|
|  |
Recensioni 1 - 20 di 91 recensioni presenti. Media Voto: 4.94 / 5filippo (09-02-2012) Un capolavoro. Una storia triste in uno scenario dolorosamente vero. Il finale è un pò strano ma la lettura merita il voto massimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
zvone (08-12-2011) Un libro vecchio di settant'anni, ma che potrebbe essere stato scritto ieri.
Infatti che i Joad se ne partano dall'Oklahoma su di un camioncino scassato o lascino la Libia con un barcone, raccolgano pesche e cotone in California o mandarini e pomodori in Calabria, che brucino in una tendopoli lungo il fiume o in una favela sotto la tangenziale...la storia è sempre quella: poche grandi compagnie si arricchiscono grazie al lavoro di una moltitudine di poveri disperati.
Ed è nella resa di questo contrasto, tra l'impersonalità dello sfruttatore ed i corpi stanchi e affamati degli sfruttati, che a mio parere sta la parte migliore del libro.
Già lo sapete che l'autore è John Steinbeck, ma se fosse Fabrizio Gatti? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Piermaria (20-06-2011) Sono felice di aver letto questo romanzo e di aver conosciuto la grandezza dell'autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
guidox (17-06-2011) capolavoro!
bisogna leggerlo, perchè non c'è modo di descrivere a parole la sensazione di coinvolgimento a cui Steinbeck riesce a portarti.
un viaggio nella speranza, spesso delusa, ma che con un orgoglio e una dignità immensa rimane sempre vivida e ben alimentata come un fuoco.
ti entra nella pelle, la lacera e ti fa sentir dolore, ma non c'è tempo per il lamento, bisogna alzar la testa e andare avanti.
uno dei libri più belli che abbia mai letto in vita mia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maxxam66 (09-05-2011) Libro dolente e bellissimo.Durante la lettura ci si trova di fronte ad una domanda:Steinbeck scrisse questo capolavoro attingendo a doti di preveggenza o , in fondo in fondo , le cose non cambiano mai ? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
by Ax (26-03-2011) Steinbeck crea Tom Joad, lo tira fuori dalla prigione e gli affida il compito di ritrovare la famiglia.
Fin qui una storia come tante altre, probabilmente, ma l'autore va oltre: gli costruisce attorno la nuova realtà contadina dell'America della grande depressione Anni '30 - condizione in cui si ritrovarono migliaia di famiglie che, con la tristezza nel cuore dovuta allo sradicamento dalle loro terre, in cui sono nati e morti, affrontarono un viaggio verso la Terra Promessa all'insegna della speranza -, e lo manda in giro perché si faccia un'idea di cosa l'aspetta. Sarà un viaggio che gli darà coscienza sociale e insieme a essa la consapevolezza di volerne far parte, per lui e per quelli come lui, contadini che volevano solo continuare a coltivare la terra. E nel mentre, Steinbeck ci piazza un corollario di vicende umane che possono solo avvicinare chi legge a chi sta soffrendo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
a4u (04-01-2011) "Mamma non hai dei brutti presentimenti? Non ti fa paura, andare in un posto che non conosci?"
Gli occhi della mamma si fecero pensosi ma dolci.
"Paura? Un poco. Ma poco. Non voglio pensare, preferisco aspettare... Quel che ci sarà da fare lo farò...". Un libro dolorosamente unico. Andrea Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea_20 (24-11-2010) indubbiamente un bel libro,scritto molto bene,mai noioso..peccato che tutto sfumi cosi...senza una vera fine.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
policlo (09-09-2010) Epico, poetico, suggestivo e spietatamente inquietante! Al di là della traduzione del titolo, un capolavoro! E per chi ha viaggiato dall'Oklahoma alla California, ancora piu' evocativo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio (17-06-2010) Grande capolavoro. Il romanzo fornisce una fotografia esatta delle condizioni degli agricoltori, privati delle loro terre, durante il loro peregrinare alla ricerca di un lavoro per sfamare se stessi e le loro famiglie. L'epoca a cui si riferisce è il 1934-1935, in piena crisi economica mondiale, ma ci ricorda da vicino anche i viaggi della speranza di molti extracomunitari africani che arrivano disperati in Italia e spesso vengono sfruttati da noi Italiani. I ricorsi storici....La Famiglia dei Joad, da struttura monolitica, va progressivamente sfaldandosi. E' un peccato che Steinbeck, a quei tempi, non avesse ceduto alle lusinghe economiche, scrivendo un sequel. Avremmo potuto scoprire così che fine hanno fatto Tom, Al e quell'infame di Conni Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (09-06-2010) Libro straordinario. Eccezionale la qualità della scrittura di Steinbeck, soprattutto nelle descrizioni paesaggistiche. Poi c'è Tom Joad, personaggio di un'umanità disarmante, il cui dialogo con la madre (chi lo ha letto sa a quale mi riferisco) tocca ogni lettore nell'animo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lorenzo81 (10-05-2010) Splendido&attualissimo: aggiungo ai