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In quella zona del basso Piemonte dove, anni dopo, sorgerà Alessandria, Baudolino, un piccolo contadino fantasioso e bugiardo, conquista Federico Barbarossa e ne diventa figlio adottivo. Baudolino affabula e inventa ma, quasi per miracolo, tutto quello che immagina, produce Storia. Così, tra le altre cose, costruisce la mitica lettera del Prete Gianni, che prometteva all'Occidente un regno favoloso, nel lontano Oriente, governato da un re cristiano. Avventura picaresca, romanzo storico in cui emergono in germe i problemi dell'Italia contemporanea, storia di un delitto impossibile, racconto fantastico, teatro di invenzioni linguistiche esilaranti, questo libro celebra la forza del mito e dell'utopia.
Recensioni 1 - 20 di 31 recensioni presenti. Media Voto: 3.83 / 5Mr. Sam (23-08-2011) Un Romanzo splendido che riconferma l'estro e l'inventiva del grande Maestro. Rapisce, affascina, seduce e trascina il lettore, inerme spettatore della propria "prigionia narrativa", fino alle ultime pagine in uno stato di perenne ed assoluta curiosità e stupore. Velocissimo, divertente, storicamente interessante ed impreziosito da quelle tinte fantasy necessarie alla costruzione di un mondo "nuovo" nell'oscuro medioevo, Baudolino si colloca sicuramente tra le opere più valide dell'illustre autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
doolittle (16-01-2011) Un libro veramente insulso,non riesce ad appassionare,fin dalle prime pagine risulta pesante,pieno di retorica ma vuoto nel contenuto...
Eco,come al suo solito,infarcisce il libro di frasi in latino per far pensare che si stia leggendo un libro "colto",ma non è così è solo un libro estremamente noioso!!!!Lo scrittore si diverte a sconvolgere la storia riducendo tutti a truffatori o stupidi,compreso Federico Barbarossa,che diviene in questo libro uno sciocco pronto sempre ad abboccare all'amo che Baudolino,un contadinotto, via via gli getta per fare i propri interessi.... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
robiro rapiti.r@libero.it (03-09-2009) Romanzo fantastorico, dove Eco ci mette molto della sua fantasia mitologica e allo stesso tempo lo arricchisce di precisi e puntuali riferimenti storici. Un libro originale da leggere senza troppe aspettative, per chi vuol viaggiare con la mente e vivere avventure uniche. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Angelo angelo.vargaz@gmail.com (01-06-2009) "Baudolino"è uno dei pochi libri che ci si portano dietro con la memoria, non riesci a dimenticartene, ed ecco che ci si rende conto che si è stati e lo si sarà ancora un Baudolino errante e bugiardo. Allora "Baudolino" come sinonimo dell'avventurarsi verso l'ignoto sdolcinato e tante volte desiderato, che alla fine si rivela per quello che è: un amaro sogno ad occhi aperti, dove le bugie hanno ali cherubine. Che fare della Storia e delle sue frottole? Se non altro splendide magie che aiutano il nostro eroe a superare le proprie disgrazie che si contano numerose come i tanti sogni infranti, però più Baudolino racconta più si accorge che forse è meglio non credere a nessuna storia, a lasciare che il tempo bizzarro lo faccia per lui. Così capisce veramente che cosa significa invecchiare, perdere la propria fantasia.I compagni d'avventura se ne vanno via con gli anni crudeli che passano senza guardare in faccia se si sia stato un valente guerriero o solo un vagabondo rassegnato. Il Tempo schiaccia Baudolino come un grosso e pesante macigno fa con dorate olive, quello che alla fine viene fuori è liquido vitale del narrare che diventa più forte di qualsiasi bugia o sogno si voglia inseguire. Delle volte le mete che ci prefissiamo non sono molto lontane da noi, ma quando non ci si accorge di vederle allora forse è meglio rimettersi in cammino. Grazie Maestro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (23-05-2008) Fantastico... e per un piemontese ancora di più! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marlib (16-05-2008) E bravo Eco! in questo bel romanzo che acquistai il giorno in cui uscì nelle librerie(mi definisco un seguace del buon alessandrino da lunga data)la luce mirifica del bello del leggere, una sorta di Ecofania, ti conquista sin dalle prime carte, appassionando il lettore ben predisposto (Eco non è mai di facile lettura)lasciandolo senza fiato,lanciandolo in un mondo fantastico e realissimo , in una macchina del tempo di cui Eco è maestro conoscitore dei suoi congegni.Lasciatemi dire: consolazione altissima alla mediocrità e alla stupidità dei nostri tempi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
demone libero (23-01-2008) Il solito Eco geniale! Una storia che intreccia ogni cosa. Politica, sentimento, fantasy, storia - che a me, in genere, un pò annoia... ma certamente non qui!- Un personaggio delizioso che quando lo lasci ne senti immancabilemnte la mancanza. Bello! Da invidia! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianni F (21-06-2007) Nella mia limitata esperienza di Eco, avendo letto solo 3 libri (Il nome della rosa, Il pendolo di Foucault e quest'ultimo), posso dire che dei tre preferisco Baudolino, forse perché é un buon equilibro tra azione e pensiero. Ma é proprio il personaggio Baudolino ad essere eccezionale, un ciarlatano che dice la verità, un mistificatore onesto, insomma, il personaggio letterario perfetto, a mio avviso. Credo che Eco non abbia scritto di meglio, quindi lo consiglio a chi vuole accostarsi a lui senza troppo traumatizzarsi con libri troppo "pensosi" o complessi. in ogni caso uno dei più bei libri che abbia letto. Trattengo il mio entusiasmo per non sembrare troppo infantile, ma Baudolino é il miglior personaggio che ho incontrato in un romanzo. Leggetelo. GF Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nahr (01-02-2007) baudolino è un libro che non mi è piaciuto per niente!!!
