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Tutto ha inizio quasi per gioco, per una di quelle puerili provocazioni che gli innamorati mettono in scena contro la noia e la routine quotidiana. Lui è in bagno, sdraiato nella vasca: ha appena finito di tagliarsi i baffi e già immagina la reazione della moglie Agnès e dei suoi amici. Ma nessuno si accorge della sua piccola ma fatale trasformazione. Quello che doveva essere un semplice gioco diventa un incubo atroce, una maledizione che lo condurrà alla ricerca della propria identità, prima ad Hong Kong, poi a Macao, lontano da tutti, in un vagabondaggio vacuo e illusorio.
Media Voto: 2.5 / 5silvia mordrain@yahoo.it (13-09-2005) Grottesco e tragico, ricorda in parte Pirandello e come tale profondamente inquietante. Non leggetelo per cercarci SF o roba del genere come fa pesare il paragone con Dick, è un racconto sull'assurdità dell'esistenza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Severino (02-05-2004) Emmanuel Carrere impara il peggio dal suo idolatrato incolpevole maestro Philp K.Dick , ovvero : come impostare una storia con interessanti premesse (ed un discutibile stile di scrittura iperdescrittivo) salvo poi tradire le aspettative inventandosi un finale furbetto e veloce per togliersi dai guai.
Troppo facile scappare in questo modo dall'intreccio in cui ci si é cacciati: una delusione. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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