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King Stephen - A volte ritornano |
14 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5Elisa (07-01-2009) Io non sono una fan dei racconti, anzi; eppure l'ho letto in uno solo giorno! La maggior parte di questi racconti sono delle vere perle - alcuni avrebbero potuto trasformarsi in romanzi. Bellissimi A VOLTE RITORNANO, FIGLI DEL GRANO, IL BAUBAU, SO DI COSA HAI BISOGNO. Il Re è sempre il Re! Voto: 5 / 5 |
leti (12-09-2006) l'ho letto quest'estate dato che secondo me king in questo periodo rende di più...che dire alcuni poco coinvolgenti...ma L'ultimo piolo, quello del tizio che deve smettere di fumare, quello della faciatrice e i figli del grano sono delle chicchine...che valgono il libro! Voto: 2 / 5 |
Jackal (18-05-2006) E' la prima raccolta di racconti di King, e la prima che ho letto. Nonostante l'abbia letta dopo molti romanzi che hanno reso famoso l'autore in tutto il mondo, non è per niente inferiore a loro. Anzi, sembra che l'originalità dello scrittore si sbizzarisca più con le storie brevi che con i romanzi. Alcuni racconti di questa raccolta sono delle vere e proprie gemme (es: L'ultimo piolo, di una delicatezza inaspettata; Quitters Inc., il tema del vizio del fumo trattato con un'originalità sconcertante; La donna nella stanza, nel quale affronta con coraggio nella pagina la morte della madre; Il cornicione, Campo di battaglia, So di che cosa hai bisogno, Io sono la porta, A volte ritornano e tanti altri) nei quali la vena narrativa del giovane scrittore si riversa in tutta la sua genialità. Le storie non sono per niente noiose, e qualora alcune siano meno originali delle altre, sono scritte in quello stile proprio dell'autore che rende piacevole la lettura di essi. Voto: 5 / 5 |
Albe (10-04-2006) Concordo pienamente con Sonia, la maggior parte delle storie sono noiose e inconcludenti, confesso di aver saltato moooolte pagine! Però il libro va comunque comprato se non altro per leggere "I figli del grano": racconto fantastico, se King lo avesse elaborato più ampiamente ci veniva fuori un ottimo romanzo singolo. Per il resto, salvo poche eccezioni (peraltro poco eccezionali-perdonate il gioco di parole) io direi che può essere tranquillamente riposto sullo scaffale a prendere polvere. Peccato, io il Re lo seguo da sempre con passione, ma stavolta non condivido gli entusiasmi. Voto: 2 / 5 |
Paolo Cordaro (08-12-2005) Si nota con grande evidenza che il "RE" è all'esordio di una lunga e fortunata carriera, realizzando un opera a tratti acerba ma che lascia presagire quell'evoluzione stilistica che lo renderà uno degli scrittori più famosi nel globo terrestre. E' opportuno separare forma e contenuto: sul piano formale King offre una lettura eccessivamente fluida, priva di quella complessità narrativa che in seguito lo contraddistinguerà, mentre sul piano sostanziale i racconti testimoniano la fantasia dello scrittore americano, con alcune storielle che carpiscono il lettore per l'originalità di certe situazioni descritte in maniera accurata. Voto: 3 / 5 |
Sonia (18-09-2005) Questo è il primo libro di King che ho letto...francamente mi apettavo di meglio dal Re...molte storie,sono banali e spesso non si capisce dove vadano a parare,senza capo ne coda. Fatta eccezione per alcuni episodi (quali il baubau,a volte ritornano,i figli del grano e il bicchiere della staffa),molte pagine andrebbero saltate per evitare il rischio di addormentarsi.Sorry! Voto: 2 / 5 |
pivotto pivotto@hotmail.com (31-08-2005) 20 capolavori. 20 genialità. Il quarto libro di un giovanissimo scrittore che era nel massimo della sua espressività artistica (oggi persa quasi del tutto). Da leggere, da rileggere.
Scritto quando Stephen King era "il Re" oltre che di nome anche di fatto.
Voto: 5 / 5 |
Sarsara (20-03-2005) Bellissimo, storie brevi ma veramente coinvolgenti, da non perdere! Voto: 5 / 5 |
mangialibri (22-02-2005) Grande King! storie da brivido, alcune poco paurose ma sempre priginali. mi è piaciuta molto "i figli del grano". leggetelo tutto Voto: 5 / 5 |
bado (21-01-2005) Un libro che conferma ancora una volta il talento narrativo dell'autore capace come pochi di inchiodare alla sedia il lettore e proiettarlo al centro delle sue "macabre" storie.
Comunque c'è da dire che non tutti i racconti presenti in questo libro sono sullo stesso livello: a storie geniali e ben concepite se ne alternano altre al quanto "ridicole" frutto di una continua sperimentazione di King.
Unico comun denominatore resta lo stile narrativo sublime in grado di farti apprezzare di tutto. Voto: 4 / 5 |
Emiliano Ranzani (16-03-2004) La prima antologia di racconti dello Re e paradossalmente la sua migliore: ad eccezione di un paio di storie che esulano dal contesto horror, tutti gli altri racconti soddisfano a pieno, alcuni addirittura terrorizzano (come il lovecraftiano "Jerusalem's Lot").
Da avere! Voto: 4 / 5 |
Massimo massimau@yahoo.it (03-02-2004) Una delle cose peggiori scritte da King. Niente a che vedere con i grandi romanzi che scriverà e pubblicherà nell'arco della carriera. La maggior parte dei racconti (qualche eccezione c'è) non mostrano personaggi vivi, o ambientazioni interessanti.
Robaccia! Voto: 1 / 5 |
ALEX alexrizzatti@hotmail.com (19-11-2003) Sicuramente la raccolta di racconti migliore del Re. Sebbene ne siano venuti altri di libri fatti di racconti (Scheletri, Incubi e Deliri, Tutto è Fatidico, tralsciando solo Stand By Me che con l'orror non ha nulla ache fare) A Volte Ritornano (un titolo che per altro è già un classico e un tormentone) raccoglie i migliori racconti brevi dell'autore, perfette miniature del brivido. Il Cornicione e il Baubau sono i miei racconti preferiti, ma non disdegno nemmeno gli altri tipo il racconto di cui ora mi sfugge il titolo in cui il protagonista deve smettere di fumare.
A parte il primo racconto che trovo noioso, il rcconto che da il titolo al libro è assolutamente fantastico ma lo si poteva sviluppare proprio come un vero libro annzichè come un racconto. Anche Camion è dvvero inquietnate.
Mille volte Bravo a King!!! Voto: 4 / 5 |
MXV (05-02-2002) Che si può dire? In questo libro ci sono racconti tranquilli, terrificanti e, a volte, perfino esilaranti. "Primavera da fragole" è quello che mi è piaciuto di più, mentre "Materia Grigia" è il più inverosimile e esilarante. In quest'ultimo l'idea era buona, ma portata all'esasperazione (un uomo beve una birra scaduta e si trasforma in un essere gelatinoso che si riproduce per scissione binaria,ma dai! nemmeno nei film di Leslie Nielsen succedono cose così!)
E' quindi un libro valido e piacevole da leggere, però c'è di meglio in giro. Voto: 3 / 5 |
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