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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Camus Albert - La peste

La peste TitoloLa peste
AutoreCamus Albert
Prezzo
Sconto 15%
€ 7,56
(Prezzo di copertina € 8,90 Risparmio € 1,34)
Dati2000, 397 p.
EditoreBompiani  (collana I grandi tascabili)
 Disponibile anche in ebook a € 4,99

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I vostri commenti
12 recensioni presenti.  Media Voto: 4 / 5

Bicio interbicio@gmail.com (23-04-2012)
Scusate ma si può, senza ipocrisie, dire che quaesto libro tanto osannato, è di una noia mortale e che la storia ivi raccontata non disvela niente di trascendentale ne trasmette messaggi particolamente stimolanti. Se fosse stato un esordio, sfido tutti voi del partito del 5, come l'avreste giudicato? La domanda può sembrare provocatoria e l'esempio non pienamente calzante, ma chissà perchè, aldilà del fatto che i gusti come tali vanno rispettati, quello che mi lascia perplesso è la sensazione un pò "snobistica" che trovo nel leggere alcune recensioni di Classici o premi nobel; per cui se non capisci un tale autore o libro è perchè non ne possiedi le giuste chivi di comprensione! cioè molto garbatamente...non hai una cultura all'altezza!! Io, nelle mie limitatezze, coltivando una ultraquarantennale passione per ogni forma visiva, musicale, grafica , cinematografica e di scrittura, non posso non ricordare il ragionier Fantozzi ed il suo intrepido coraggio nel commentare il "celeberrimo" Film di Sergej Ejzen?tejn la Corazzata Potemkin....!!!!
Voto: 1 / 5
filippo (15-03-2012)
"Quella forma umana che gli era stata sì prossima, ora trafitta da colpi di lancia, arsa da un male sovrumano, intorta dagli odiosi venti del cielo, s'immergeva ai suoi occhi nelle acque della peste, e nulla lui poteva contro il naufragio". Libro intenso, romanzo attualissimo e vivo. Consigliato
Voto: 4 / 5
HumEanRace (09-01-2012)
Romanzo straordinario che riesce a cogliere le mille facce dell'esistenza umana nell'osservazione di una condizione estrema come quella di un terribile morbo che infuria e costringe all'isolamento una città della Costa Algerina (nel periodo della dominazione coloniale francese). Il capolavoro del più grande romanziere esistenzialista è un libro che non può mancare nella formazione culturale di qualsiasi persona.
Voto: 5 / 5
Laura (01-01-2012)
Durante l'ultimo anno di liceo il mio professore di storia e filosofia mi consigliò di leggerlo: ne ho tratto una serie di insegnamenti che mi porterò dietro per la vita, ancora di più perché, come il protagonista, anch'io ho scelto di dedicarmi agli altri come medico. La peste è il male che ci attanaglia, nella storia umana e nell'esistenza del singolo: è il dolore che cerchiamo di allontanare ogni giorno, sforzandoci per un mondo migliore, pur sapendo che ogni vittoria ottenuta non è mai completamente capace di debellarlo. Un libro per sognatori che vogliono disilludersi, o semplicemente per chi desidera ritagliarsi del tempo per riflettere profondamente. Bellissimo ed emozionante!
