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Eco Umberto - Il pendolo di Foucault

Il pendolo di Foucault
Zoom della copertina
TitoloIl pendolo di Foucault
AutoreEco Umberto
Prezzo € 12,00
Prezzi in altre valute
Dati2004, 687 p., rilegato
EditoreBompiani  (collana Tascabili)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

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Descrizione
"... questo romanzo magico sulla magia, questo romanzo misteriosa sul segreto e sulla creatività della finzione, questo romanzo tumultuoso, questo romanzo luminoso su un mondo sotterraneo..." (Jacques Le Goff, L'Espresso); "Il messaggio del suo libro, se letto - come bisogna fare - come un libro sui misteri della fine del XX secolo, potrebbe anche voler dire che la storia da lui raccontata non è ancora finita..." (Alberto Asor Rosa, La Repubblica); "Il pendolo è libro superiore al Nome della rosa, pur se meno organico, proprio in quanto vi si incontra anche un Eco che non è più ludico ma, come dice Mondo, 'ha messo in gioco tutto se stesso'." (Maria Corti, L'Indice)

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 67 recensioni presenti.  Media Voto: 3.80 / 5

gallina (07-02-2010)
niente da dire sull autore ma mi trovo d accordo con gli altri giudizi... estremamente noioso... scritto bene ma si fa una fatica bestiale ad andare avanti e a non fermarsi alla lettura... la fine inoltre non è che sia proprio quello che ci si aspetta...
Voto: 2 / 5

antorizz (14-01-2010)
Che spavento che mi sono preso, vuoi vedere che il maestro si è perso nei meandri della sua geniale mente ed ha creato un manicomio di parole e situazioni, lo ammetto ero anche tentato di fermarmi ma poi ho capito quello proprio che non dovevo capire, la follia pian piano di chi come me voleva saperne di più sui templari si rivelava e alla fine m'è stato dolce naufragar in questo mare.
Voto: 5 / 5

Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (10-11-2009)
La prima volta che sentii parlare di livelli di lettura fu tanti anni fa a lezione di Farmacologia del Prof. Caciagli.Egli, in una delle sue lezioni introduttive ci disse che,( dovendo studiare su un tomo enorme ed eruditissimo quale il Goodman & G.),maggiore sarebbe stato il nostro arrichimento di dati e la conseguente preparazione se avessimo avuto da offrire una disposizione di dati a nostro favore piu' approfondita e piu' solida.In altri termini, si cerca cio' che si conosce o si apprezza e si assimila cio' che la nostra precedente cultura e' preparata ad assorbire. Quindi, nessun libro e' piu' adatto a questo sistema di acquisizione dei dati come il " Pendolo " di Eco.E, se la teoria dell' acquisizione nozionistico-filosofica-informativa e' giusta, in modo spero non affensivo si puo' dire che: piu' si e' "ciucci" piu' si trova illeggibile tale testo.E per estensione piu' si e' colti piu' lo si ama.Il Pendolo di Fucault, all' indomani della sua pubblicazione fu giudicato proprio in questi parametri, male dagli ignoranti (nel senso che ignorano i dati esposti), bene dai colti (nel senso di cultori degli stessi dati).Forse, vi e' troppa carne al fuoco: storia, massoneria, templari, scienza astronomica, filosofia, psicanalisi, editoria, algebra, editing, matematica, e cosi' via, nel cui contesto non basta piu', citando Eco, trovare il "lettore ideale affetto da insonnia ideale" ma, un lettore che sappia non solo di tutto un po', o un po' di tutto, quanto piuttosto: quasi tutto di molto.E questo e' un fatto acclarato, che poi, il romanzo piaccia o non piaccia per la sua storia o il suo gusto descrittivo o la sua vicenda e' tutt' altra cosa che, si puo' apprezzare in simpatia o detestare in antipatia o persino invidia ma,l' esigenza del lettore possibilmente colto: resta.Perche' resta l'offerta del testo verso costui di un livello non fatto medio.Ed e' puro razzismo culturale, lo so, lo sa anche Eco,probabilmente, ma la cultura non si puo' dare in confezione spray, poiche' e' e resta duro lavoro.Ogni giorno.
Voto: 5 / 5

