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Narrativa italiana  Di ambientazione storica 

Eco Umberto - Il pendolo di Foucault

Il pendolo di Foucault TitoloIl pendolo di Foucault
AutoreEco Umberto
Prezzo
Sconto 15%
€ 9,26
(Prezzo di copertina € 10,90 Risparmio € 1,64)
Dati2001, 702 p., 18 ed.
EditoreBompiani  (collana I grandi tascabili)
 Disponibile anche in ebook a € 6,99

Disponibilita immediata
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Descrizione
Premio Bancarella 1989

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 83 recensioni presenti.  Media Voto: 4.19 / 5

maurizio (29-02-2012)
Ho già, in passato, espresso un commento su questo bel libro; non voglio passare nè per un lettore colto - esprimendo un commento entusiasta -, nè per uno incolto, bocciandolo in malo modo.A mè il libro è semplicemente piaciuto, anche se può sembrare un " pastiche " di vari momenti di storia complottistica, anche se è un pò sgangherato.In primis lo ho trovato scorrevole, e mi è piaciuto leggere le riflessioni, a volte banali, dei protagonisti a cose in cui, in tanti momenti del giorno, sembriamo pensare noi.Lo stile è infine svincolato dal vincolo di apparire medioevale del celebre precedente della rosa.Anzi nel suo recente ed ultimo libro " ... di Praga ", il prof è ancora più scorrevole e diverso dal passato. Non sò se possa essere post-moderno,ma sappiamo tutti che l'autore ha letto - credo - tutti i grandi classici per ragazzi, e poi quelli per adulti, passando per Joyce, Gadda, Proust e via .Sto leggendo il pendolo alternandolo a Camilleri - che mi piace moltissimo - e che apprezzo come sia come giallista che come ritrattista sociale, eppure rispetto al Pendolo lo trovo banale, e tutto.
Voto: 4 / 5
Viola (28-07-2011)
Magari l'italiano di Eco è molto superiore al mio(sicuramente è cosi!), magari Eco è un Raffaele pieno di fascino e io adoro la bruttezza espressiva di un Munch, che so io.....fatto sta che se Il nome della Rosa l'ho letto e apprezzato cmq, questo libro, non sono riuscita a finirlo!!!
Voto: 2 / 5
Moreno C. (16-12-2010)
Non esistono parole migliori per descrivere 'Il pendolo di Foucault' delle parole di cui 'Il pendolo di Foucault' stesso è composto. Da leggere; punto e basta. Inconfondibilmente Eco.
Voto: 4 / 5
Alessandro Righi (09-09-2010)
Umberto Eco è un eccellente scrittore e una persona di grande cultura, tuttavia questo non basta a scrivere un libro che risulti piacevole. A differenza del Nome della Rosa ho trovato il pendolo di Focault un libro eccessivamente aggrovigliato e poco scorrevole. Non consigliato.
Voto: 2 / 5
Il Lonfo (11-06-2010)
.... e lode! Il mio libro preferito. Capolavoro.
Voto: 5 / 5
maurizio (03-12-2009)
Commentare questo testo,è difficile,Certo ha un certo fascino,ma a voltesopratutto nella seconda parte pare che giri a vuoto.Se si pensa che esso possa avere uno svolgimento lineare,una trama convenzionale,si è fuori strada.Le cose più belle di questo libro sono da leggersi tra le righe,infatti molte affermazioni dei personaggi ho condiviso.Piaciuti molto "il flipper" e la analogia tra il motore e l'esoterismo,ma pur nella esile trama gialla - che dovrebbe tener incuriosito il lettore - spesso Eco chiede uno sforzo notevole per proseguire l'interesse e la lettura.Bello il fascino di un sapere non tutto spiegabile attraverso la logica razionalità occidentale - la parte sul Brasile - la dice lunga e ci apre gli occhi sulla percezione della realtà,ma poi Eco ammonisce nel finale del romanzo " attenzione a non essere razionali e a trascinarsi in castelli un aria " può essere pericoloso.Un gran lavoro di imposizione alla lettura,pari ai consueti livelli narrativi a cui questo autore - che apprezzo moltissimo nei saggi - ci ha abituati.Meno organico del celebre precedente,il voto espresso esprime quanto di buono ci sia nel testo - le riflessioni dei protagonisti - e la lunghezza del pervenire ad una suspance.Certo Eco usa il contrario delle armi seduttive di Dan Brown,laddove l'americano è maestro nel tener attaccati alla pagina, Eco invece ti porta a spasso.Molto riuscito Garamond un vero spaccato del mondo editoriale.Adesso mi aspetta "Una spia perfetta" del grande John le Carrè,altro testo lungo e laborioso,oltreche ben lavorato come questo Pendolo Piemontese.
Voto: 3 / 5
Andrea Truccone (20-06-2009)
