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Moravia Alberto - Gli indifferenti |
Recensioni 1 - 20 di 34 recensioni presenti. Media Voto: 4.17 / 5David Barsi (13-01-2010) Francamente, questo libro è perfettamente descritto dal suo titolo, indifferente.
Non riesco a capirne ne il fascino ne cosa di questa storia dovrebbe risultare coinvolgente.
Per di più la parte introspettiva e i pensieri dei personaggi tante volte mi sono sembrate superfle.
Libro lento, noioso e per niente interessante che non lascia nulla dopo la sua lettura. semplicemente indifferente. Voto: 1 / 5 |
marc (15-06-2009) E'senz'altro il libro più bello che ho letto sin ora. La capacità di Moravia di descrivere e farci toccare con mano la decadenza morale di una particolare classe sociale è semplicente perfetta. I personaggi sono vinti da un destino ineluttabile - lo status sociale - che fa di loro delle patetiche marionette. Bellissimo è il personaggio di Michele che più di ogni altro appare tragicamente consapevole del proprio destino e della inutilità di contrapporsi ad esso allorquando manchino dei solidi presupposti morali. La tensione tra l'essere e l'apparire, tra il vivere ed il vedersi vivere, tra coscio e sub-conscio è resa in termini di grandissimo impatto emotivo. E'la spietata e lucida analisi di una società che si dibatte in una profonda crisi morale e di valori. Grande Moravia! Voto: 5 / 5 |
francesco (12-02-2009) Intreccio di rutilanti peripezie sessuali,patina che avvolge il racconto,comunque interessante,nessuna traccia dell'indifferenza,maschera abilmente costruita dall'autore per scavare e mettere a nudo la meschinita'schizofrenica del mondo piccolo borghese, sezionato al suo interno,ed analizzato nel suo ristretto spazio,nel suo modesto microcosmo di futilita',nel suo inconsistente anelito di cambiamento ,banalmente represso, nel suo angusto angolo di visuale di valutazione della realta', descritto nel suo reale volano connaturato a tanta bassezza che ne mette in moto gli istinti,ne agita le pulsioni,ne rilassa i freni inibitori,contenuti sempre piu' a fatica tra paranoie e frustrazioni,desideri rimandati e sogni infranti.Il raggiungimento del benessere economico,al costo del quale si rinuncia alla propria dignita',mi pare questo sia il senso unico del romanzo.Dall'abitino firmato alla macchina di lusso,dalla pelliccia ai fastosi ricevimenti,ecco cosa in realta' 'vogliono gli annoiati.la percezione che illumina parzialmente carla della squallida consistenza del suo cambiamento, autocatapultatasi per inerzia illusoria,noia frustrante, soffocante tedium vitae dal letto della sua innocente camera all'alcova del misero ricco sfruttatore Leo,ne farebbe un' eroina, se il suo discernimento fulmineo fosse sufficiente ad innalzarla dalla miseria di tanta neghittosita',purtroppo nulla da fare,una donna qualunque restera'.Conformismo imperante che domina le mosse della sparimante novella madame bovary,mariagrazia,edonismo sfrenato e voluttuoso che anima le voglie della libidinosa carla,represssione e insicurezza che condiziona le mosse del confuso(piu' che indifferente) michele(piu' drompente il michele della ciociara) ,abile nell'immaginazione ,disastroso nell'azione, anzi ,deludente,finisce col risultare il piu' conformista di tutti che avrebbe per denaro,venduto la sorella.
Denaro,ipocrisia,edonismo,superficilaita',totale conformismo.Se visto come denuncia alla mollezza di certi costumi,capolavoro.
Voto: 5 / 5 |
edward (22-10-2008) Un libro che descrive in maniera stupefacente un male che affligge anche il nostro tempo: il nichilismo. Opera straordinaria, moderna, scorrevole. Lo consiglio a tutti coloro per cui l'indifferenza non è già abitudine, ma ancora tormento. Voto: 5 / 5 |
Martina (24-07-2008) A prima vista, questo romanzo può sembrare lento ma non lo è affatto: il suo intento, a mio giudizio, non è quello di raccontare una storia in particolare, ma di svelare al lettore una realtà più generica che permea l'esistenza di molti.
I personaggi e le loro piccole beghe quotidiane sono soltanto uno strumento per trasmettere un modo di vivere falso e ipocrita: l'incapacità dei protagonisti di provare sentimenti autentici rappresenta la condanna più atroce per un essere umano, l'indifferenza.