Karl (13-10-2009)
Ho una passione speciale per questo libro, quindi NON sono imparziale, tutt’altro. Letto e riletto tante di quelle volte…e ogni volta avrei voluto che non finisse mai. Chi non è portato alla cultura enciclopedica, chi non ama la prosa barocca, chi non ha affinità con l’affabulazione erudita, NON lo prenda neppure in mano. Io l’ho amato, e mi unisco a chi lo mette mille miglia al di sopra dei romanzetti pseudo-storico-occultistici, magari imprecisi e pieni di strafalcioni (Brown non fa eccezione), il cui nome è ormai legione: Eco fa giustizia della sciatteria con cui la paranoia è andata a braccetto nei secoli creando Complotti tanto ridicoli quanto sgangherati. Notare che nulla di quanto riportato, comprese le tesi più assurde, è frutto della fantasia di Eco: tutte le peggiori farneticazioni sono state scritte e credute da qualcun altro… Ho trovato Casaubon, Diotallevi, Belbo, Aglié, Lorenza, i personaggi più veri mai nati fra pagine di un libro. Grande prova narrativa di Eco, che anticipa lo stesso talento dei successivi due romanzi. Fra l'altro, è uno dei due o tre libri che mi hanno fatto scoppiare a ridere in pubblico, durante la lettura. Grazie, Professore!
Voto: 5 / 5

Nicola Mosti (30-08-2009)
Difficile immaginare un libro altrettanto noioso. Un'autocompiacente - ed inutile - dimostrazione di (pseudo)erudizione.
Voto: 1 / 5

ilmig (19-07-2009)
come al solito ha Eco interessa piu mostrare la sua erudizione che raccontare una storia. Il suo sapere (peraltro enorme e ammirabile) risulta il fine e non un strumento al servizio della narrazione. Eco eccezionale linguista, non sarà mai uno scrittore nel senso più profondo nel termine mancando di spirito artistico. Ne segue l'ennesimo libro dal meccanismo preciso e ben congegnato ma incapace di trasmettere emozioni profonde, se non un profondo mal di testa e fastidio; travolti da nomi date e personaggi che alla fine, non lasciano tracce profonde nel nostro cuore.
Voto: 1 / 5

RICHI richimcmurphy@libero.it (21-04-2009)
(21-06-2007) Romanzo filosofico, certo, ma anche giallo storico, con elementi di semiotica e occultistica, esoterismo, astrologia e dramma d'amore, evocazione narrativa da romanzo d'appendice, intreccio fantasy, con elementi techno thriller e legal editorial. Romanzo anche di costume volendo, manca un po' la critica allo sport, ma anticipa la fine della privacy in nome di una libertà fittizia ma solo nello spendere tutto e subito. "Ma levati il tappo" direbbe Belbo a Umberto. E lui lo sa bene.
Voto: 5 / 5

Alberto (29-01-2009)
Un libro noiosissimo. Non sono mai stato tanto deluso in vita mia. Non c'e' assolutamente trama. Si tratta semplicemente di una litania di discorsi complottistici che attraversano la storia dei Templari. Ma se Eco ha piu' volte dichiarato che considera le storie dei Templari e dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion delle sciocchezze, perche' scrivere un libro attorno a queste (ed altre) fandonie? Ho apprezzato moltissimo Il Nome della Rosa. Un vero capolavoro. Questo libro e' di gran lunga inferiore. Se questo fosse l'unico libro scritto da Eco, gli direi di andare a scuola e studiare come si scrivono libri (trame, personaggi, desiderio, azione, ostacoli, ecc.). Dare sfoggio della propria cultura e' noioso. I personaggi devono fare qualcosa. Scrivere 400 pagine in cui tre persone si scambiano racconti enciclopedici su vita, morte e miracoli dei Templari e' insulso. Ma cosa vogliono fare questi personaggi? Dove vogliono arrivare? Quali sono gli ostacoli che si frappongono fra loro ed i loro traguardi? Sono allibito. Davvero un disastro.
Voto: 2 / 5

