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Recensioni 1 - 20 di 103 recensioni presenti. Media Voto: 4.95 / 5Giuseppe (11-02-2013) Da leggere assolutamente, non ho parole per descrivere quello che si prova a leggere questo libro. Un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesca (06-02-2013) un capolavoro, un classico e, come tale, (purtroppo) sempre attualissimo. Bello, da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fix62 (02-02-2013) che dire ? la saga terribile e commovente di questa
famiglia, é vera e avvincente : impossibile non identificarci in uno dei personaggi della famiglia!
Lo ritengo il più bel libro che ho mai letto, mi piace anche lo stile un pò datato della traduzione
( un edizione di parecchi anni fa), che calza a pennello. Qualcuno si lamenta perché non vi è un
finale ? Ridicolo, la storia della famiglia continua
.....CAPOLAVORO!!!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AEG (02-12-2012) Capolavoro di incredibile intensità, specchio di un dramma, quello della povertà e dell'ingiustizia, purtroppo sempre attuale; scritto divinamente; assolutamente da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (20-11-2012) Difficile aggiungere qualcosa alle tante recensioni precedenti, se non avvertire che è uno di quei capolavori della letteratura che BISOGNA leggere, un libro che nonostante l'età, comprovata da una traduzione eccellente ma datata (giusto che sia così: personalmente credo che ri-tradurre i vecchi libri per "attualizzarli" sia un errore), è di una attualità sconcertante. L'emigrazione, la miseria, lo sfruttamento, la xenofobia purtroppo non passano mai di moda, così come la semplicità, la dignità, la caparbietà e la disperazione dei Joad, di cui sono piene le nostre campagne e le nostre città, anche in Italia, anche nel 2012.
Ma la "socialità" del tema non è tutto. C'è un grandissimo scrittore, che ha il fegato di aprire il romanzo con un intero capitolo in cui si limita a descrivere l'evoluzione meteorologica che porta al disastro di un raccolto; che in un breve capitolo indulge in una parabola un po' didascalica e semplificata sul capitalismo e nel successivo pennella descrizioni minuziose dei luoghi, delle atmosfere, degli stati d'animo, delle persone...
Leggetelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alberto Castrini albertocastrini@hotmail.com (12-11-2012) Il libro fa parte del ciclo di tematiche sociali, che Steinbeck affronta anche in altre opere, con una particolare attenzione al mondo dei lavoratori agricoli conosciuti molto da vicino.
La storia è quella dell'intera famiglia Joads (nonni compresi) che, depredata dalle ipoteche e dalle calamità naturali, è costretta a lasciare i propri campi in Oklahoma per raggiungere in California l'agognata Terra Promessa.
Su tutto, sovrasta la figura della madre, che lega con instancabile amore i suoi congiunti sottoposti ad ogni lacerazione.
Il loro esodo, assieme ad altre masse di disperati, sarà drammatico; braccati dagli sceriffi, respinti con odio dai locali che scatenano una xenofoba guerra tra poveri e sfruttati come autentica carne da macello da latifondisti senza scrupoli, viaggeranno con quest'umanità ridotta per sopravvivere ad ogni resa.
La scrittura di Steinbeck è poetica, coinvolgente come poche, ti prende la mano e non ti molla sino all'ultima pagina.
La bella storia, rivela le conseguenze della Grande Depressione sulle vite di migliaia di famiglie, delle rivoluzioni industriali ed i loro prezzi, sempre ignorati, pagati dai deboli, dagli ultimi.
Il riscatto, ipotetico, avverrà solo con un'immensa pietà e tramite la solidarietà tra diseredati, unico baluardo a salvaguardia dell'irrinunciabile dignità umana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano v. (28-08-2012) Questo non e' un libro, sarebbe riduttivo definirlo cosi'. Piuttosto, e' un qualcosa di molto affilato che impatta con forza travolgente nei pensieri di chi lo legge per lasciare un solco che, secondo me, difficilmente si chiudera'. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Filippo (09-05-2012) Tutto così meravigliosamente attuale, un testo che dovrebbe essere letto nelle scuole; il dramma della migrazione e dell'esistenza che non trova riparo, vessata dalla disparità economica e costretta a peregrinare alla ricerca di un pò di pace. Ma la pace non è qualcosa che può essere resa da un sistema capitalistico egoista e ingiusto per natura, onnivoro e opprimente che non conosce sentimenti. L'uomo e le sue debolezze spazzato via dall'apologia economica liberista che professa il bene per tutti, ma affama i popoli per schiacciarli sotto al peso del proprio potere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca (08-04-2012) La storia di una famiglia nel periodo della grande depressione americana. Il racconto di un'odissea intrisa di fame, povertà, disperazione ed amarezza. Fa male pensare che non è solo un romanzo ma storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
amossa (01-04-2012) E' un racconto il cui dolore è vivo e non è lontano dalla crisi che ci sovrasta in questi tempi chiamando in causa le banche.
