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Eco Umberto - L' isola del giorno prima | Nell'estate del 1643 un giovane piemontese naufraga, nei mari del sud, su di una nave deserta. Di fronte a lui un'Isola che non può raggiungere. Intorno a lui un ambiente apparentemente accogliente. Solo, su un mare sconosciuto, Roberto de la Grive vede per la prima volta in vita sua cieli, acque, uccelli, piante, pesci e coralli che non sa come nominare. Scrive lettere d'amore, attraverso le quali si indovina la sua storia: una lenta e traumatica iniziazione al mondo secentesco della nuova scienza, della ragion di stato, di un cosmo in cui la terra non è più al centro dell'universo. Roberto vive la sua vicenda tutta giocata sulla memoria e sull'attesa di approdare a un'Isola che non è lontana solo nello spazio, ma anche nel tempo.
16 recensioni presenti. Media Voto: 2.87 / 5Francesco umwetter@libero.it (27-12-2011) Libro per pochi. Solo i lettori più incalliti; solo quelli che non si fanno intimorire da qualche pagina più ostica e da una trama non certo capace di irretire il grande pubblico; solo quelli che vanno incontro ad Eco e non prentendono che sia lui a venire incontro a noi, potranno apprezzarlo ed amarlo. Gli altri invece troveranno un muro che non consentirà loro neanche di terminarlo, questo libro. Di sicuro, quando lo avrete finito (e se l'avrete gustato), lo guarderete con un certo rispetto nella vostra libreria. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roberto lucarelli robertolucarelli@yahoo.it (09-11-2010) Non riesco a capire la votazione bassa su questo romanzo di Eco.
Dal punto di vista letterario,visto che Il nome della rosa viene preso sempre come esempio,non mi sembra di qualità inferiore,anzi in molte parti lo si può considerare pura poesia.
Certo la storia non sarà avvincente come nel giallo medievale sopra citato,e questo,forse,avrà fatto storcere il naso a chi è abituato a leggere libri di qualità,ma comunque dalla trama semplice e immediata,magari con un bel pò di suspance.
Qui Eco ha ideato un romanzo con un contenuto filosofico di tutto rispetto.Tutte le domande che hanno assillato i filosofi della natura e i teologi di tutti i tempi sono qui presenti.
Poi quando il protagonista,Roberto,si è creato quel mondo parallelo in cui accadevano le cose che nella sua vita reale non avevano avuto luogo,è stato un vero capolavoro.Un intreccio di realtà e mondi paralleli gestiti con grande maestria.E questo riporta alla filosofia dei molti mondi o mondi paralleli.Il tutto con sfondo un luogo,quello del meridiano del cambiamento di data,in cui passato e futuro possono creare dei brutti scherzi.
Alla fine un romanzo che merita di esser letto da chi ama porsi delle domande sulla vita e su l'universo che ci circonda.Sicuramente da rileggere più volte.Grazie Eco. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
neuromancer haccra@hotmail.com (19-05-2008) Arrieccoci: il Professor Eco a sfoggiare in lungo ed in largo la sua immensa cultura !!!!
La solita accozzaglia di citazioni dotte e svolazzi da accademia: aveva scritto un bel romanzo (Il nome della rosa) e non poteva continuare a "volar basso" e farci divertire ?!
No (narcisismo ?) s'invola colà solo dove pochi lo possono seguire....
A me lascia definitivamente a terra, povero incolto, ma convinto che ... adesso basta con Eco.
