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Kureishi Hanif - Nell'intimità | E' una notte lunga per Jay: ha deciso di lasciare la compagna e i suoi due figli, dopo anni trascorsi tra litigi e riappacificazioni. Mentre si prepara ad abbandonare la sua casa, non può fare a meno di ripensare alla sua vita, di rivivere le trasgressioni dell'adolescenza, i sogni mai realizzati e la paura delle responsabilità. Gli amori passati, gli amici, scorrono davanti ai suoi occhi come in un film, mettendo a nudo tutte le sue debolezze. E' davvero deciso ad abbandonare la noiosa tranquillità quotidiana, rischiando l'affetto dei figli? Riuscirà a chiudersi dietro le spalle quella porta e diventare un altro uomo? L'alba è vicina, non c'è più tempo per continuare a guardare dentro se stesso e scegliere se non voltarsi più indietro.
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.62 / 5Alessia (23-04-2006) Ho letto questo libro perchè un signore me l'aveva più volte raccomandato. Leggerlo mi ha deluso perchè pensavo ad un flusso di coscienza più filosofico, meditativo e ad una relazione amorosa che fosse di sesso sì, ma meno volgare, più intima appunto e meno scontata, più intellettuale. Un libro alquanto banale, scritto male, chiunque l'avrebbe potuto scrivere. Ah, si vede che siamo proprio in un'epoca artisticamente morta! Comunque, anche se scritto male, devo ammettere che contiene alcune verità, vale a dire il desiderio di trasgressione, di cambiamento e le falsità della vita di coppia, che nessuno vuole forse riconoscere, espresse comunque in linguaggio troppo terra terra, poco "decorativo" per un autore famoso. Speriamo di non trovarci in una situazione simile! Saluti! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Viviana (24-09-2005) L'ho letto in treno: un libro talmente banale, scritto male, tradotto peggio, che mi ha persino fatto pentire di non aver dormito, piuttosto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mirko Guerrato (02-05-2005) Un libro abbastanza noiso e inutile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
L'aggiornalista laggiornalista@supereva.it (11-03-2005) Londra ai giorni nostri. Uno sceneggiatore di mezza età, la sua compagna, i loro due bei bambini. E lei, ossia l’altra, che si insinua nella vita – peraltro già piuttosto turbolenta- di lui e gli fa venire voglia di un’esistenza nuova, scevra da inutili pesi (la compagna, ovviamente) e insormontabili responsabilità (dalla cura della casa in su).
Questa voglia costituisce una fantasia così insistente e reale da tramutarsi, attraverso l’abbandono della dimora, nella premessa a una nuova esperienza.
Tale decisione non è naturalmente presa su due piedi ma anzi molto sofferta, ed è proprio questa sofferenza, fatta di dubbi, di incertezze, di “se” e di “ma” a costituire l’oggetto di questa vicenda narrata in prima persona dal protagonista. “Nell’intimità” è una sorta di diario, un esame di coscienza, una lunga seduta da uno psicanalista molto silenzioso e paziente, ma è anche una riflessione sul mare di vivere del nostro tempo, sulla necessità di decidere ogni giorno se si vuole restare o andarsene, portare avanti- vincendo la sfida della noia, dei cali i passione, a volte persino dell’odio - quelle scelte che un giorno ci devono pur essere sembrate azzeccate o invece fare di noi dei cinici peter pan pronti ad anteporre la ricerca di una qualche felicità a tutto il resto, ad ogni costo.
Una storia un po’ banale caratterizzata però da uno stile rapido, fresco, colloquiale ed immediato, che riflette l’ansia e la concitazione del protagonista.
Tanti spunti di riflessione appena accennati ma pungenti. Tante domande sottintese poste al lettore e difficili da cacciare a cuor leggero. Una per tutte: bastano ore di paranoie per fare poi la scelta giusta?
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Valerio valerio.feltrin@tin.it (16-01-2004) Il protagonista tutto preso dalle sue paranoie, dalle sue insicurezze e dalle sue angosce vede nell'attuale compagna, madre dei suoi amati figli, ulteriori affanni e tristezze, se non la causa del suo malessere. Rimugina attentamente sulla separazione che forse lenira' questa sua angoscia esistenziale. Ma questo ometto non vuole dirglielo apertamente, vuole solo scappare alla chetichella, l'indomani. Dentro di lui non c'e' oramai piu' nulla, alcun valore a cui aggrapparsi; l'amore viene confuso con il sesso, la droga e' una valida fonte di stimoli artificiali. Dentro di lui c'e' solo noia, stanchezza, angoscia, tristezza ed un enorme, spaventoso vuoto! L'unica speranza e' scappare, ricominciare buttandosi su nuove avventure che gli ridiano ancora le sensazioni che provano gli esseri umani, non i vegetali. Ma egli e' tutt'altro che stupido e dentro di se sa gia' che il mostro dell'irrequietezza alla fine sara' sempre con lui. Ma qualcosa deve pur fare, e' gia' alquanto esaurito di testa! Vuole tentare di continuare a vivere!
Libro tragico sull'agonia dell'amore e sull'abissale distanza e incomunicabilita' che a volte c'e' tra la coppia. L'autore ha ben riportato lo stato d'animo di una persona che e' al limite e si ritrova, non piu' giovanissimo oramai, a guardare indietro e vedere solo fallimenti e tristezze e vuole illudersi, pur non credendoci veramente, che la separazione possa essere almeno un tentativo di cambiare, di alleviare il suo male di vivere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anna (08-07-2002) leggendolo, ho sentito perfettamnte descritte le sensazioni che non riuscivo a captare dal momento esatto in cui ho deciso di separarmi...è come se l'autore avesse avuto il dono di scrutare nella mia mente , e nell'anima captando totalemnte certezze, incertezze ed inquietudini che mi assalgono e mi inquietano...ma che inesorabilmente non riesco a descrivere...è un vero è proprio "cult" sul tema della separazione.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stella Magni (10-02-2002) Ho conosciuto questo romanzo perchè un mio amico in analisi ne ha parlato con lo psichiatra. Quest'ultimo avrebbe detto: "...se non ha un matrimonio solido alle spalle non legga mai Nell'intimità di Kureishi...". Come è ovvio questo commento ha suscitato molta curiosità in me e sono corsa a comperarlo.Ebbene:
è un libro di una verità crudele, è terribilmente spiazzante leggere quei pensieri che un uomo ha nei confronti della donna che gli è accanto, e soprattutto fa male comprendere che quei sentimenti, quelle emozioni evocate così semplicemente e così magistralmente sono vere.
Un uomo come ce ne sono tanti, una moglie come tante, una famiglia comunissima....e l'amaro in bocca che rimane alla fine della lettura di quelle pagine.Sinceramente ancora non so capire se mi è piaciuto o no... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ven rossi.v@tin.it (30-03-2001) La facilità di Kureishi nel raccontare il dramma della separazione é pura poesia. L'autore sa come toccare le leve del sentimento in questo libro scritto con maestria e, secondo me, con una vena autobiografica. Lo stesso scrittore ha appena pubblicato il seguito (The Gabriel's Gift) non ancora tradotto in italiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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