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Veronesi Sandro - Caos calmo |
Premio Strega 2006. Pietro Paladini è un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, una donna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vita a una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugia nella sua auto, parcheggiata davanti alla scuola della figlia, e per lui comincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa quanto produttiva nei risultati. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre a poco a poco il lato oscuro degli altri, di quei capi, di quei colleghi, di quei parenti e di tutti quegli sconosciuti che accorrono a lui e soccombono davanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e li contiene tutti, li ispira fino a un finale inaudito eppure del tutto naturale.
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Caos calmo
Pietro Paladini è un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, una donna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vita a una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugia nella sua auto, parcheggiata davanti alla scuola della figlia, e per lui comincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa quanto produttiva nei risultati. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre a poco a poco il lato oscuro degli altri, di quei capi, di quei colleghi, di quei parenti e di tutti quegli sconosciuti che accorrono a lui e soccombono davanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e li contiene tutti, li ispira fino a un finale inaudito eppure del tutto naturale.
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| La recensione de L'Indice |
 Leggo Caos calmo di Sandro Veronesi e ho l'impressione, per molte pagine, di essere capitata in un romanzo di Ian McEwan. E questo sarebbe un bel complimento, perché McEwan è uno dei maggiori scrittori inglesi viventi. Le atmosfere e, oserei dire, le ambizioni sono simili. Narrare un mondo che, sia pur limitato a un'esperienza individuale, si è fatto mostruosamente complesso e sostanzialmente incomprensibile. Rinarrare, se possibile, mutate le condizioni, la giornata joyciana, l'odissea del nostro Ulisse contemporaneo preso nelle brighe di crescere e diventare adulto in una vita che anagraficamente lo definisce già tale ma cui lui rifiuta credibilità. Tutto questo sembra da subito far parte come tema e obiettivo delle pagine di Sandro Veronesi, autore, in passato, di un bellissimo libro di tema analogo, La forza del passato , romanzo pluripremiato di cui uno dei personaggi, il protagonista e autore delle avventure per ragazzi di Pizzano Pizza, in ombra, compare anche attraverso una mail in questa nuova prova dello scrittore. Come in La forza del passato , come in tanti romanzi dalla nascita della forma romanzo, la vita quotidiana di un protagonista medio - medio socialmente, medio per formazione e informazioni - viene sconvolta da un evento tragico. L'evento del libro precedente era l'irrompere di un personaggio fantastico, un ex agente segreto, nella quotidianità familiare del narratore, che veniva così a scoprire di suo padre un passato insospettabile e, fino a un certo punto, decisamente poco credibile. L'evento-ostacolo di Caos calmo è invece una morte, la morte della compagna e quasi moglie del protagonista, che a pochi giorni dal matrimonio - i due hanno già una figlia, Claudia - all'improvviso si sente male. Muore d'estate, con un vassoio di frutta fra le mani, mentre il suo futuro marito è in spiaggia con il fratello a fare un bagno in apparenza simile a quelli fatti per un'intera vita, nel mare di sempre. Ma già qui, nell'apertura in vero assai efficace del romanzo, l'ordine delle cose è sovvertito da un annuncio e da un rischio di morte: una donna fra le onde rischia di affogare, il protagonista si affretta a cercare di salvarla, ma la donna si aggrappa a lui quasi fino a ucciderlo e lui la spinge verso terra a fatica e, cosa ancor più sconcertante, in preda a un'erezione. Nel frattempo la mancata moglie, ignara del rischio corso dal mancato marito, muore. E davvero, per citazioni che sembrano anche esplicite, si ha la sensazione di essere dentro L'amore fatale di McEwan, che iniziava appunto con un drammatico salvataggio, una mongolfiera in