Mi sono avvicinato a questo libro dopo aver letto, ormai parecchi anni fa, "Il nome della rosa", nella speranza di rivivere l'esperienza di quel meraviglioso romanzo. Saranno forse queste aspettative che mi portano a dare un giudizio così negativo di questo romanzo: come sottolineato da molti, non l'ho trovato di facile lettura, ma ho comunque continuato, pagina dopo pagina, a cercare la svolta, quel passo della storia che mi scuotesse e mi facesse entrare in un altro mondo, convinto che fosse solo un'impressione momentanea. Purtroppo così non è stato: nomi su nomi, rimandi su rimandi, da ignorante quale sono mi è sembrato di essere alle prese con una storia dove i personaggi vogliono dar sfoggio di nozioni non sapendo in quale altro modo rendere interessante la discussione. Il libro non mi è quindi piaciuto, personalmente lo sconsiglio a chi stia cercando qualcosa di simile a "Il nome della rosa", poiché di tutt'altro genere si tratta, ma soprattutto a chi voglia leggere qualcosa per il piacere di entrare in un'avventura, facendosi completamente coinvolgere da essa.
Voto: 1 / 5
Karl (19-06-2009)
Ho una passione speciale per questo libro, quindi NON sono imparziale, tutt’altro. Letto e riletto tante di quelle volte…e ogni volta avrei voluto che non finisse mai. Chi non è portato alla cultura enciclopedica, chi non ama la prosa barocca, chi non ha affinità con l’affabulazione erudita, NON lo prenda neppure in mano. Io l’ho amato, e mi unisco a chi lo mette mille miglia al di sopra dei romanzetti pseudo-storico-occultistici, magari imprecisi e pieni di strafalcioni (Brown non fa eccezione), il cui nome è ormai legione: Eco fa giustizia della sciatteria con cui la paranoia è andata a braccetto nei secoli creando Complotti tanto ridicoli quanto sgangherati. Notare che nulla di quanto riportato, comprese le tesi più assurde, è frutto della fantasia di Eco: tutte le peggiori farneticazioni sono state scritte e credute da qualcun altro… Ho trovato Casaubon, Diotallevi, Belbo, Aglié, Lorenza, i personaggi più veri mai nati fra pagine di un libro. Grande prova narrativa di Eco, che anticipa lo stesso talento dei successivi due romanzi. Fra l'altro, è uno dei due o tre libri che mi hanno fatto scoppiare a ridere in pubblico, durante la lettura. Grazie, Professore!
Voto: 5 / 5
Mirko (12-09-2008)
Uno dei libri che ha fatto la storia della storia stessa. Una delle più grandi avventure mai create dal genio umano. Un classico da non perdere.
Voto: 5 / 5
atreus (17-07-2008)
"Il Pendolo di Foucault" è un meraviglioso romanzo sul Male di Vivere. Sul Decadentismo. Su Spleen. Sulla sofferenza che scaturisce dalla consapevolezza che in una Creazione corrotta tutto è effimero. E l'unico punto fisso è quello al quale è appeso il Pendolo di Foucault: "Come non cadere in ginocchio davanti l'altare della certezza"? Pesonalmente credo che l'Altare della Certezza sia l'allegorico Libro della Genesi. Nessun mistero. La risposta a tutto: cosa siamo, da dove veniamo, dove possiamo ritornare, perché la Creazione è corrotta. Ma raramente si degnano di parlarci del significato di quei simboli. Preferiscono creare il mistero dove non c'è...per avere il potere. P.S.: come vedi ho mantenuto la promessa che mi strappasti una notte di otto anni fa: ho letto il "Pendolo di Foucault". A quell'epoca mi avrebbe aperto gli occhi e tu lo sapevi."La nostra squisita amica non vuole partecipare con altri i misteri che la definiscono. Singolare pudore, che apprezzo".
Voto: 5 / 5
Mk (28-05-2008)
E' un libro di difficile lettura e pertanto di difficile valutazione. Credo che 4/5 (consideratelo un 8/10) sia il voto giusto. Ammetto che le prime 400 pagine sono difficili da leggere, a tratti un po' pesanti, si ha davvero l'impressione di leggere un libro di scuola che non ha una trama. Ma intorno a pag 400 il romanzo prende la piega che aspettavamo da tempo durante la lettura. Con un po' di pazienza e di sacrificio riusciremo alla fine a considerare "Il Pendolo" un capolavoro quasi al pari della "Rosa".
Voto: 4 / 5
c. erclaudio@libero.it (12-07-2007)
Ci sono rimasto troppo male!! Era tantissimo tempo che desideravo leggere il libro ma data la considerevole mole avevo sempre rimandato... ma tutte le mie aspettative sono state disilluse!! L'inizio è promettente ma poi diventa troppo ingarbugliato, l'ho finito solo perchè ho una grande forza di volontà e per la speranza che il finale mi riservasse qualche sorpresa... invece nulla!!
