storia dalla Bibbia... | Spesso le parole diventano fatti e concorrono a cambiare il corso degli eventi, poiché costituiscono la sintesi dei problemi, idee, aspirazioni e, talvolta, sconvolgimenti che possono rappresentare la fine o l'inizio di un'epoca. Questo libro si propone di dipanare il filo delle "parole" che hanno accompagnato la storia attraverso un'antologia dei grandi discorsi. Com'è naturale ciascuno di essi andrà esaminato nel contesto storico e culturale nel quale fu pronunciato: così tutti noi potremo avere non solo l'impressione di ascoltarlo, ma di rivivere in prima persona, come se fossero nostre, le emozioni che lo hanno prodotto.
Andrea Ferrari nuntio@libero.it (12-07-2004) Nel grande supermercato televisivo
Ferdinando Sallustio, telecampione
del quiz Passaparola condotto da
Gerry Scotti su Canale 5, ha rinverdito
i fasti degli Inardi e delle signore
Longari, divenendo dopo 95 puntate
(nelle quali ha vinto 137mila euro,
sette orologi, cinque viaggi, cinque
pellicce, quattro gioielli e una penna
di lusso) un personaggio gramscianamente
nazional-popolare. Sallustio,
curiosamente, nell’introduzione sbaglia
la data del discorso con cuiMussolini
annuncia l’entrata in guerra
dell’Italia, 1949 anziché 1940, un refuso
o una sorta di errore volontario
per “impreziosire” il volume e stemperare
la naturale saccenza dell’autore?
Piccoli misteri di carta. I discorsi
proposti, ognuno preceduto
da una scheda sul personaggio e sul
contesto storico, vanno da Gesù, fino
a Cicerone, Maometto, San Francesco,
Savonarola, Robespierre, Foscolo,
Garibaldi, Giovanni Paolo II (“Se
mi sbaglio mi corriggerete”) e molti
altri ancora. 420 pagine di discorsi
sparpagliati nel tempo e nello spazio
che non hanno nessun comun denominatore
se non il fatto di avere rappresentato
altrettanti momenti di
formazione per Sallustio stesso.
di là dell’intento ambizioso, l’autore
ha confezionato una sorta di “blob”
cartaceo nel più puro stile televisivo,
dove non esistono confini di genere e
tutto si tiene. Una superficialità che
è autentica testimonianza della cultura
mediatica dei quarantenni di
oggi, figli del boom economico, tagliati
fuori dai miti degli anni ’70,
non completamente assimilati ai
trionfi della “Milano da bere”. Sallustio,
cresciuto nell’edicola-cartoleria
dei genitori, con questo libro porta a
sintesi l’onnivora, nel suo caso enciclopedica,
formazione di questo pezzetto
d’Italia, piccola borghesia impiegatizia
alle prese con il mutuo da
pagare, che si compiace che almeno
il tele campione possa estinguerlo
con i soldi piovuti dal cielo turchino
della televisione.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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