è un libro che non ti coinvolge, mentre lo leggi non ti viene quella voglia di scoprire cosa succede in seguito. lo trovato veramente noioso! poi questo è il mio parere...!!!
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Pippo (19-09-2006) Molto bello ed avvincente per 3/4 ma si perde irrimediabilmente nel finale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Piero Suriano dereg@caltanet.it (05-09-2006) Il personaggio di Baudolino fa subito venire in mente Daniele, l’ebreo giusto e saggio vissuto al tempo dell’esilio a Babilonia,le cui vicende sono raccontate in uno dei libri della Bibbia che prende il suo nome. Come Daniele, Baudolino non è storicamente mai esistito e racchiude più personaggi in uno solo. La somiglianza tra i due in certi casi è molto evidente. Entrambi sono uomini di potere che vogliono influenzare in meglio il corso degli eventi, non esitando a crearsi un cerchio di amici nella corte che fa pensare alle lobby moderne. Entrambi sono uomini onorati e rispettati dal loro signore, la loro innata bontà si unisce ad una tagliente perspicacia e ad una saggezza terrena. Insegnano ostinatamente la pace senza dimenticare la giustizia. Ma soprattutto sono dei cantastorie che mescolano abilmente (talvolta sadicamente Baudolino) il mito, l’epica e la storia. E qui veniamo ad uno dei punti centrali del romanzo: la totale sfiducia nella storia, il ritenere che raccontare il fluire degli eventi si presti facilmente e quasi sempre a strumentalizzazioni da parte di chi racconta. Lo storico ridotto a giullare di corte che si ingegna per compiacere il suo signore, che è il suo datore di lavoro con in più il diritto di decidere se egli debba vivere o morire. Baudolino, è insomma, una sorte di intellettuale organico al potere, che cerca di mutarlo in meglio agendo dal di dentro. Accanto a ciò, c’è una critica corrosiva del carattere degli italiani, considerati deboli, opportunisti e invidiosi l’un dell’altro, per i quali le lotte di campanile per salvare l’orticello personale sono preminenti rispetto ad una dignità nazionale tanto invocata, ma mai abbracciata sinceramente. Di fronte le varie leghe messe su più per interessi di bottega immediati che per un reale desiderio di cacciare lo straniero prepotente, il personaggio di Federico Barbarossa si staglia come un gigante in mezzo a tanti principi nani. Un po’ demagogica e caricaturale sembra la caratterizzazione degli uomini di chiesa, visti tutti come crapuloni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giosue (21-06-2006) Divertentissimo, colorato e sempre interessante. Baudolino è insieme romanzo storico, di pura immaginazione, è epico e addirittura a tratti fantasy. Il bugiardo Baudolino conquista il lettore che lo adora e si chiede sempre se sta raccontando fatti o palle. Come Virgilio diede natali nobili a Roma così Eco celebra la sua Alessandria Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fmf (06-06-2006) una lettura appassionante e avvincente. fondamentale per conoscere il mondo medievale, l'amor cortese, gli Assassini, il viaggio, lo scolasticismo, le cronache. favolesco e favoloso, geniale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
love (04-03-2006) uno dei libri più belli che abbia mai letto.la capacità tragica e satirica di eco è fenomenale.è un grande,poco da dire.e chi non lo apprezza dovrebbe studiare un pò di più la storia!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna (17-01-2006) Bellissimo il personaggio di Baudolino eroe bugiardo del medievo che viene lapidato quando unica volta nella sua vita dice la verità!
Stupende le pagine attraverso le quali Eco ci fa immergere nelle fantstiche atmosfere di magiche terre d'oriente. Ma su tutto è da apprezzare la mastria di quest'autore che giocando con Storia e leggende, con religione e filosofia, ci racconta la nascita della cultura occidentale, come oggi la conosciamo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franco Morettini fmorettini@hotmail.com (16-12-2005) Dopo l'inciampo dell'"Isola del giorno prima" Eco ci dona questo nuovo gioiello una scorreria nel mondo del meraviglioso medievale.
Riabilita la figura del Barbarossa, ci trasporta nei viaggi di Marco Polo usando tutti i mezzi possibili: bestiari, lapidari etc.
Finalmente un libro che tratta i Templari non come cavalieri depositari di segreti magici, ma come una setta di ladroni ed eretici.
"Baudolino" ci riporta l'Eco del "Nome della rosa" e per certi versi lo supera pure. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mau (24-07-2005) 5/5 x chi vive ad Alessandria
1/5 x chi vive altrove
Non credo i due binari si possano congiungere senza prima conoscere determitate storie vere o presunte del luogo dove nasce Baudolino.
Forse San Gennaro sarebbe stato più "popolare", quindi comprensibile.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Steve (22-07-2005) Una leggera ripresa rispetto all'"Isola del giorno prima", ma ancora molto lontano dagli standard sublimi dei primi due romanzi di Eco. Sono molto meglio le sue "Bustine" sull'Espresso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fabfabio (23-05-2005) Inizio interessante e promettente, ma a lungo andare stanca, talvolta ripetitivo all'eccesso.
Delirante nella parte finale.
Lontano anni luce dal "Il Nome della Rosa"
Per rispetto generale ai libri, lo conserverò nella mia libreria, ma meriterebbe di finre in un falò Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 31
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