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Narrativa italiana  Di ambientazione storica 

Eco Umberto - Il nome della rosa

Il nome della rosa TitoloIl nome della rosa
AutoreEco Umberto
Prezzo
Sconto 20%
€ 10,32
(Prezzo di copertina € 12,90 Risparmio € 2,58)
Dati2004, 532 p., rilegato
EditoreBompiani  (collana Tascabili)
 Disponibile anche usato a € 6,45 su Libraccio.it

Nella promozione Bompiani fino al 10 giugno

Disponibilita immediata
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Descrizione
Premio Strega 1981. Il romanzo d'esordio nella narrativa di Umberto Eco. Ecco alcuni commenti: "Il libro più intelligente - ma anche più divertente - di questi ultimi anni" (L. Gustafsson, Der Spiegel); "Il libro è così ricco che permette tutti i livelli di lettura ... Eco, ancora bravo!" (Robert Maggiori, Libèration); "Brio e ironia. Eco è andato a scuola dai migliori modelli" (R. Ellmann, The New York Review of Books); "Precisamente il genere di libro che, se fossi un milionario, comanderei su misura" (Punch); "È riuscito a scrivere un libro che si legge tutto d'un fiato, accattivante, comico, inatteso..." (M. Fusco, Le Monde).

http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788845214219 Il nome della rosa Il romanzo d'esordio nella narrativa di Umberto Eco. Ecco alcuni commenti: "Il libro più intelligente - ma anche più divertente - di questi ultimi anni" (L. Gustafsson, Der Spiegel); "Il libro è così ricco che permette tutti i livelli di lettura ... Eco, ancora bravo!" (Robert Maggiori, Libèration); "Brio e ironia. Eco è andato a scuola dai migliori modelli" (R. Ellmann, The New York Review of Books); "Precisamente il genere di libro che, se fossi un milionario, comanderei su misura" (Punch); "È riuscito a scrivere un libro che si legge tutto d'un fiato, accattivante, comico, inatteso..." (M. Fusco, Le Monde). 10,32 new EUR in_stock
I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 121 recensioni presenti.  Media Voto: 4.10 / 5

