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Camus Albert - Lo straniero |
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Titolo | Lo straniero |
| Autore | Camus Albert | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,56
(Prezzo di copertina € 8,90 Risparmio € 1,34)
|  | | Dati | 2001, 176 p. |
| Editore | Bompiani
(collana I grandi tascabili) |
| | Disponibile anche in ebook a € 4,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Recensioni 1 - 20 di 39 recensioni presenti. Media Voto: 4.58 / 5Orne (20-04-2012) Questo romanzo sembra partire con un tono basso fino al compimento dell'escamotage narrativo che consente all'autore di sviluppare il vero tema del romanzo. Da qui in poi ci ritroviamo coinvolti in un puro capolavoro letterario. Accanto al protagonista cresce la nostra consapevolezza dell'assurdita' della nostra esistenza, che lui ha già fatto, molto prima di noi. Con Meursault diventiamo consci del vero significato della vita, della morte e del destino e senza illusioni stiamo al fianco di questo "straniero dell'esistenza" lucido e dignitoso, consapevole che cio' che conta nella nostra vita è l'armonia. Un romanzo breve ed intensissimo, in cui si rivela anche l'orrore di Camus per la violenza e la pena capitale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide (12-05-2011) Un testo esistenzialista molto bello.
Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mara regonaschi (02-05-2011) Una lucida e serena narrazione di una vita subita, mai decisa, in una disperazione che non si manifesta col malessere ma con l'indifferenza. Tant'è che il libro trasmette serenità, pacatezza, anche nelle morse del giudizio, anche nella morte della madre. La disperazione è "rappresentata" negli altri, nell' avvocato durante l'arringa difensiva, in Maria che chiede disperatamente se viene amata o nell'amico della madre, che sviene al funerale e che si direbbe un "burattino rotto".
Ma per il protagonista, Meursault, ogni accadimento non provoca emozione ma osservazione di come possono divenire le cose, come l'andamento dei fatti possa venirne mutato. Quasi come se l'osservazione avvenisse dall'esterno, dopo anni, senza alcun coinvolgimento umano negli accadimenti, con un'indifferenza fin troppo moderna.
"Mi è rimasta qualche altra immagine di quella giornata (siamo al funerale della madre): per esempio la faccia di Perez (amico della madre... Grosse lacrime di stanchezza e dipena gli scendevano sule guance. Ma per via delle rughe non gli colavano giù; si distendeevano, si raccoglievano, e formavano una vernice d'acqua sul quel viso distrutto. C'è stata ancora la chiesa e i paesani sui marciapiedi, i gerani rossi sulle tombe del cimitero, la terra color sangue che rotolava sulla bara della mamma, la carne bianca delle radici che v'erano mescolate, ancora gente, voci, ....e la mia gioia quando l'autobus è entrato nel nido di luci di Algeri e ho pensato che sarei andato a letto e avrei dormito dodici ore". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
filippo (12-12-2010) Uno straordinario affresco sulla solitudine dell'uomo oppresso, coraggioso e forte anche dinnanzi alla consapevolezza della propria fine. L'ideale dell'accettare l'esistenza comunque essa sia, anche quando condannata alla sofferenza e all'ingiustizia. Libro che risente molto della filosofia esistenzialista di Camus, capace di trasmettere con poche parole il grande mistero della vita terrena spesso accecata da inutili speranze. Il nichilismo, probabilmente protagonista nel romanzo e nel pensiero dell'autore, è da intendersi, nel senso nitzscheano del termine, come un nichilismo positivo e attivo, volto a restituire all'uomo la propria dignità di essere umano che non retrocede, per coerenza della propria fede, nemmeno di fronte alla sua stessa fine, determinata da una condanna che non gli appartiene. Dopo tanti libri sulla condanna dell'uomo e dei suoi errori, questo è il capolavoro che celebra la propria innocenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gabril (11-12-2010) Soltanto le poche pagine che scandiscono il ritmico, ineluttabile procedere del protagonista verso il suo gesto assurdo -uccidere, e senza una ragione - valgono tutto il libro, quanto a genio narrativo. La coerenza dello stile di Camus incide passo dopo passo la figura dello "straniero": a se stesso, agli altri, alla vita, fino alla "liberazione" finale. Che è , assurdamente, non liberazione dalla morte, ma dalla speranza, per andare verso "la dolce indifferenza del mondo". Atrocemente bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sandro landonio lasandro@libero.it (24-08-2009) Una lettura breve ma intensa. Oltre agli innumerevoli spunti di riflessione, quasi ogni periodo sembra scelto in modo da essere perfettamente adatto al contesto. Un capolavoro assoluto senza limiti di tempo e di spazio che parla al cuore di un lettore disposto a non farsi fuorviare da moralismi e pregiudizi.