fiamme che precipita nel mezzo di un tranquillo parco, causa di repentino mutamento nelle vite di tutti i personaggi. O ancora, sembra di ritrovarsi nell'incipit di Bambini nel tempo , quando un padre distratto perde, senza sapere come e per sempre, la piccola figlia dentro un supermercato. L'invasione della tragedia in un quotidiano apparentemente immutabile è dunque senz'altro un tema forte di questi tempi in letteratura. McEwan o Martin Amis praticano questo movimento narrativo con suggestiva e invidiabile semplicità. Ci stordiscono a forza di normalità esplose, di proiezioni di paure assurde, che lasciano il fragile equilibrio dell'occidentale contemporaneo in balia dell'assenza di senso. Caos calmo ha senz'altro l'ambizione di fare altrettanto: perché poi il protagonista, rimasto vedovo, deve affrontare molte difficoltà, come dire alla piccola figlia rimastagli cosa fare, come gestire i suoi rapporti con parenti, amici e colleghi che sembrano aprirsi a lui in improvvise confessioni che forse prima - prima dell'irruzione della morte nella sua vita, irruzione paradossale per quanto riguarda il quasi annegamento, irruzione reale e assurda al tempo stesso per quanto riguarda la morte della moglie - mai gli avrebbero fatto. Inizia la sorella di Lara, la morta, di nome Marta, a confessargli l'infelicità di Lara e a imputargli molti tradimenti. Continuano dopo gli altri coprotagonisti, il fratello tra questi, a rilasciare dolore su Pietro Paladini, invaso da questo caos calmo della vita. Ma, come lui stesso dice, la mazzata di questa morte, il lutto che dovrebbe bene iniziare a farsi sentire prima di essere elaborato, non arriva. Misteriosamente. Non arriva fino a una conferenza in cui una psicologa parla di come comunicare la morte ai bambini e Pietro, dopo le pagine migliori del libro insieme a quelle iniziali, sviene. Sviene continuando a non darsi ragione del perché. Sviene dopo aver visto una macchia di sangue sotto la narice di una sua vicina il cui viso gli ricorda ogni cosa di cui abbiamo paura nella vita, dai vampiri agli zombi. Ma allora, mi chiedo, cosa manca a questo libro per essere all'altezza di uno dei romanzi di McEwan o di Amis? Me lo domando con rimpianto, perché questo libro aveva (ha) dentro tutte le potenzialità e la densità e le ambizioni per essere un grande romanzo, e io sono stata una lettrice felice, fino a un certo punto. E l'unica risposta che riesco a darmi è che in questo caos calmo manca il ritmo, la frenesia si disperde, l'ossessione diventa ragionativa, la narrazione indulge alla chiacchiera e per questa perdita d'equilibrio la storia naufraga prima di averci fatto soffrire, fino in fondo, per il drammatico mistero della morte che cade nella nostra vita senza ragioni e sull'assenza di senso che traspare dalle relazioni che Pietro intreccia. Non si dimentica Caos calmo per alcune sue pagine, ma purtroppo non si arriva a vedere l'insieme. Del resto, questo è il rischio, raramente corso in Italia, di tentare un romanzo sulla complessità. Antonella Cilento |
Recensioni 1 - 20 di 338 recensioni presenti. Media Voto: 3.55 / 5Daniele D'Agostino (28-02-2013) Ottimo libro, buona descrizione dei fatti, molto realista, a tratti crudo e dtato di un sottile humour. Una bella scoperta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Diego (15-09-2012) In linea con le attese. Da un libro che si intitola Caos calmo non si può certo pretendere molta dinamicità, anche se l'inizio è davvero avvincente ed è forse per questo che, prima di metà libro ci si sente un po' delusi visto che succede gran poco... da lì in poi però si capisce l'intento del romanzo e ci sono alcuni spunti di riflessione interessanti. Il punto forte è sicuramente l'analisi profonda nei pensieri e nel modo di essere di Pietro, il punto debole la storia un po' surreale. Adatto a persone calme... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maria (07-09-2012) orribilmente volgare
volgarmente orribile Voto: 1 / 5 |  |  |  |
puzzailsignorvincenzo (13-03-2011) Un bellissimo libro, assolutamente da leggere, ben scritto, coinvolgente, originale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