Voto: 5 / 5
Lady Libro (23-08-2011)
Ecco che arriva la pecora nera del gregge: inizio col dire che sono stata obbligata a leggere "La peste", in quanto trattasi di un compito assegnatomi per scuola. Purtroppo tutte le volte che la scuola mi ha costretto a leggere un libro, questo non mi è mai piaciuto ed è successo anche questa volta. Prima di tutto lo stile oggettivo e privo di sentimentalismi di Camus mi ha delusa profondamente, provocandomi un senso di torpore, totale distaccamento e freddezza, nonostante il narratore stesso spieghi che questo modo di scrivere era necessario per non inventarsi pensieri o emozioni inesistenti relativi ai vari personaggi e avvenimenti. Sarà che sono una persona alquanto sentimentale, ma questa storia mi ha fatto venire freddo anche con quaranta gradi di temperatura. Inoltre questo romanzo è un mattone colossale e anche se ha appena duecentotrentacinque pagine, ho impiegato quasi un mese per terminarlo: la storia non coinvolge, non appassiona, gira sempre su stessa e racconta sempre le stesse cose senza cambiare praticamente mai nulla e l'unica cosa un po'interessante sono i dialoghi e alcuni eventi che però svaniscono subito come ghiaccio al sole. Insomma una noia pazzesca, tant'è che mentre leggevo provavo forti sensi di nausea e mal di testa quasi avessi preso anch'io la peste leggendo questo libro. Questa storia di questa città isolata dal resto del mondo, con migliaia di persone che muoiono ogni giorno a causa di questa malattia considerata appartenente ai secoli passati, mi ha dato uno spiacevole senso di profonda e tediosa tristezza. Quando l'ho finalmente terminato, mi sentivo come una prigionera (rinchiusa ingiustamente) che è stata liberata dalla sua cella. Mio caro Camus, avrai anche vinto il premio Nobel ma con me non ha funzionato. No, non ha funzionato per niente. Se l'abito non fa il monaco, allora il Nobel non necessariamente fa lo scrittore.
Voto: 2 / 5
francesco franzdebba@libero.it (17-10-2008)
LA NARRAZIONE DEL PROGRESSIVO DISFACIMENTO DI UN CENTRO ABITATO E LA SUA RINASCITA INASPETTATA.IL VIRUS PESTILENZIALE NON RISPARMIA QUASI NESSUNO,TRANNE IL DR RIEUX,CHE PORTA AVANTI LA STORIA DELLA DRAMMATICA PROSOPOPEA DI ORANO,PREFETTURA FRANCESE DELLA COSTA ALGERINA. COLPISCE LA METICOLOSA DESCRIZIONE DELL'AVANZATA DEL VIRUS LETALE,RIPRESA IN TEMPO REALE,"LA RIPRESA" QUASI CINEMATOGRAFICA DELL'AGGRESSIONE DEL CONTAGIO E DEGLI EFFETTI,ADDIRITTURA "FILMATI" DA VICINO (INTRECCIO PERFETTO NEL ROMANZO)SUL PALCO DI UN TEATRO:VA IN SCENA NEL ROMANZO UNA RECITA OVE UNO DEI CANTORI CONTRAE IL VIRUS E NE DA' CONTEZZA AGLI SPETTATORI,IL LETTORE ASSORBE TUTTO.LA POPOLAZIONE ARRIVA PER STADI PROGRESSIVI A MATURARE IL SENSO DELL' ABBANDONO DELLA RASSEGNAZIONE,PASSANDO PRIMA PER L'ESILIO E LA SEGREGAZIONE.LO STIGMA DEL CASTIGO E' EVIDENTE NELLA PREDICA PENITENZIALE DI PANELOUX,SACERDOTE DELLA CITTA',CHE INVOCA IL GIUDIZO DIVINO COME SPIEGAZIONE UNICA DEL DRAMMA.LA PESTE NELLA SUA OTTICA DIFFICILMENTE CONDIVISIBILE ASSUME L'ASPETTO DI POENA MEDICINALIS. QUI EMERGE L'UOMO CHE SI INTERROGA.NON C'E' UNA RADICALE NEGAZIONE DEL CONFRONTO CON L'ALTRO ,BENSI' PALPITA NEL RACCONTO UNA DRAMMATICA TENSIONE VERSO LA DUALITA' CHE SOFFOCA NEL MANCATO RAGGIUNGIMENTO DELLA AGOGNATA RELAZIONE,E CIO' PROVOCA SOFFERENZA IN PRIMA BATTUTA,ALIENAZIONE E RASSEGNAZIONE IN FINE.CI SI DEVE A FORZA RELAZIONARE CON CIO'CHE NON SI CONDIVIDE.LA VIA DI FUGA E' NEGATA. ANCHE IL RAPPORTO CON IL TRASCENDENTE,VA STUDIATO.PERCHE' DIO COLPISCE L'UOMO IN MODO COSI' VIRULENTO?PRIMA DI NEGARLO ALLA RADICE( ALLA FINE SI INTUISCE DOVE VUOLE ANDARE A PARARE,)CI SI INTERROGA SUL PERCHE' NASCONDA IL SUO VOLTO NELLA TORMENTATA STORIA DELL'UOMO.FREDDO,SCARNO,FORSE TROPPO INTELLETTUALISTICO.