Tonino (17-11-2008)
Le ultime dieci pagine sono indubbiamente interessanti, e ci si rende conto che tutto il libro serviva per giustificare quelle dieci pagine. E qui finisce la parte buona. Mi domando: possono dieci pagine finali giustificare seicentosettanta (670) pagine introduttive noiose, falsamente erudite e, soprattutto, senz'anima? Se Eco avesse avuto doti umoristiche, avrebbe potuto scrivere un favoloso "Tre imbecilli alla caccia dei templari". Ma umorista non è. Se avesse il dono di toccare i sentimenti del lettore, avrebbe fatto immaginare vite nascoste e pulsanti, maledette ed intriganti, ma questo dono pure non ce l'ha. Diciamo alla fine che è un un Bignami del templarismo, romanzato, con molto mestiere, ma non ha anima. I personaggi sono piatti, senza profondità, senza palpiti di vita. Stanno vivendo un resoconto accademico, non la loro vita.
Voto: 2 / 5

Federico (15-10-2008)
Come sempre, e più di ogni altra volta, Eco riesce a mascherare dietro a una fitta rete di avvenimenti il vero scopo del libro. Non importa dove sia Agharta, chi sia il Re del Mondo o in quale parte del globo si sia perso un presunto messaggio. Tutto diventa relativo. Non una volta sola, ma, ipoteticamente, infinite volte. Non vi sono limiti all'ingegno umano nell'inventare. Costruire però una storia, il Piano, necessita anche la tempra atta a sostenerlo. Edificando oltre al limite, si rischia che tutte le impalcature crollino e, paradossalmente, solo nella sconfitta definitiva, la Morte, si conosce la Vita, quella vera, non quella costuira ad hoc, o quasi; la vita reale, fatta di uomini e di donne che dialetticamente si incontrano, si scontrano e si uniscono. Il genio di Eco non sta nella sua erudizione, a volte anche antiquaria, o nel suo stile, che a molti potrebbe risultare troppo complesso e poco scorrevole. L'astuzia sta nell'avvicinare il lettore con un pretesto (<<"Il pendolo di Foucault", il titolo mi sembra accattivante>> disse il lettore ignaro), testare se è abbastanza curioso e tenace da affrontale la mole del tomo, e poi, giunto alla fine, "far crollare tutto il palco". Perché? (si chiese, ormai stremato, il lettore non più ignaro) Per far pensare, far riflettere, cercando di farci avvicinare a quella piccola luce in lontanza che è il vero Significato, non del libro, ma della Conoscenza stessa. La storia è solo un pretesto, un artificio di altissima qualità narrativa... ma niente di più. La trama poteva vertere su infiniti altri personaggi ed altre storie, le quali, avrebbero conodotto comunque a vedere quel bagliore, probabilemnte solo da una diversa angolazione. Non importa chi, dove o quando. L'unico vero protagonista è sempre lo stesso, quell'animale metafisico chiamato uomo. L'uomo che apprende e che, anche quando crede di aver raggiunto la Verità, capisce che probabilemnte sta guardando nella direzione sbagliata. Un gran libro, un grande scrittore.
Voto: 5 / 5

Alessandro (30-08-2008)
Capolavoro: oltre alla trama di per se' avvincente, come al solito leggendo un libro di Eco si imparano un sacco di cose.
Voto: 5 / 5

tomas tomas.bolettino@tele2.it (28-04-2008)
Ci ho messo un po' a "capirlo", ma ne è valsa la pena! Consigliatissimo anche per chi vuole avvicinarsi ad Eco e capirlo (attenzione però che non è facile capire un genio). SPLENDIDO!
Voto: 5 / 5