Dario (04-02-2013)
Un'anziano monaco Benedettino ( Adso da Melk ) narra le vicende vissute intorno ai primi anni del 1300 quando, ancora novizio, si recò con il proprio maestro ( Gugliemo da Baskerville, frate Francescano nonché inquisitore pentito inviato dall'imperatore ) in un monastero Benedettino dell'Italia settentrionale, sede di un congresso tra l'ordine Francescano ( appoggiato dall'imperatore ) e i sostenitori del Papa che, tramite le figure degli inquisitori, andavano in quei tempi a "caccia" di eretici. La misteriosa morte di un giovane all'interno del monastero, avvenuta pochi giorni prima dell'arrivo dei due religiosi, preoccupa molto l'Abate che confida nelle capacità investigative di Guglielmo per risolvere il caso. Il mistero si infittisce quando le morti si moltiplicano inspiegabilmente e l'arrivo della delegazione papale getta nello sconforto i monaci che vedono due loro confratelli processati per eresia. Gugliemo, spalleggiato dal novizio suo allievo, scaverà nelle profondità impenetrabili del monastero e della sua monumentale biblioteca ( la più importante della Cristianità ), scoprendo verità sconcertanti che lo porteranno alla tragica soluzione finale. Un libro non facile che chiede molto al lettore che si ritroverà molto ben ripagato dalle brillanti digressioni di carattere filosofico / religioso, dai ragionamenti investigativi e infine dalla soluzione del mistero. Lo stile di scrittura è indiscutibile. L'intreccio, l'ambientazione e la complessità dei personaggi sono di notevole fattura. Un libro da leggere con molta attenzione e molta calma per assaporarne ogni minima sfaccettatura. Mi è mancata però, durante la lettura, la scintilla magica, l'emozione spontanea che nasce e mi fa amare un libro ed il suo autore incondizionatamente. Un libro che personalmente non ritengo un capolavoro pur riconoscendone l'immenso valore storico / culturale.
Voto: 4 / 5
Nimi (03-11-2012)
Interessante vedere la differenza di recensioni (in termini di quantità) tra la versione economica e la bellissima versione "collana narratori italiani". Battute a parte, l'Eco in veste di narratore non mi ha convinto fin dalle prime pagine. Certo, il romanzo poi si sviluppa e le ultime 150 pagine sono abbastanza avvincenti, ma Eco si perde troppo spesso in latinismi, esercizi di erudizione ed elenchi sterminati di opere, per non parlare di come si dilunga nelle descrizioni con elenchi infiniti di comparativi (ad esempio se deve descrivere un comportamento, parte con un elenco incredibile di esempi...) E' comunque un buon romanzo, con un'idea non originalissima, alcune cose molto prevedibili (vorrei fare degli esempi ma rischio di "spoilerare") Forse è il primo romanzo di questo genere scritto con una base solidissima di erudizione (che Eco, forse, vuole ostentare un po' troppo) e forse è arrivato in un momento in cui c'era "bisogno" di un'opera di questo genere. Tuttavia faccio parte di quel ristretto gruppo di lettori che ritengono un po' sopravvalutato il romanzo; da segnalare la figura di Guglielmo, personaggio anti-dogmatico, acuto, divertente, arguto. Forse un po' poco credibile se si considera la condizione di francescano nel XIV secolo. Nel complesso è comunque un romanzo che bisogna leggere, è un'opera che non può mancare nelle librerie
Voto: 3 / 5
Riccardo Banchi (31-08-2012)
Sono passati più di due decenni dalla lettura di questo libro, ma le sensazioni sono rimaste. E' una lettura impegantiva, ma il lettore viene presto ben ripagato. Storia avvincente, narrata divinamente. Un capolavoro come pochi altri.
Voto: 5 / 5
flavio (09-08-2012)
Umberto Eco disse una volta che non sarebbe stato più in gradi di scrivere un romanzo alla maniera e stile de "Il Nome delle Rosa": meno male, comunque, che l'ha fatto, altrimenti ci avrebbe privato di una lettura avvincente, filosofica, a tratti spiritosa sui misteri monastici che il mitico Guglielmo e l'ingenuo Adso sono chiamati a risolvere. Più belle di tutte trovo le parti di discettazione filosofico-teologica, in particolare quelle con il cieco spagnolo Jorge da Burgos sull'importanza o meno per l'uomo del ridere. Pur non avendo capito fino alla fine chi fosse il colpevole (il titolo stesso, come dice Eco nelle "Postille", fu apposto per deviare il lettore da una facile deduzione logica e investigativa dell'intreccio) e pur avendo capito poco o niente nelle parti in cui Guglielmo descrive man mano l'assetto interno del labirinto :) lo trovo un libro godibilissimo e a pensarci bene il Premio Strega se lo meritò tutto.
Voto: 4 / 5
Roberta (05-01-2012)
Bellissimo...non mi ha delusa nonostante avessi già visto il film! Non a caso è appena stato inserito nella classifica dei 100 libri più rappresentativi del XX secolo e vanta più di 30 milioni di copie vendute! Non amo molto i classici italiani ma questo è un capolavoro, leggetelo!!
Voto: 5 / 5
Simone (24-09-2011)
Libro molto bello, giallo eccezionale, fino all'ultimo non si capisce chi sia "l'assassino". 2 pecche, in alcuni tratti il romanzo risulta pesante, l'uso frequente del latino taglia fuori molti lettori. Nel complesso direi molto buono.
Voto: 4 / 5
Valeria (09-05-2011)
Deludente. Sembra un manifesto per ostentare la conoscenza classica/storica di Eco e questo potrebbe anche starci se non andasse a discapito della storia, abbastanza ridicola specie nel finale. Alcune digressioni sono totalmente inutili e buttate là senza ragione, tipo quella sulle sette eretiche. I personaggi tra l'altro non si fanno amare. Da appassionatissima della Christie mi aspetto molto da chi decide di entrare nel difficile mondo del giallo perchè il libro di Eco questo tratta. E' un mistery, sicuramente acchittato di latinismi ma sempre mistery è. A tratti noioso e inutilmente prolisso. Non sono contro le descrizioni elaborate- quando servono- come nel caso di Dostoevskij o dello stesso Follett, ma qui non ci siamo. Mi aspettavo molto di più, credo che questo romanzo viva di luce riflessa ma non vuol dire che se Hollywood ci fa il filmone sia un capolavoro!