Voto: 4 / 5
Giuliano Morelli (06-10-2008)
Camus, come gia' fatto nello "Straniero", mette in un mostra tutta la sua maestria nell'arte dello scrivere. Tutto lo squallore, la disperazione, il laido e la rassegnazione dell'uomo, in una epidemia devastante, affiora in maniera sempre piu' marcata, mostrandoci i lati piu' indefisi del genere umano. In alcuni momenti mi ha ricordato un altro capolavoro della letteratura mondiale, "Cecita'" di Saramago, che consiglio a chi non lo avesse ancora letto.
Voto: 5 / 5
stefano (21-11-2007)
pur con un eccesso di verbosità riesce a trattare il tema con semplicità priva di pietismi. Non si lascia mai andare a quelli che avrebbero potuto essere dei facili sentimentalismi.
Voto: 3 / 5
GB gprbzz@ciaoweb.it (19-02-2007)
E’ un libro strano che non mi veniva voglia di riprenderlo in mano dopo che lo avevo posato, ma che poi quando lo riprendevo e ricominciavo a leggere non m’andava più di smettere. Perché è un libro di corto respiro e di cupa trattazione, e credo che neanche Victor Hugo avrebbe potuto scrivere così a lungo d’una questione tanto metafisica, pertanto astratta e pertanto sconosciuta. Tutto quel che poteva esser pensato e scritto, Camus l’ha pensato e scritto egregiamente. Alla fine, riflettendoci sopra, dico che il libro mi è piaciuto, e non poco; ora voglio aggiungere che il mio è un gradimento mediato e non spontaneo, un gradimento di cervello più che di cuore, ché bisognerebbe trovarsi in una di quelle terribili e inusuali situazioni per poter misurarsi a capire e se è possibile far di meglio o diversamente. Perché la peste non è un fatto fisico bensì metafisico, tant’è che Rieux e i suoi occasionali compagni di lotta è vero che fanno tutto quel che possono fare ma è più vero ancora che lo fanno senza disperare e senza mai sperare. Vi manca l’urlo, vi mancano il pianto e la disperazione; non uno che si sia suicidato, nessuno che sia impazzito; gli unici due che par che veramente abbiano dato fuori di testa sono un giornalista che voleva a tutti i costi lasciare la città e che quando finalmente può farlo stranamente cambia idea (demenza attiva) e il parroco, l’abate Paneloux, quando s’avvede che neanche il suo Dio, per quanto deluso e irritato potesse essere con gli umani, poteva giungere a infligger loro tutto quel "maldiddio" (demenza passiva). Ma Ma per Camus Dio non c'entra; finisce che un bel giorno il morbo decide di smettere e così com’era venuto si toglie dai piedi; "l'idealista, moralista e anticomunista" Camus (sono definizioni di Sartre) ci fa intendere che si era stancato, che forse voleva riposarsi un po' prima di ricominciare, lì o altrove. Che l'Universo è governato dal Caos.
Voto: 4 / 5
Claudio claudio_si@yahoo.com (03-09-2004)
Indubbiamente un capolavoro. Scritto con uno stile eccelso, non è un libro "facile", in alcuni punti può sembrare perfino noioso. Ma non è mai banale. E alla fine tutte le strade si incrociano, tutti i fili del racconto si uniscono e si completano in modo mirabile. Bellissimo.
Voto: 5 / 5
noemi circe.bree@libero.it (23-06-2003)
è un bellissimo libro, che può angosciare come far sentire tutta la disperazione per una situazione che sembra essere senza uscita. Gli interrogativi che i personaggi si pongono sul futuro, la rassegnazione, la speranza. L'ho letto due volte e lo rileggerei ancora perchè si scopre sempre qualcosa in più
Voto: 5 / 5
Nando (15-04-2003)
E' uno dei piu' bei libri di Camus, l'ho letto a poca distanza da Cecita' di Saramago, c'e' un filo che li unisce.
Voto: 5 / 5

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