Voto: 2 / 5
neuromancer haccra@hotmail.com (06-07-2007)
Il libro, come direbbero i Massoni (più volte tirati in ballo dall'Autore), "...è un bel mattone !" L'opera si riduce ad un'accozzaglia di informazioni, una cascata di date, una valanga di nomi e luoghi, tsunami di personaggi e fai fatica a ricordare i capitoli letti e a collegarli a quello che stai leggendo così già dopo i primi capitoli ti trovi in una nebbia fitta (qual'è la strada da cui son venuto e dove andrà la strada che sto percorrendo ?). Per me un libro al limite dell'illeggibile. Peccato il titolo, almeno, prometteva molto ma molto di più. L'inzio infatti è molto promettente: un pò come per "il sabato del villaggio", insomma. Libro sconcertante che in certi punti ti sembra quasi un mero sfoggio di cultura ("vi faccio vedere io ma quante cose conosco ... e quante voi ne ignorate"). "Il nome della rosa" mi era piaciuto molto e l'ho letto d'un fiato (non solo perchè era un giallo !!). Per questo libro devi tener duro per arrivare all'ultima pagina.
Voto: 1 / 5
Ste (28-06-2007)
Indubbiamente interessante. Non solo gli studi e le interpretazioni storiche dei tre personaggi mi hanno preso, ma soprattutto sono i dettagli, la descrizione della loro vita, l'indefinibile inquietudine di tutti i giorni, il "mal di vivere" che i tre cercano di soffocare buttandosi anima e corpo in un lavoro per definizione "inutile", costruiscono, consapevoli di farlo, castelli in aria. Si sente, si percepisce da ogni pagina l'ansia, la vuotezza della vita. Non perfetto, in ogni caso, Eco non è il mio genere di scrittore. Ma devo dire che è di gran lunga superiore al tanto osannato "Il Nome della Rosa", che personalmente non ho apprezzato.
Voto: 4 / 5
ric richimcmurphy@libero.it (21-06-2007)
"Un libro che fa piazza pulita dei miti di fine secolo".
Voto: 5 / 5
Martina (13-06-2007)
Il libro più bello che abbia mai letto, quello più affascinante... leggetelo, ne vale la pena... e poi Eco è un grande!
Voto: 5 / 5
Ottavio76 (17-04-2007)
Non capisco come possa ritenere questo romanzo un capovaloro. Non mi è piaciuto per niente. Ho portato a termine la lettura solamente per principio, per i soldi spesi. Sapevo che era un vero tomo, sapevo che la trama si sviluppa molto lentamente, sapevo che prima di poter pensare "mi piace" o "non mi piace" si deve arrivare a pagina 200. Arrivato alla fine, ho provato solo delusione. La storia viene raccontata in maniera frammentaria, una serie di miniracconti inseriti nella storia principale. C'è chi dice che sia proprio questo il capolavoro, ma a me sembra un modo per confondere il lettore se non è più che attento. Altro aspetto negativo le troppe cose date x scontate, le continue citazioni in latino, ebraico, vicende e tradizioni e simbologie e allegorie esoterico-massoniche sconosciute ai più. Inoltre il "piano" non è che una cozzaglia di assurdità, oserei dire che il cod. da vinci è molto piu credibile, il chè è tutto dire.
Voto: 2 / 5
Max (23-02-2007)
Giudizio assolutamente negativo.Un libro che non posso che reputare inutile:la storia è raccontata attraverso circa 700 pagine quando nella sua essenza ne basterebbero un centinaio.Il racconto è infarcito da uan serie di sottoracconti di cui mi sfugge l'utilità nell'ambito dello svolgersi degli eventi.Che dire...dopo Il nome della rosa credo che ci si poteva aspettare di più.
Voto: 1 / 5
geo (10-11-2006)
Ragazzi, che libro! Premessa personale: mai letto nulla di Eco, perchè l'ho sempre trovato detestabile, altezzoso, insomma insopportabile. Dopo le prime 5-10 pagine mi chiedevo se lo sfoggio di una cultura (evidentemente) superiore non fosse fine a se stesso e pretestuoso. Dopo 702 pagine mi chiedo se riuscirò mai a leggere qualcosa di tanto intelligente, divertente, dettagliato e scritto così bene. Che bello rileggere la storia del mondo sotto un'altra ottica, che bello leggere uno scrittore che SA scrivere, finalmente- Lo consiglio a tutti, magari, chissà, anche a chi legge tutti questi romanzi pseudo-storico-thriller-fantapolitici di cui le librerie sono piene, così che capisca la differenza...
Voto: 5 / 5
paride ferrara (22-07-2006)
la natura arcana dei fatti ivi esposti conferisce alone di mistero ed intrigo ad una trama sapientemente esposta. Per contro solo una rdondanza eccessiva.
Voto: 4 / 5
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