Peccato però, il ragazzo prometteva bene ..... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Herzog (28-11-2007) Un viaggio nel tempo, perduto, su un'isola misteriosa, costretto a inventare tutto e a non far tesoro di niente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
crespo (25-07-2007) brutto, nn leggetelo! Eco da prova della sua cultura, fine, non c'è altro in questo romanzo...contento lui. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
k. (11-10-2006) Per quanto mi riguarda questo è il peggior libro in assoluto di Eco. A dire il vero parte in maniera abbastanza coinvolgente, ma poi si perde in una trama senza senso e in chiacchiere casuali che sembrano buttate lì solo per aggiungere pagine alla storia. Decisamente brutto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giulia89 (29-07-2006) libro intenso e profondo anche se eco sembra voler trattare a tutti i costi argomenti culturali dilungandosi troppo e facendo perdere omogeneità al racconto che può risultare a tratti poco scorrevole. libro adatto x farsi una cultura e riflettere anche se a tratti ci si perde nei ragionamenti di eco.cmq da leggere se si ha voglia di pensare e aprire la mente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Trixter (18-01-2006) Ieri ho finalmente portato a compimento la lettura di questo romanzo. E dico 'finalmente', in quanto esso mi è parso piuttosto pomposo e pesante. Vi ho colto una volontà autocelebrativa dell'autore, il quale ha voluto piuttosto mostrare le proprie indiscutibili conoscenze di letterato e glottologo, ha voluto divertirsi ad evidenziare la padronanza della lingua italiana (moderna ed arcaica) nel gioco della punteggiatura sapiente e dei sinonimi fantasiosi. Per il resto, i personaggi a mio giudizio più spassosi sono state delle semplici comparse, vedi Padre Emanuele e, ancor di più, l'ottimo Saint-Savin, scomparso, ahimè, dopo appena 150 pagine. Fa seguito una storia un po' sfilacciata, densa di simboli, digressioni storiche, tematiche astronomiche, teorie tolemaiche ecc. Per me, che amo la lettura d'intrattenimento, decisamente troppo. E' innegabile, tuttavia, che Umberto Eco sia un vero artista dell'arte di Guttemberg. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Franco Morettini fmorettini@hotmail.com (16-12-2005) Il barocco non è probabilmente il periodo di Umberto Eco, "L'isola del giorno prima" è insufficiente come saggio di filosofia della scienza, lungo e pesante come romanzo.
Ormai Eco ci aveva abituati male e in questo libro toppa alla grande sembra aver perso le sue doti di grande affabulatore.
Senza una trama ben definita la storia non decolla anche se l'argomento sarebbe interessante, unica nota positiva: il titolo ben azzeccato.
Da questo autore ci aspettiamo di meglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Nicola (05-12-2005) Se questo è un libro inutile, Galileo, Leibnitz e Newton hanno vissuto invano.
E mi intristice vedere come ormai la Letteratura debba travestirsi da entertainment e passare per i multisala per essere apprezzata.
Ogni capitolo del romanzo mi portava a fare ricerche, a studiare la storia della scienza o a confutare, in immaginari dibattiti le tesi prtate avanti ora dall'uno ora dall'altro dei personaggi che animavano la narrazione.
Un racconto senza storia? Può darsi. Ma se volete un'avventurina guardatevi il DVD Castaway. Questo è ben altro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
neobùle fra_cicchi@libero.it (06-11-2005) il classico libro che, quando finisci di leggere, ti spinge a chiederti: "e allora?" Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Steve (22-07-2005) Peccato. Dopo due incredibili capolavori Eco ci propina un libro a dir poco piatto, troppo lungo e senza né capo né coda. Un'occasione decisamente persa. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
rico de la roche (08-06-2005) Apparentemente sublime.......in realta' molto di piu' Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Max m_carrer@libero.it (13-02-2005) Inutilmente lungo. Trama assente. Aggravante: scritto dopo due miti il Pendolo e la Rosa.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fif (08-11-2004) Grandissimo. Al secondo posto tra i romanzi di Eco, dopo il Pendolo. Barocco batte baricco!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Laura Liguori marialaura2@libero.it (23-09-2004) Diffidenza. Ecco che cosa mi ha suscitato questo libro sin dalla prima pagina. Sono andata avanti perchè anche ''Il nome della rosa'' mi aveva dato la stessa sensazione, anche se poi alla fine mi ero ricreduta. Ma x questo libro qui, no. E' un po' sconclusionato, e il protagonista vaga (senza meta?) come ha vagato la mia mente nel tentativo di capire il motivo per cui mi mancava, durante la lettura, la voglia di proseguire con la storia e col viaggio. Mi sono trovata impantanata in un libro pieno di pagine inutili, seppure scritte con perizia, ma sinceramente neanche la scrittura magistrale di Eco è riuscita a tirare un po' su questo romanzo che francamente risulta essere un po' deludente.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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