Marlib (06-04-2008)
Eco fondamentalmente, mi si passi il termine, è un grande giullare della narrazione e credo mascheri spesso i messaggi semplicissimi che vuole esprimere nei suoi romanzi con arzigogolati intellettualismi posti "là e non altrove" per stimolare curiosità, spirito emulativo, dichiarazione d'amore nei confronti del sapere, del libro come oggetto "sessualmente" desiderabile, in alcuni passaggi delle sue labirintiche creazioni verrebbe voglia di chiamarlo "Umberto EGO". Il pendolo rimane una delle sue visioni più riuscite nel dichiararci sempre e comunque che l'amore di un uomo e una donna e più in generale degli esseri umani nei confronti della vita pur nella sua ardua e a volte impossibile realizzazione rappresenti la pietra filosofale, l'oro alchemico che continua vorticosamente a far girare la nostra cara e vecchia terra...
Voto: 4 / 5

sara s.belluomini@alice.it (01-04-2008)
mitico!
Voto: 5 / 5

andrea odd_soul@tin.it (09-03-2008)
complimenti ad un uomo erudito e tanto predisposto al dimostrare quanto noi tutti potremmo ancora addentrarci nei meandri della conoscienza... peccato che con il totale degli argomenti trattati avrebbe potuto scriverci 50 racconti e sarebbero risultati molto più incentrati su un cammino unitario. piccole citazioni senza spiegarre di che si tratti e da cosa sia derivato l'argomento... superficialità per un costante dialogo tra fittizzi personaggi. in 100 pagine circa hai la vera storia del libro il resto... meglio lasciare perdere e andarsi a fare una cultura personale passo dopo passo.
Voto: 3 / 5

alfredo (05-12-2007)
Senza duddio chi cerca il classico romanzo avvincente e mozzafiato rimarrà deluso. Questo è un libro che intreccia tra di loro i vari movimenti esoterici che sono emersi nel corso dei millenni,il cui ultimo fine è il raggiungimento di Agartha ed essere al cospetto del Re del Mondo. Un libro denso di avvenimenti storici che stimola chi lo legge ad esplorare più in profondità i fatti, i luoghi, i personaggi, le sette che si sono succeduti alla ricerca del segreto primario. A volte illeggibile è un libro di difficile approccio.
Voto: 3 / 5

GG gatta@racine.ra.it (18-10-2007)
Un'eterna ghirlanda abduttiva.
Voto: 5 / 5

Marco (17-09-2007)
Il libro di Eco è ricco,intelligente e ironico.Ho apprezzato soprattutto le riflessioni sulla storia:un libro aperto di segni, di rimandi mai conlusi. Nel gioco delle interpretazioni si cela però un pericolo,quello della tracotanza di colui che interpreta,del rischio di una conclusione definitiva. L'interpretazione è sempre ironica. Tuttavia il libro risulta spesso farragginoso e pesante,diciamo anche troppo pensato.L'intelligenza e l'acutezza intellettuale di Eco non si trasformano in una scrittura fresca e cristallina in grado di elevare l'autore al rango di grande scrittore.
Voto: 3 / 5

Filippo (28-08-2007)
L’ho letto per la terza volta, a distanza di quindici anni dall’ultima. Stavolta ho forse notato più i difetti (le prime 60 pagine, probabilmente scritte per decimare i lettori, o una fase centrale dove l’erudizione soffoca divertimento e narrazione), ma è un romanzo comunque straordinario, che non accetta compromessi e sceglie deliberatamente di sfidare il lettore: se ci stai bene, se no arrangiati. Il "Nome della Rosa" non l’avevano letto tutti quelli che l’avevano comprato ma il film consentiva bluff clamorosi. Con questo Pendolo, invece, Eco fa veramente la conta di chi può stare al suo gioco. A leggere i precedenti commenti direi che c’è riuscito in pieno. Molto bello.
Voto: 4 / 5

francesca fra.bertolini@gmail.com (27-07-2007)
Libro complesso ed in certi tratti davvero arduo da seguire con tutti quei riferimenti.l'autore indiscutibilmente un genio.
Voto: 5 / 5

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