commenti già espressi la bellezza delle descrizione dell'unità familiare, unico strumento per affrancarsi dal dolore e dalle avversità del mondo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciano Stolfi luciano.stolfi@basilicatanet.it (01-05-2010) Gran bel romanzo, questo "Furore" di Steinbeck. Racconta l'epopea e le peregrinazioni della famiglia Joad, in America, al tempo della crisi. Cacciati dai loro terreni, i Joad intraprendono una lunga marcia verso l'ovest, in cerca di fortuna e di lavoro. Ma la vita è durissima e la famiglia, nel suo andare, subisce delle defezioni. "Furore è un grande affresco sociale della vita della povera gente al tempo della crisi. E Steinbeck alterna capitoli dove narra le vicende della famiglia Joad a capitoli di riflessione politica e sociale. Con un finale a sorpresa... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vickyvale (25-04-2010) Un capolavoro. Un romanzo straordinario, epico e politico, impegnato e incisivo. L'epopea dei labvoratori agricoli dell'Est costretti a disfarsi di tutti i propri beni per raggiungere la California in cerca di fortuna è semplicemente sconvolgente, angosciante, doloroso, ma anche pieno di speranza e di voglia di fare. Le pietre della Route 66 sono bagnate del sangue dei nonni Joad e di tutti coloro che non ce l'hanno fatta a raggiungere la terra promessa. Quello che Steinbeck ci ha donato è una delle pietre miliari della letteratura mondiale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni (12-04-2010) Ho letto questo libro ormai qualche mese fa, forse più di un anno fa, ma mi decido solo adesso a scriverne una recensione dopo aver letto “La valle dell’Eden”. Secondo me tra i due libri non c’è confronto: “Furore” è un romanzo nettamente superiore. E questo lo dico sia per la scrittura stessa che per la storia, che per l’impegno sociale dell’autore, fortemente presente in “Furore”, completamente assente in “La valle dell’Eden”. Leggendo questo libro ci si rende conto delle conquiste sociali che sono state fatte rispetto anche solo a cento anni fa, conquiste che oggi tendiamo un po’ troppo a dare per scontate. Meraviglioso il finale del libro, forse il più bel finale che mi sia mai capitato di leggere: nonostante tutto quello che la vita ci può riservare, anche dai grandi dolori, può nascere qualcosa di buono, la vita va sempre avanti. Questo si che è un capolavoro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tapparella 71 (05-03-2010) M E R A V I G L I O S O!!!!!...descrizione assolutamente realistica delle atmosfere,delle ansie,della rabbia,ma soprattutto della fame dell'epoca,ti ritrovi catapultato nel contesto della grande depressione,non puoi non avere compassione per quella generazione di persone,che l'hanno vissuta con chissà quali sofferenze.Decisamente un gran bel libro da leggere,leggere,leggere....... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (29-01-2010) La storia della famiglia Joad nel contesto della grande depressione americana narrata con realismo, rabbia ed emozione ineguali. Capolovoro assoluto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emanuele emanuele.agostinelli@alice.it (20-12-2009) Questo libro è stato per me un pugno nello stomaco, nato nella generazione "sazia" sono stato riportato all'epoca di mio nonno, ho sentito la fame, quella cosa che fortunatamente non ho mai conosciuto... come sempre i personaggi che descrive Steinbeck sono esseri vivi a tutti gli effetti, Tom Joad dalla personalità trascinante, sua madre vera anima della famiglia... senza dubbio un libro che tutti dovrebbero leggere...molto belli e attuali i capitoli in cui l'autore descrive la società americana dell'epoca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco d'aviano (23-09-2009) Il romanzo è bello, ma il plebiscito di 5 mi pare un po' eccessivo. Un paio di osservazioni: Il titolo italiano elimina completamente la citazioni biblica dell'originale (The Grapes of the Wrath = le uve dell'ira, Apocalisse 14,18-19, King James Version). Non si tratta infatti di un generico "furore", ma dell'ira di Dio. La sorella incinta di Tom non ha un nome da appassionato di giardinaggio (Rosa Tea) ma il biblico Rose of Sharon (Cantico dei Cantici 2,1, K.J.V.). Perché in Italia gli intellettuali (i traduttori) sono così ignoranti di cultura biblica? Seconda osservazione/domanda: Perché quello scatenarsi dell'ira/furore che Steinbeck promette cento volte non arriva mai? (Francesco: per favore, più sobrietà e meno retorica!) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabio (02-09-2009) Se tutti hanno dato 5 (il massimo) come voto ci saranno delle motivazioni fondate, personalmente avrei dato 6! E' uno di quei libri da consigliarne la lettura scolastica nel momento in cui si affronta il tema della grande depressione (sempre che a scuola ci si arrivi a questa fase del programma, ahimè!). Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 91
|
 | I più venduti di Steinbeck John |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|