Mersault deve morire, ma morirà coerente a se stesso fino all’ ultimo, stupito che questa sua coerenza sia considerata dagli altri un difetto o, peggio, qualcosa da distruggere.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Kim (19-06-2009) Noioso, noioso, noioso. Una storiella appiattita sul nichilismo e l'apatia totale del protagonista autonarrante, che sembra appena risvegliarsi dal comatoso stato di totale assenza di vita dal suo essere solo quando è ormai in procinto di morire giustiziato, per aver senza alcun motivo assassinato un uomo. Ma è solo un rigurgito d'egoismo e nulla più; nemmeno quando è ormai prossimo al patibolo riesce ad esser vivo. La sola nota positiva del libro è che è breve e solo per questo motivo sono riuscita a finire di leggerlo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
jeff82 (13-06-2009) La sensazione di estraneità che percorre l'intero romanzo, è la stessa che si avverte ossservando "l'assenzio", opera del pittore francese Edgar Degas. Lo straniero racconta la storia di Meursault, un uomo deluso da ogni aspettativa e che nel tempo ha alimentato un forte senso di indifferenza nei confronti del mondo che lo circonda. Ma nonostante tutto Meursault continua ad avere un forte attaccamento nei confronti della propria vita e riesce a ritrovare sprazzi di felicità anche nei momenti più peggiori. Consiglio questo capolavoro della letteratura sopratutto a chiunque si senta "straniero" del mondo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
zok (31-10-2008) La verità assoluta della condizione umana nella sua massima espressione letteraria. Un romanzo capace di rincuorare il più disgraziato degli uomini. Cambia la vita. O forse ti fa cominciare a vivere. C'è la felicità in questo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesco franzdebba@libero.it (13-10-2008) SCRITTO INTERESSANTE ,SCOMPONIBILE NELLA FRAZIONE ROMANZATA DESCRITTIVA, E NELLA PARTE PIU' DRAMMATICA ESISTENZIALE ,CHE PONE L'UOMO DAVANTI ALLA SOLUZIONE(SENZA SOLUZIONE) DI DILEMMI ANGOSCIANTI:PERCHE' NON PROVA DOLORE QUENDO IL SENSO COMUNE SUGGERISCE(IMPONE) SENTIMENTI DI PIETAS CRISTIANA? .NON SONO UN FAN DEL PENSIERO NICHILISTA ,ABBATTE TROPPO L'UOMO.LO RELEGA COATTIVAMENTE IN UNA DIMENSIONE GRIGIA ,SENZA REAZIONE,SENZA FORZA VITALE TEORETICA.NON MI CONVINCE LA RADICALE NEGAZIONE DEL TERMINE DI CONFRONTO,SONO SCETTICO CIRCA LE SOLUZIONI AVANZATE PER RISOLVERE IL NON SENSO DELLA VITA UMANA:LA LIBERTA' DALLA SCHIAVITU' DI PORSI OBIETTIVI.NON STO DICENDO CHE SIA IL CASO DI SOVRAPPORRE ALLA SUA CONCEZIONE PIUTTOSTO ASFITTICA,A BEN VEDERE,UN TEOCRATISMO MILITANTE CHE SPINGA L'UOMO A CERCARE NEL TRASCENDENTE E NELLA FEDE IN DIO IL RIPOSO DAI SUOI APORETICI DUBBI,TUTTAVIA NON APPREZZO L'IMPOVERIMENTO DELL'IO PRIVATO QUASI A FORZA DELLA DIMENSIONE RELAZIONALE .INSOMMA,SIAMO SICURI CHE L'UOMO SENZA OBIETTIVI SIA POI COSI' LIBERO?LA RINUNCIA A SE' COME EROSISMO ,ATTO CATARTICO.NON E' UN PO' RIDUTTIVO CONCEPIRE L'ESISTENZA COME UN LAVORO DI SISIFO? SIAMO CERTI CHE MAI SIA DATO ALL'UOMO SCOVARE DALLA PIETRE DEL DOLORE INFINITO LA PALLIDA SEMBIANZA DI UN-ALTRO- VOLTO,SOLO PER CONFESSARE LA PROPRIA LIMITAZIONE,IL PROPRIO SMARRIMENTO(SE VOGLIAMO ESSERE VICINI A CAMUS),ALMENO PER CONSOLARSI UN PO?
D'ALTRA PARTE RIVALUTO LA NEGAZIONE DEL CONFRONTO CON L'ALTRO DAVANTI ALL'ALTERIGIA DELL'ALTRUI VOLTO INVASIVO CHE PRETENDE DI INDAGARE D'AUTORITA' I MOTI INTIMI DELL'ANIMO ALTRUI,I TIMIDI RECESSI DELLA PSICHE REGOLANDOLA DAL-DI FUORI ,EMETTENDO POI SENTENZE PRECOSTITUITE DI DEPREZZAMENTO DELLA PERSONA UMANA.UN AUTORE IN CERCA DI EQULIBRIO,DA INDAGARE,SCRUTARE ,MEDITARE.LA SKEPSIS CON CAMUS PER ME RIMANE APERTISSIMA. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giuliano Morelli (06-10-2008) Capolavoro assoluto!