grif (14-01-2011) L'immobilismo "dinamico" in cui è sprofondato Pietro smuove pensieri, genera incontri, attiva speculazioni che ravvivano questo piacevole libro. Un periodo sabbatico di introspezione e di valorizzazione dell'essere padre che pare un lusso riservato alle classi più agiate. Con un piccolo sisma erotico verso la fine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
occhiot3rzo (06-01-2011) Rimango sempre sconcertato, dopo aver finito un libro, dai giudizi che vengono lasciati. Ho sentito certe stroncature che a mio giudizio non rispecchiano neanche una lettura attenta ma una svogliata ricerca di emozioni da cinepanettone. Leggere Caos Calmo che è un romanzo introspettivo che parla di vicende umane come il lutto, il possibile licenziamento, il rapporto padre e figlia e dire che è noioso... che non si riesce a terminare... a mio giudizio vuol dire che certa gente deve per forza dire qualcosa. A mio giudizio è un'opera interessante, scritto in modo originale e che, a contrario di quanto letto finora, riesce a tramettere delle immagini che spingono a riflettere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valeria (22-11-2010) Bruttino il libro, orripilante il film! Mio Dio, Nanni Moretti che parla francese! Per non parlare della scena di sesso: bisognerebbe impedirgliele per decreto governativo, le scene di sesso a Nanni Moretti. Roba da rimanere frigide a vita. Mi si è aggricciata la pelle. Uno scrittore decisamente sopravvalutato. Il premio strega, addirittura!! Maddai. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sergio (08-06-2010) Libro profondamente noioso al limite del non senso Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Bernard Dino (24-08-2009) Che cosa mi resta di questo libro dopo quattro anni? Resta un protagonista che quando leggevo aveva il faccione di Veronesi ed ora che scrivo ha quello di Nanni Moretti. E poi resta il motto iniziale "Gli altri pensano a noi infinitamente meno di quanto crediamo". Non ho capito che cosa c'entra con la storia, però da allora è diventato un mio cavallo di battaglia... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco (26-04-2009) Bel libro, scritto bene con buoni spunti. Mi piace il modo in cui descrive i fatti, la psicologia dei personaggi e soprattutto i pensieri del protagonista; la storia a volte un po' lenta, ma interessante con alcuni punti di riflessione. Un voto in meno per la parte finale, non mi è piaciuta, però sono contento di averlo letto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marco magicmatit@yahoo.it (06-03-2009) questo romanzo non può non dividere. O lo ami o lo odi.
Io credo sia uno dei più bei romanzi che ho mai letto. E' qualcosa che ti entra dentro nel profondo e che ti cambia.
Credo sia giusta l'osservazione che ho letto in uno dei tanti commenti: per apprezzarlo devi essere il tipo di persona che ha deciso di fermarsi e guardarsi dentro. Allora anche la lentezza e l'apparente assurdità della trama assumono un senso profondo.
Un capolavoro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisa rorosm@tin.it (26-01-2009) Ho letto molti commenti negativi, eppure a me questo romanzo è piaciuto molto. L'ho cominciato sul volo palermo- Torino e mi ha subito conquistata.
E' una storia molto "cervellotica", un'indagine sulla mente dei personaggi piuttosto che sulle azioni; conocordo con chi ha criticato la pretenziosità, effettivamente a volte certi giri di parole e ragionamenti inchiodano la lettura, anzichè incantare. Credo comunque sia un buon libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mafalda (16-12-2008) Non sono riuscita a finirlo. Noioso, presuntuoso spocchioso. Approfondimento psicologico da manuale, secondo me una mera operazione commerciale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alessandro p alpetrone@tiscali.it (08-12-2008) ...il mio primo libro di sandro veronesi e devo dire che è solo il suo modo di scrivere che apprezzo ma non il messaggio che avrebbe dovuto lasciare questo romanzo, a tratti lento, noioso e privo di forti emozioni, il tutto tradito forse da un inizio intrigante che lascia delle aspettative deluse da una parte centrale che non decolla e un finale inesistente..... Detto da un "pensatore" come me molto simile al protagonista... MEDIOCRE. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Liliana di Trieste (07-11-2008) Vorrei conoscere lo spirito vero con cui Veronesi scrisse il libro.