Voto: 2 / 5
abc (12-03-2011)
Trama interessante. Lettura per lunghi tratti molto pesante. Sufficiente.
Voto: 3 / 5
EffePi (13-01-2011)
Questo libro, un pò pesante per alcuni tratti della storia, riesce a destare comunque molto interesse riuscendo a far immaginare i luoghi e i personaggi ben descritti da Eco. Una volta terminata la lettura ho visto il film, il quale non mi ha trasportato come la lettura. Comunque da leggere.
Voto: 4 / 5
Luca Marchesani (21-11-2010)
Umberto Eco è anzitutto, uomo di sconfinata cultura e di infinito sapere. Ne "Il nome della rosa", l'autore realizza un congegno piuttosto suggestivo. D'accordo, il giallo rappresenta il filo conduttore dell'opera ma l'obiettivo di fondo è un altro: è una riflessione sulla religione, su Dio e sulle molteplici interpretazioni che nel corso della storia e del tempo ne sono state date. Sul concetto di "regola" e di "eccezione"; sul valore del libro e di quanto esso sia al tempo stesso contenitore di sapienza e di potenziale distorsivo della verità. Stilisticamente ineccepibile, pieno di riferimenti storico - religioso - filosofici, un vorticoso viaggio alla ricerca di qualcosa - la verità - che forse non può essere trovato in questo mondo. Una lettura irrinunciabile ma non improvvisabile da un lettore con le spalle ancora poco solide. Forse il romanzo più importante del novecento.
Voto: 5 / 5
Elfolletto. (09-11-2010)
Ci sono rimasto molto male quando ho letto i commenti negativi tra quelli inseriti qua su ibs. Io l'ho trovato bellissimo, ed è diventato uno dei miei preferiti.
Voto: 5 / 5
Laurin (08-11-2010)
Premetto che ho molto amato questo libro. Lo ritengo ancora ritengo davvero splendido, uno dei più bei libri della mia vita. Per chi dice che non può essere apprezzato dai giovani...replico che io l'ho letto la prima volta a 17 anni e l'ho trovato meraviglioso. Per chi dice che i pappagalli non erano conosciuti a quel tempo tengo a precisare che i pappagalli non vengono solo dall'America, ma anche dell'Oriente...che, se non ricordo male, fu visitato dal buon Marco Polo ben prima dell'America.
Voto: 5 / 5
valina91 (24-10-2010)
Per esperienza personale, dopo aver superato l'ostacolo di 40 pagine di descrizione del portone dell'abbazia, scorre magnificamente!
Voto: 5 / 5
il Dario (11-10-2010)
Folle io, che dopo aver letto un libro del genere sono andato a cercare altri romanzi del genere. E' lontano anni luce da tutta la letteratura del genere. Indubbiamente il miglior thriller medievale mai letto e non penso di esagerare se dico di sempre. Il modo di scrivere di Eco poi è grandioso; spesso ho sentito dire che era pedante e che si perdeva in fronzoli, ma quando lo stai leggendo è talmente avvincente e ben scritto che non ci si fa caso, anzi, è un pregio il fatto che scriva tanto, almeno lo si può gustare di più. Da leggere assolutamente. Bello Bello Bello
Voto: 5 / 5
simonetta (30-07-2010)
Un capolavoro stilistico, un giallo medievale che non delude nella trama e nell'intreccio dei personaggi. Certo, non di facilissima lettura... le citazioni in latino, una "lingua" inventata da Eco, le descrizioni approfondite della vita monastica. Ma comunque un libro da leggere per comprendere ed apprezzare la capacità narrativa di un semiotico che si cimenta con un romanzo, e lo fa ai massimi livelli. Da affrontare con concentrazione e da leggere senza interruzione. Dopo le prime 50 pagine non riuscirete a staccarvene.
Voto: 5 / 5
flora molteni (25-06-2010)
Bellissimo!
Voto: 5 / 5
ermione (13-06-2010)
...meglio il film...se nn siete masochisti leggete qualcos'altro...
Voto: 1 / 5
roberto lucarelli robertolucarelli@yahoo.it (03-05-2010)
Questo mio primo libro di Eco mi ha molto impressionato, non solo per la storia che narra, ma anche per aver scoperto cosa significa scrivere un libro di alta qualità letteraria. Mi sono piaciuti molto i colloqui tra i personaggi,mai banali,anzi,con molti spunti storico-filosofici. Poi la ricchezza delle descrizioni in cui Eco ha dato dimostrazione di una cultura elevatissima. L’unico punto dolente la presenza di frasi in latino che purtroppo non conosco. Ma questa è più colpa mia che dell’autore!!
Voto: 5 / 5
Claudia (02-05-2010)
"Il nome della rosa" è un capolavoro assoluto della letteratura italiana. Per apprezzare a fondo questo romanzo è necessario possedere quanto meno delle nozioni generali sulla cultura medievale e sulla concezione della vita e della religione come unica dimensione in vigore in quel periodo storico. E' utile anche avere familiarità con i filosofi greci e medievali e comprendere le numerose massime latine citate nel libro. Io ho sedici anni, l'ho letto per la prima volta e sono sicura che lo rileggerò molte altre volte. STAT ROSA PRISTINA NOMINE, NOMINA NUDA TENEMUS
Voto: 5 / 5
Niccolò Milesi milesi1984@yahoo.it (19-04-2010)
L'ho voluto leggere attirato dai sempre bei commenti che avevo sentito e dal film, anche quello un capolavoro. Bè, non mi ha deluso. In certe parti, soprattutto all'inizio, il testo è un pò complicato e poco scorrevole, ma che Romanzo ! Avvincente, misterioso, storico. Un libro fatto con una sapienza e una cura maniacale dei particolare e delle parole. Massimo dei voti.
Voto: 5 / 5
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