Dopo averlo letto quattro volte, consiglio a tutti quelli che non lo hanno ancora fatto a muoversi.
E' la dimostrazione che un grande libro non sempre deve essere di cinquecento pagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manvela (28-09-2008) Leggendo questa perla di romanzo si avverte costantemente il desiderio di indugiare sopra ogni frase, rileggerla magari... dipingendo attorno a se gli elementi naturali che tanto potere hanno su Meursault e di abbandonarsi ad essi per trovare una ragione di ciò che accade. Poi si compie un balzo sulla frase successiva ben consci che anche questa ci offrirà una dimensione quasi estatica unica e che magari ci allontanerà dalla precedente e ci lancerà in una direzione inaspetteta. Di balzo in balzo entriamo in confidenza con l'estraneità di Meursault alle nostre convenzioni e finiamo per percepire la sua coerenza e prevedere il suo destino. Straordinario Camus che inventa un linguaggio "sonda" per instillare un po' di Meursault in chi non ce l'ha dentro e scovarlo in chi non sapeva di averlo! Indimenticabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Virtual73 virtual73@virgilio.it (11-09-2008) .. il romanzo perfetto.. sintesi compiuta della modernità espressiva (o dell'espressività moderna..) attraverso una parola che, in modo impeccabile e privo di ogni compiacimento, si fa evocatrice di immagini essenziali, senza sbavature e incredibilmente nitide (oggi diremmo in "FULL HD", il massimo dell'alta definizione...!). Semplicemente irripetibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Edoardo Elisei (15-05-2008) Un "must" della letteratura; un libro del quale ti rimangono dentro le immagini, anche dopo anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Melissa (24-03-2008) Uno dei libri che amo di più in assoluto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (06-11-2007) Tra i libri da leggere assolutamente per chi ama esplorare i sentieri dell'assurda condizione umana.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chicca vignetta@email.it (23-04-2007) S T U P E N D O ! ! ! L'ho letto un po' di anni fa (credo che lo rileggerò!), ma so che mi ha subito affascinato... Forse perché in fondo ci sentiamo tutti un po' 'stranieri' in questo mondo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (07-03-2007) Comprendere la vicenda umana di Meursault, il personaggio di questo romanzo, vuol dire avvicinarsi a concetti filosofici come l'esistenzialismo e il nichilismo.
La ricerca dell'uomo, portata avanti dall'uomo stesso con il nome di filosofia, spesso ci scoraggia per la complessità con la quale ha tentato di dare un senso a quesiti senza risposta (chi sono, perchè sono, qual'è il mio infinito?). Camus ha semplicemente dato voce a un uomo, alla sua vita, ai suoi pensieri, svelandoci attraverso una storia apparentemente banale, abissi profondissimi e realtà dolorose che albergano dentro noi stessi, rivelandoci realtà evidenti eppure inconfessabili a proposito della nostra vita.
Come non rimanere sinceramente turbati dalle lucide, cristalline riflessioni riguardo all'inutilità delle cose, la futilità della condizione umana e dei sentimenti. Come non riconoscersi in almeno uno dei ragionamenti di un uomo che ha compreso quanto la vita sia relativa, limitata nel tempo, vissuta in una sostanziale solitudine e pertanto assolutamente senza senso. Eppure Meursault è capace di provare gioia, felicità, anche nelle sensazioni più banali, nei ricordi più casuali, nell'espressione più naturale della sua vita di ogni giorno. Meursault è profondamente umano nella sua apparente alienazione, è l'immagine di ciascuno di noi, nella misura in cui ciascuno di noi è uno straniero nel corso della sua breve e, sostanzialmente inutile, vicenda terrena.
Grande capolavoro, assolutamente imperdibile.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maggie megsky@hotmail.it (13-09-2006) lo straniero...è quel bambino che noi portiamo dentro,così pieno di fantasia,curioso del mondo e non basta sapere che c'è bisogna ascoltare la sua vocina che ti dice non ti arrendere tu si proprio tu meriti di più...oltre ad un'amore,oltre ad una parola di conforto tu meriti l'essenza dei respiri di chi ti ha creato di chi ha avuto la forza di metterti al mondo!questo.ha significato questo libro per me,maggie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mat mattera82@hotmail.com (06-07-2006) Una lettura totale...c'è dentro tutto, tutto lo spirito di Camus, delle sue scritture e della sua filosofia. Non è il romanzo della estraneità, dell'indifferenza, quanto del distacco tra un Io soggettivo che parla e ascolta il mondo e una realtà resa meno reale dalla visione dell'Io narrante. Lo si giustifica per il suo crimine, chi non lo farebbe ascoltandolo, Meursault...il mondo reale lo condanna perchè in quel momento le circostanze vogliono così. Anche Mersault in fondo sa che sarà possibile la condanna. Un capolavoro Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 39
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