L'indifferenza, appunto, è la protagonista indiscussa del romanzo: il lettore la ritrova in ogni descrizione, nelle strade e nelle case, tra le quali lo sguardo dell'autore scivola come una macchina da presa.
un romanzo straordinario! Voto: 5 / 5 |
Flavio (14-07-2008) Difficilissimo dare forma all'indifferenza: sentimento inerte, arido, privo di carica vitale.
Moravia, invece, ci riesce perfettamente: sfrutta gli spazi e i momenti quotidiani di una famiglia alto-borghese in declino per coagulare un clima altrimenti troppo fluido, impalpabile, sfuggente.
Qui Carla, Mariagrazia e Michele rivelano tutta la loro insopportabile abulia: sferzati nel profondo dalle vicende che accadono, reagiscono come se non le riguardassero affatto. Incatenati alle asfissianti convenzioni mondane e lacerati da esaltanti quanto irrealizzabili istanze rivoluzionarie, tutti sembrano galleggiare in un mare di profonda inedia. Di fronte a questa rassegnazione, nulla può. Il futuro non è altro che un serbatoio di delusioni. Allora, cosa rimane da fare? Nient'altro che mimetizzarsi dietro l'apparenza: schermo per gli altri e rifugio per se stessi.
“Gli indifferenti” offrono attimi talmente vividi che spesso mi è capitato di alzare gli occhi dal libro ed, estasiato, assaporarne lentamente le sensazioni.
Drammaticamente languido e conturbante. Leggetelo! Voto: 5 / 5 |
GEA (13-07-2008) Vorrei dire a Olimpya che non esistono solo le due possibilità che lei ha citato,ma ce n'è una terza:si può emergere nella società,essere diversi,anticonformisti,migliori forse,senza bisogno di omologarsi(come fan tutti) e non restando indifferenti(come fan i depressi).A parte questo,i libro non mi è piaciuto.Moravia mi aveva affascinato mentre ne leggevo l'autobiografia sull'antologia,ma provando a leggere i suoi libri sono rimasta delusa(il migliore è la Ciociara).Gli Indifferenti è lento e deprimente,non c'è un personaggio vincente o comunque che sia in grado di ispirare simpatia.Leo Merumeci è un uomo odioso,una persona tale non vorrei mai incontrarla in tutta la mia vita. Voto: 5 / 5 |
anna maria (26-06-2008) Un libro dalla lettura lenta, scandita da una scrittura che indugia nelle descrizioni degli ambienti, nei gesti dei personaggi, nelle loro riflessioni. L'indugio della scrittura si rivela però speculare all'indugio dei personaggi portati da Moravia sulla scena, i quali, impediti dall'indifferenza a compiere un getto o una scelta capace di ribaltare la loro inappagante quotidianità, rimangono misermente intrappolati nelle proprie infelicità. Voto: 3 / 5 |
Olimpya (25-04-2008) Sesso e Denaro.
Assoggettarsi a questa società omologandosi alla massa oppure restare indifferenti non integrandosi in nessun modo?Avrei detto che Michele ce la poteva fare a rimanere indifferente ma come tutti,anche lui, ha ceduto al compromesso di una società basata sulla mediocrità e il superfluo. Come non dargli torto? Perché mai l'uomo dovrebbe scegliere ciò che gli fa male?
Moravia ti tende per un attimo la mano e non ti fa sentire più solo, ma alla fine, anche Michele,l'indifferente, scende ai compromessi del mondo che lui stesso odia. Eccezionale analisi alla sola età di 18 anni. Vorrei io il suo talento! Voto: 5 / 5 |
zogno gian luca lucazogno@gmail.com (30-03-2008) scusate,a mio modo di vedere,questo volume presenta molte lacune.prime fra tutte,la mancanza di colpi di scena,il racconto si trascina lento e monotono......
