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Ben Jelloun Tahar - Il razzismo spiegato a mia figlia-Il montare dell'odio |
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Titolo | Il razzismo spiegato a mia figlia-Il montare dell'odio |
| Autore | Ben Jelloun Tahar | | Prezzo |
€ 8,50 |  | | Dati | 2005, 142 p., rilegato | | Traduttore | Volterrani E.; Lorusso A. M. |
| Editore | Bompiani
(collana PasSaggi) |
| | Disponibile anche usato a € 4,25 su Libraccio.it |
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Un grande scrittore spiegava alla sua bambina di dieci anni che cos'è il razzismo, come nasce, perché è un fenomeno così tristemente diffuso, dando vita a un dialogo capace di trascendere i confini dell'occasione intima e famigliare e porsi come lezione di vita per tutti i lettori. Il suo sommesso e pacato dialogo con la figlia si arricchisce oggi di nuovi elementi: la ricostruzione della storia dell'Intifada, la spiegazione della differenza tra Islam e islamismo, l'analisi dei diversi fondamenti storico-ideologici degli usi e costumi di ebrei e palestinesi. La sua parola d'ordine è: tolleranza.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788845233685
Il razzismo spiegato a mia figlia-Il montare dell'odio
Un grande scrittore spiegava alla sua bambina di dieci anni che cos'è il razzismo, come nasce, perché è un fenomeno così tristemente diffuso, dando vita a un dialogo capace di trascendere i confini dell'occasione intima e famigliare e porsi come lezione di vita per tutti i lettori. Il suo sommesso e pacato dialogo con la figlia si arricchisce oggi di nuovi elementi: la ricostruzione della storia dell'Intifada, la spiegazione della differenza tra Islam e islamismo, l'analisi dei diversi fondamenti storico-ideologici degli usi e costumi di ebrei e palestinesi. La sua parola d'ordine è: tolleranza.
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6 recensioni presenti. Media Voto: 3.83 / 5Lorenzo Panizzari lorenzo.panizzari@inwind.it (26-05-2012) Qualcuno dovrebbe prima spiegarlo a lui, ma probabilmente l'autore si rivelerebbe troppo razzista per capire: perfino un leghista è più tollerante.
L'autore nella prefazione dichiara il libro destinato a ragazzini di 8-14 anni ma utile anche agli adulti. Io credo che non lo si dovrebbe leggere senza avere accanto chi può raddrizzare le storture interpretative e la visione unilaterale dei fatti. E' talmente di parte da risultare dannoso per l'integrazione, che è il vero tema dello scritto; non il razzismo, usato solo come porta d'ingresso.
Esalta tolleranza e comprensione, ma più di una volta emergono il razzismo dell'autore, con giudizi netti (l'insegnante ha sbagliato, i bambini meticci sono più belli, è un porco, i razzisti come handicappati) e molto discutibili; per condannare il razzismo non si riflette su legittime diversità di pensiero ed il sacrosanto (qui mai considerato) relativismo culturale. Afferma che non esistono razze umane in funzione del colore, ma poi il razzismo è quasi sempre descritto come i bianchi verso qualcuno.
Ci sono poi errori storici ed interpretativi gravi: le crociate come comportamento razzista; il colonialismo descritto con la più banale retorica terzomondista; l'esclusione del ruolo della religione (perché oggi l'islam è più razzista del cristianesimo?); parla di antisemitismo ed islamofobia e non cita il reciproco (spesso più violento) verso i cristiani, come se non esistessero comportamenti razzisti specifici da parte degli arabi/musulmani; per il razzismo dei giovani è quasi del tutto responsabilizzata la scuola e le istituzioni francesi che non fanno abbastanza per l'integrazione; indigeno come parola dai connotati razzisti (??); i palestinesi vittime, gli israeliani carnefici; gli islamisti sbagliano, ma non sono kamikaze bensì martiri, e diventano tali per colpa del contesto in cui si trovano (l'occupazione israeliana).
Un libretto terribile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Michele Lucivero michele.lucivero@istruzione.it (01-05-2009) A dieci anni dalla pubblicazione di questo sintetico opuscoletto, il tema del razzismo si pone come questione urgente, specialmente dopo gli ultimi episodi della cronaca italiana.
Lo scrittore francese, di origine marocchina, cerca di spiegare con parole semplici e generelizzazioni efficaci (non sempre corrette: hutu e tutsi non sono due etnie diverse, ma si tratta della stessa popolazione divisa dai dominatori belgi per sottometterla meglio) le ragioni e le origini dell'odio razziale, non in uno stile pomposo, trattatistico, ma con brachilogie, al fine di esaudire le richieste di chiarimento di sua figlia di 13 anni. Ne risulta un testo leggero, semplice, ma al tempo stesso impegnativo e pregnante. Due le acquisizioni fondamentali che incontrano la mia netta approvazione: 1. i bambini non nascono razzisti, ma lo diventano per motivi legati alla educazione impartitagli e 2. i meticci sono sempre belli: "è la mescolanza che crea la bellezza". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emanuele dnb.recen@libero.it (03-08-2005) L’autore, Tahar Ben Jelloun, marocchino che risiede in Francia, affronta un problema che ha sempre, purtroppo, accompagnato l’uomo in particolare in questi ultimi due secoli.
L’argomento viene trattato riportando un dialogo diretto tra lui e la figlia di dieci anni d’età, con domande e risposte da entrambe le parti, e con spesso l’autore, quale padre, posto a motivare, spiegare alla figlia comportamenti ed azioni razzistiche che la sua coscienza di bambina comincia a voler interpretare ma non avendone i mezzi.
Scorre piacevolissima la lettura, sebbene è possibile distrarsi un po’ a causa del proprio ricavarsi un’immagine ed una ragione su quanto descritto e che accade in una nazione come quella d’oltralpe, che ha avuto un vero impero coloniale, e che oggi ha numerosissimi residenti al suo interno originari di quei paesi.
Molto bello il ragionamento storico che il padre si propone di far capire alla bambina, e che si sviluppa come un lungo gioco del perché, ma che ci fa capire anche quanto sia in arretrato il nostro paese sul problema, alla luce anche delle ondate xenofobe di qualche parte politica e dell’applicazione di alcune norme legislative in termini d’immigrazione.
Nella nuova edizione che comprende anche il montare dell’odio, viene esposto un aggiornamento del dialogo tra le due parti, con la figlia non più bambina, ma quasi maggiorenne e sicuramente più matura e con accresciuta coscienza critica.
Apre la mente e fa riflettere, sebbene molto conciso come testo.
Voto :5/5 Emanuele : dnb.recen@libero.it
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (22-06-2005) E' un libro molto bello purtroppo però, secondo me, l'autore non riesce ad esprimersi a pieno, perchè a volte vorrebbe aggiungere cose che potrebbero essere paradossali. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Chiara (12-04-2005) E' un libro che insegna tante cose sul razzismo utili e interresanti e lo consiglio a tutti i ragazzi/e soprattutto di una scuola media o superiore...baci chiara Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara peloni@interfree.it (31-03-2005) il libro è bello e spiega fatti importanti del razzismo, secondo me è ottimo da leggere. Può sembrare noioso ma in compenso t'insegna cose importanti Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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