L'autore poteva dilungarsi un pochino meno nella prima metà del libro ma resta sempre un grandissimo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alain (12-03-2012) il libro è davvero molto bello !nella prima parte il protagonista incontra una tartaruga con cui condivide le prime 100 pagine e anche la storia va avanti con il passo lento della tartaruga .. poi quando la famigliola mette in moto l autocarro la storia cambia marcia!!concordo con il finale non finale perche la storia avrebbe potuto proseguire dando uno spiraglio di speranza a questa disperata famiglia!! da leggere assolutamente ! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anna nibba (13-02-2012) Un capolavoro. Che dire d'altro? Leggetelo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
filippo (09-02-2012) Un capolavoro. Una storia triste in uno scenario dolorosamente vero. Il finale è un pò strano ma la lettura merita il voto massimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
zvone (08-12-2011) Un libro vecchio di settant'anni, ma che potrebbe essere stato scritto ieri.
Infatti che i Joad se ne partano dall'Oklahoma su di un camioncino scassato o lascino la Libia con un barcone, raccolgano pesche e cotone in California o mandarini e pomodori in Calabria, che brucino in una tendopoli lungo il fiume o in una favela sotto la tangenziale...la storia è sempre quella: poche grandi compagnie si arricchiscono grazie al lavoro di una moltitudine di poveri disperati.
Ed è nella resa di questo contrasto, tra l'impersonalità dello sfruttatore ed i corpi stanchi e affamati degli sfruttati, che a mio parere sta la parte migliore del libro.
Già lo sapete che l'autore è John Steinbeck, ma se fosse Fabrizio Gatti? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Piermaria (20-06-2011) Sono felice di aver letto questo romanzo e di aver conosciuto la grandezza dell'autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
guidox (17-06-2011) capolavoro!
bisogna leggerlo, perchè non c'è modo di descrivere a parole la sensazione di coinvolgimento a cui Steinbeck riesce a portarti.
un viaggio nella speranza, spesso delusa, ma che con un orgoglio e una dignità immensa rimane sempre vivida e ben alimentata come un fuoco.
ti entra nella pelle, la lacera e ti fa sentir dolore, ma non c'è tempo per il lamento, bisogna alzar la testa e andare avanti.
uno dei libri più belli che abbia mai letto in vita mia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maxxam66 (09-05-2011) Libro dolente e bellissimo.Durante la lettura ci si trova di fronte ad una domanda:Steinbeck scrisse questo capolavoro attingendo a doti di preveggenza o , in fondo in fondo , le cose non cambiano mai ? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
by Ax (26-03-2011) Steinbeck crea Tom Joad, lo tira fuori dalla prigione e gli affida il compito di ritrovare la famiglia.
Fin qui una storia come tante altre, probabilmente, ma l'autore va oltre: gli costruisce attorno la nuova realtà contadina dell'America della grande depressione Anni '30 - condizione in cui si ritrovarono migliaia di famiglie che, con la tristezza nel cuore dovuta allo sradicamento dalle loro terre, in cui sono nati e morti, affrontarono un viaggio verso la Terra Promessa all'insegna della speranza -, e lo manda in giro perché si faccia un'idea di cosa l'aspetta. Sarà un viaggio che gli darà coscienza sociale e insieme a essa la consapevolezza di volerne far parte, per lui e per quelli come lui, contadini che volevano solo continuare a coltivare la terra. E nel mentre, Steinbeck ci piazza un corollario di vicende umane che possono solo avvicinare chi legge a chi sta soffrendo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
a4u (04-01-2011) "Mamma non hai dei brutti presentimenti? Non ti fa paura, andare in un posto che non conosci?"
Gli occhi della mamma si fecero pensosi ma dolci.
"Paura? Un poco. Ma poco. Non voglio pensare, preferisco aspettare... Quel che ci sarà da fare lo farò...". Un libro dolorosamente unico. Andrea Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea_20 (24-11-2010) indubbiamente un bel libro,scritto molto bene,mai noioso..peccato che tutto sfumi cosi...senza una vera fine.. Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 103
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