strano,Moravia mi è stato indicato come scrittore
superbo....adesso sto leggendo"la noia" ed li titolo è proprio indicato,è una vera noia.ciao ragazzi..... Voto: 1 / 5 |
DAVIDE GUARNERI davide.guarneri70@alice.it (24-12-2007) "Gli indifferenti" l'ho letto qualche anno fa e poi l'ho riletto.Ricordo che mi fece una profonda impressione.Lo trovai bellissimo e mi identificai in parte nel giovane protagonista.Di questo libro mi resta nella memoria un'atmosfera di interno alto borghese in penombra,personaggi tormentati(l'amletico monologo di Michele)e squallidi...Mi piace il fatto che sia quasi una piece teatrale in forma di romanzo,quindi parecchio dialogo e pochi ambienti.Mi piace quell'atmosfera anni 20,mi immagino le strade della città percorse ancora solo da poche auto eleganti,e gli uomini, eleganti anch'essi con i capelli impomatati(del genere TAMARA LEMPIKSCA,si scrive cosi?).Le donne con i capelli corti alla maschietta,pallide e longilinee...Vedo appunto interni i penombra,gonne che frusciano,cappotti,una sensualità annoiata e torbida,molta malcelata infelicità... Voto: 4 / 5 |
Fabio (28-11-2007) Si tratta ormai di un classico. Il fiore all'occhiello di un autore dalle enormi potenzialità, in parte a mio avviso rimaste inespresse, soprattutto considerando il livello assoluto di questa opera prima. Voto: 5 / 5 |
radioKBHR (23-11-2007) Sapere che questa è un'opera prima scritta a 18 anni fa "mancare il terreno sotto i piedi". Uno che scrive Gli Indifferenti, e in quel modo, a quell'età: stratosferico.
C'è solo da inchinarsi stupefatti. Voto: 5 / 5 |
filippo (30-08-2007) Il libro nn mi è piaciuto affatto.Anche se l'argomento di cui parla,ossia della società in decadenza,nn è sicuramente dei più facili da trattare,il grande Moravia poteva farlo in modo diverso.A mio avviso il libro è molto molto pesante e per nulla scorrevole. Voto: 1 / 5 |
Cecilia (04-10-2006) A mio avviso il migliore romanzo di Moravia, ed uno dei più bei libri in assoluto di tutti i tempi. Voto: 5 / 5 |
ste ste92004@libero.it (21-03-2006) bello ma non eccezionale.. certo moravia è sempre moravia su questo non si discute. non è per niente pesante ed è molto rappresentativo... un bel libro da leggere. fine. Voto: 3 / 5 |
Sid88 meo182@hotmail.com (12-09-2005) bellissimo libro..il mio preferito..
mai mi sn sentita così simile ad un personaggio...michele..
"Tutta questa gente, pensò, sa dove va e cosa vuole, ha uno scopo, e per questo s’affretta, si tormenta, è triste, allegra, vive, io...io invece nulla...nessuno scopo...se non cammino sto seduto: fa lo stesso.";"dove vado?";"cosa sono?" Voto: 5 / 5 |
Riccardo gaboric@tiscali.it (11-06-2005) Stupefacente. Probabile che lo abbia apprezzato perchè di fondo sono un puro indifferente, ma lo specchio della società borghese che presenta Moravia in questo capolavoro è un piacere per tutti coloro che amano leggere. Lo lessi in un periodo particolare, circa 3 anni fa, e ricordo mi lasciò delle vibrazioni molto forti. Solo in poche occasioni mi sono sentito chiamato in causa così tanto tra le righe di un romanzo.
Ora ho acquistato "il conformista" e sono curioso di scoprire se quest'opera è all'altezza dell'altra.
Voto: 5 / 5 |
Kaleigh (13-05-2005) Sicuramente un capolavoro della letteratura italiana, scritto in maniera divina, a tratti può risultare "pesante" ma vale veramente la pena leggerlo. Voto: 4 / 5 |
Alessia da Salerno alessia_cp@libero.it (25-04-2005) ...all'inizio non avevo molto voglia di leggere questo libro, anche perchè, molte mie amiche che l'avevano letto lo descrivevano molto noioso e in alcune parti anche "SCANDALOSO"!!! poi leggendolo pagina dopo pagina,ho avuto modo di smentire tutte le mal dicerie su questo libro!!Il motivo principale di questo mio giudizio molto positivo è il seguente.
il libro Parla con semplicità dei problemi e delle angoscie che affliggono questa famiglia, e del gesto disperato che ha fatto Carla lasciandosi andare tra le braccia Di Leo. Con questo romanzo Moravia, voleva metter in luce i problemi che spesso "tormentavano" le famiglie di quell'epoca. Insomma un vero e proprio capolavoro letterario che rispecchia in alcune parti anche la nostra società!
!!uN bel 10+ A MORAVIA! Voto: 5 / 5 |
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