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Meyrink Gustav - Il golem | Un uomo scambia il suo cappello, nel Duomo di Praga, con quello di un certo Athanasius Pernath e rivive come in un sogno l'esistenza di costui. A questo inizio casuale si aggancia la vicenda del Golem, il robot avanti lettera, cui una parola infilata tra i denti conferisce una vita provvisoria, ma tanto più violenta perché in lui si concentra una forza che ha solo poche ore per scatenarsi. Quest'esplosione di forze nel mondo segreto e malato in cui si muovono i personaggi di Meyrink, crea una tensione e insieme un incanto che caricano d nuovi significati l'antica leggenda praghese legata al nome di Rabbi Loew.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.16 / 5GB (18-03-2009) C'è poco da dire: Meyrink faceva romanzi strutturati con un simbolismo esoterico. SOLO se si fa uno studio serio sui simboli alchemici , kabbalistici, ecc si capisce il punto di vista dell'autore e si valuta l'opera come deve essere valutata, altrimenti si procede per impressioni soggettive: allora i racconti possono piacere o non piacere ma di fatto restano libri chiusi, appunto "occulti". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
silvia (12-12-2008) Libro di atmosfera, di sdoppiamento e ritrovamento del sé. Libro di mistero e alchimie cabalistiche, sullo sfondo di una Praga magica, descritta in modo assolutamente mirabile.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mc (24-09-2007) Romanzo onirico, come lo ha ineccepibilmente definito Borges. La componente allucinatoria rende rarefatti in particolare i primi capitoli, va poi un po' scemando ma non viene mai meno: tutto è passibile di molteplici interpretazioni, ed una sola lettura non basta ad esaurire i rimandi interni, i simboli, gli enigmi; i significati si fanno intendere eppure si sottraggono, ogni riflessione si accompagna a nuovi interrogativi.
L'andamento è paragonabile ad un flusso: ogni fatto narrato - sia esso sogno o realtà - ne è un'onda, a nessuno è concesso maggior peso degli altri e tutti contribuiscono a creare la problematica unità del libro. La trama densa e la ricca scrittura gotica contrastano con la singolare leggerezza degli stacchi spazio-temporali e dell'alternanza degli eventi, le descrizioni sono liriche e visionarie, alcune in particolare notevolissime.
Nota negativa all'edizione: apparato critico insufficiente e note praticamente assenti a fronte di termini in lingua originale...
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
anarchy pimmel (15-11-2006) geniale, il libro che avrei voluto scrivere io.
prima di tutto lo stile, lámbiente, la completa libberta di inventiva che si arriva vicino alla confusione ma riesce sempre, tramite la scrittura, a riacordarsi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ombretta (24-05-2004) Le descrizioni di luoghi e personaggi sono molto belle, ma il tutto è troppo astruso e a tratti molto confuso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gui pulp_b@yahoo.it (18-07-2003) e` stata senz`altro un`ottima lettura, anche se il mito del Golem, come precisa Urzidil in ogni suo libro, c`entra poco o niente. Colpisce la scrittura particolarmente agitata in certi punti, la descrizione dei personaggi e la loro caratterizzazione e` sorprendente, ma cio` che lascia davvero a bocca aperta e` la Praga di Meyrink, questa nera dimensione in cui gli uomini sembrano scomparire ad ogni passo. Praga nera e ammaliatrice, il quartiere di Mala strana e la citta` vecchia non potevano essere descritti in un modo migliore
Il finale poi calza a pennello, dopo tante ombre, fantasmi e magia nera, fa pure sorridere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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