A me inquieta la totale assenza di affetto tra tutti i personaggi, solo rapporti "di facciata".
Anche l'idea di attendere la figlia fuori dalla scuola mi sembra più un bisogno del padre, che la ricerca di trasmettere affetto alla bimba.
Infatti lei, alla fine, lo prega di smetterla perchè tutti si burlano di lei.
Molto inquietante che la figlia non abbia mai pianto la madre, ma continui la vita di sempre.
Torno a dire, se il Veronesi voleva dimostrare che oggigiorno siamo incapaci di rapportarci alla morta (soprattutto di persone gioavai) e che comunque la gente si maschera dietro "caos calmi" ci è riuscito pienamente. Se avrei dovuto vederci chissà quale legame ... allora no.
Finsco dicendo che è stata ottima la scelta di Moretti per la parte del padre (il film non l'ho visto), perchè è talmente granitico e mono-tono quando recita, che andava a pennello.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
cecco (04-11-2008) Decente, leggibile, gradevole a tratti (le ultime 80 pagine perde un pò di ritmo). Però i grandi romanzi italiani sono altri... magari lo stesso numero di persone avesse letto La Storia di Elsa Morante o Fenoglio, Pavese, Moravia... comunque, Sandro Veronesi è un bravo scrittore, con un suo stile e il romanzo in questione tiene buona compagnia nei w.e invernali. Niente di più, ma nemmeno niente di meno! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sara (09-09-2008) Semplicemente credo che coloro che hanno dato un voto mediocre a questo libro, non siano abituati a stare con se stessi, parlare fra se e se, osservare la vita quotidiana (quindi fermarsi dinanzi al caos e avere un momento di calma per poter osservare)in silenzio. Perchè a parer mio, solo le persone che amano pensare, cogliere i dettagli, pensare "chissà cosa sta pensando quella persona ora", ma sopratutto le persone che si accorgono dell'indifferenza altrui, riescono a capire pienamente il significato di questo libro. Ho iniziato a leggerlo pochi giorni fa e non l'ho ancora terminato, ma mi piace assai. E' un libro che fa riflettere, ma sopratutto che insegna a vivere e ad ammettere i nostri errori.
Sara Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vincenzo v_dicomite@hotmail.com (07-09-2008) da leggere! a tratti forse lento, ma ricco di ritratti e situazioni interessanti, assolutamente realistiche. Inoltre con una scrittura precisa, esaustiva, mai superflua si parla dalla morte e dall'elaborazione del lutto, temi difficili da affrontare in un'Italia così poco laica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alex (04-09-2008) Secondo me è un romanzo molto bello con un ritmo di narrazione perfetto senza zone morte o cali di tensione. La storia mi ha catturato fin dalle prime pagine e non l'ho trovata per niente irreale: la vita è piena di situazioni assurde e non mi è sembrato inverosimile il ruolo del protagonista che diviene calamita dei dolori altrui. Non voglio vedere il film: dubito che possa rendere tutta l'energia del testo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Flipper (02-09-2008) Concordo pienamente con tutti coloro che hanno valutato mediocramente questo libro!
Lento, noioso, scontato!
Il finale? Inesistente!
Il classico esempio di come il passaparola e una pubblicità azzeccata facciano di una mediocrità un best seller... o forse dovremmo dire "worst best seller".
Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 120 Recensioni 121 - 140 Recensioni 141 - 160 Recensioni 161 - 180 Recensioni 181 - 200 Recensioni 201 - 220 Recensioni 221 - 240 Recensioni 241 - 260 Recensioni 261 - 280 Recensioni 281 - 300 Recensioni 301 - 320 Recensioni 321 - 338
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